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Stefano Montefiori per “il Corriere della Sera”
Per adesso il ritorno in politica di Nicolas Sarkozy ha compiuto il miracolo di fare diventare ancora più popolare il rivale di partito Alain Juppé, considerato a lungo uno degli uomini più competenti — e antipatici — di Francia e trasformatosi adesso, a 69 anni, in nuova promessa della destra francese.
Juppé ha molti meriti, è un uomo pacato e l’età lo ha addolcito, come riconosce lui stesso, ma forse alla fresca caratura di vecchio saggio in cima ai sondaggi per le prossime presidenziali contribuisce il paragone con Sarkozy. L’ultima grana giudiziaria di Juppé risale a 10 anni fa, quando venne condannato all’ineleggibilità per gli impieghi fittizi al comune di Parigi.
Si disse allora che l’ex premier preferì pagare al posto del suo presidente della Repubblica, Jacques Chirac. Comunque, Juppé non accusò la magistratura di complotto, si dimise da tutti gli incarichi, e intraprese con dignità la sua traversata del deserto andando a insegnare a Montréal. Che sta accadendo invece a Sarkozy?
«A ogni comizio salta fuori una nuova inchiesta», protesta il fedele ex ministro Eric Woerth. L’ultima riguarda i rapporti di Sarkozy con il presidente a vita del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, sui quali la giustizia indaga dal 2012, secondo quanto rivela Le Monde .
Il 9 ottobre 2009 Sarkozy volò ad Astana, la capitale del Kazakistan, per una visita che avrebbe sancito la relazione privilegiata di Parigi con quel Paese dell’Asia centrale. L’allora presidente della Repubblica si fece fotografare con un grosso annaffiatoio mentre dava acqua all’«Albero dell’Amicizia» piantato assieme a Nazarbayev, ma soprattutto concluse affari per due miliardi di euro. In particolare, venne deciso l’assemblaggio in Kazakistan di 45 elicotteri Eurocopter.
Ma anni dopo i magistrati hanno registrato movimenti poco chiari — per circa 300 mila euro — sul conto di Jean-François Etienne de Rosaies, consigliere di Sarkozy, fermato nello scorso settembre: sospettano che l’ex presidente o i suoi uomini abbiano intascato tangenti sugli elicotteri (un dubbio simile riguarda da tempo i sottomarini venduti al Pakistan, il cosiddetto affare Karachi). Non solo.
Sarkozy è sospettato di essere intervenuto presso alcuni parlamentari del Belgio perché approvassero l’emendamento che ha consentito a tre oligarchi amici di Nazarbayev di cavarsela con una multa enorme (23 milioni di euro) invece di finire in carcere per riciclaggio e corruzione. Una legge ad personam forse prevista, come clausola non scritta, negli accordi di Astana.
Sarkozy grida di nuovo al complotto dei giudici mentre Juppé, che nel 1995 vide milioni di francesi scendere in piazza contro il suo piano di riforme, può commuoversi in diretta tv: il 61% pensa che sarebbe un buon presidente della Repubblica. Lui ringrazia, versa una lacrima e dice «continuiamo».
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