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TAJANI SI AGGRAPPA ALLA MADUNINA – IL TRABALLANTE SEGRETARIO DI FORZA ITALIA, CHE DEVE AFFRONTARE LA CRESCENTE OPPOSIZIONE INTERNA DEI MARINA-BOYS, TENTA UNA PROVA DI FORZA E RIVENDICA PER IL PARTITO AZZURRO LA SCELTA DEL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, CON MATTEO PEREGO DI CREMNAGO (AMICO DI LUIGI BERLUSCONI): “VOGLIAMO UN PROFILO IN SINTONIA IDENTITARIA CON LO SPIRITO DELLA CITTÀ” – LA LEGA, CHE HA PROPOSTO LA SALVINIANA SILVIA SARDONE, RILANCIA L’IPOTESI DELLE PRIMARIE: “SBATTONO PEREGO SU QUOTIDIANI E TG SENZA ALCUN DIALOGO PRELIMINARE CON LA COALIZIONE” – GIORGIA MELONI FA FILTRARE LA SUA INCAZZATURA, MENTRE RESTA IN CAMPO ANCHE MAURIZIO LUPI, INDICATO DA IGNAZIO LA RUSSA, DOMINUS DELLA DESTRA A MILANO...
Estratto dell’articolo di Alessandra Corica per “la Repubblica”
antonio tajani - convention di milano
Alla fine sono tutti sul palco, Antonio Tajani con Letizia Moratti e Stefania Craxi, e poi il candidato in pectore Matteo Perego di Cremnago, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, Maurizio Gasparri, i vicesegretari Alberto Cirio e Stefano Benigni. "Azzurra libertà" – l'inno che Silvio Berlusconi commissionò per la "discesa in campo" – in loop, e tutti cantano a squarciagola.
Obiettivo, lanciare l'opa su Milano.
E poco importano i mal di pancia della Lega, che in giornata fa filtrare ancora l'ipotesi delle primarie e con il salviniano di ferro Samuele Piscina, il segretario milanese, attacca a testa bassa, «sbattono Perego su tutti i quotidiani e tg senza alcun dialogo preliminare con la coalizione».
matteo salvini antonio tajani - foto lapresse
Forza Italia chiude la sua tre giorni milanese – titolo, "L'ottimismo della volontà" – con il vicepremier Tajani, che dal capoluogo lombardo prova a blindare la candidatura di Perego, sottosegretario azzurro, pedigree nobiliare e amicizia di lunga data con Luigi Berlusconi.
Un nome che i berluscones, da settimane, hanno lanciato come possibile competitor del centrodestra a Milano in vista delle Comunali, dandolo per cosa fatta e arrivando anche a ventilare eventuali coalizioni alle urne senza il Carroccio.
antonio tajani - convention di milano
Che, invece, continua a proporre la pasionaria Silvia Sardone, mentre il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi anche lui sembra non voglia gettare del tutto la spugna, dopo mesi che la candidatura se la sentiva in tasca, forte dell'appoggio di Ignazio La Russa.
[…] «Milano è la città che vogliamo governare», ribadisce così Tajani dal palco. E pur sfumando vista l'irritazione della premier per i battibecchi con la Lega — «Abbiamo fatto una proposta agli alleati, ma non lo vogliamo fare con aggressività» — tira dritto.
E in vista del vertice tra i leader di governo previsto domani — si parlerà soprattutto della manovra tanto che dovrebbe esserci Giancarlo Giorgetti, ma alle Comunali si dovrebbe comunque accennare — lo ridice chiaro: «Vogliamo che Milano abbia un sindaco in sintonia identitaria con lo spirito della città, per questo abbiamo proposto Perego. Non perché avesse solo la tessera di FI, ma perché incarna la milanesità».
Da capire, allora, quando verrà presa una decisione dal tavolo nazionale guidato da Meloni: l'ipotesi più probabile è che, comunque, non se ne parli prima della fine del mese, dopo che Salvini si sarà blindato al congresso leghista che ci sarà, sempre a Milano, il 24 e il 25 ottobre.
SILVIA SARDONE E MATTEO SALVINI
E in vista del quale oggi pomeriggio, in via Bellerio, il Capitano ha convocato un federale: per il leader leghista spingere in questi giorni su Sardone, allora, è funzionale anche all'obiettivo di rafforzarsi, mettendo a tacere le proteste interne dei nordisti [...]
Un punto, questo, che in realtà Tajani e Salvini, a dispetto dei botta e risposta, hanno in comune: anche il segretario azzurro ha bisogno di mettere a tacere i malumori interni, esternati negli ultimi giorni, tra gli altri, da Ronzulli, dal ministro Paolo Zangrillo e dal governatore della Calabria, e vicesegretario del partito, Roberto Occhiuto. Che ieri era assente a Milano: ufficialmente il suo intervento è stato anticipato a venerdì, per un cambio di programma subentrato in corsa. Annullando l'incrocio con il segretario, ma tant'è.
ANTONIO TAJANI ROBERTO OCCHIUTO
Dal palco, allora, Tajani è esplicito, «se qualcuno non si riconosce nella linea politica ci sono i congressi, e ci possono essere forme di partecipazione più ampia e democratica». E ancora, «la poltrona non può essere un obiettivo, un po' tocca a me, un po' tocca a te, bisogna poi conquistarsele queste cose con la democrazia interna».
Parole non casuali, visto che sabato sera, a cena con i fedelissimi sotto la Madonnina, il vicepremier avrebbe tracciato il percorso: primarie "programmatiche" da celebrare prima delle Politiche, magari tra gennaio e febbraio. Per stanare eventuali rivali interni, ma non contravvenire alla linea dei fratelli Berlusconi, che hanno detto no a un'assise nazionale prima del rinnovo delle Camere.
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