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TONINO, CHE FIGURA DI PALTA! ANTONIO DI PIETRO, EX PM SIMBOLO DI MANI PULITE, AVEVA MESSO LA FACCIA SUL SÌ AL REFERENDUM CON DICHIARAZIONI IMPROVVIDE SU NORDIO (“DÀ DEI MAFIOSI AI GIUDICI DEL CSM? NON MI DÀ FASTIDIO”) E SULLA SUA CAPO DI GABINETTO GIUSI BARTOLOZZI (“VA CAPITA, NON VA STRUMENTALIZZATA QUELLA SUA USCITA SULLE TOGHE COME PLOTONE DI ESECUZIONE”) - L’EX MAGISTRATO, CHE E’ STATO MINISTRO DEL GOVERNO PRODI, AVEVA PURE AGGIUNTO: “LA SINISTRA SI È GENUFLESSA DAVANTI ALL’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI. LA RIFORMA SERVE A DARE CREDIBILITA’ ALLA CATEGORIA”

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Carlo Bertini per ilnordest.it - Estratti

 

antonio di pietro

«La capo di gabinetto Bartolozzi? Va capita, non va strumentalizzata quella sua uscita sui magistrati come plotone di esecuzione». «Nordio che dà dei mafiosi ai giudici del Csm? Non mi dà fastidio, come non me lo dà un giudice che dà dei mafiosi a chi vota Sì». Se a parlare così è un’icona della categoria come Antonio Di Pietro si può restare sorpresi. Ma ancor di più perché porta tesi spiazzanti all’apparenza, vale la pena ascoltare le argomentazioni di un testimonial per il Sì alla riforma della Giustizia che ha attraversato mille stagioni e che non si è mai tolto la toga veramente.

ANTONIO DI PIETRO SUL TRATTORE

 

Concorda sul serio con la capo di gabinetto di via Arenula, che denuncia l’incubo di finire sotto il plotone di esecuzione dei giudici?

«Lei si trova ad essere il capro espiatorio di un conflitto istituzionale tra governo e potere giudiziario: la decisione di rimandare Almasri a casa sua in Libia è stata una scelta politica e se avessero messo il segreto di Stato avrebbero fatto meglio. 

(...)

 

Non le ha dato fastidio fare campagna per il Sì con Nordio che ha detto che la composizione del Csm è frutto di un sistema “para mafioso”?

«Non mi dà nemmeno fastidio avere come controparte un magistrato che paragona quelli che voteranno Sì ai mafiosi. Io voto così perché nel secondo governo Prodi avevamo raggiunto un accordo per fare la separazione delle carriere che era stata già votata alla Camera. Poi hanno indagato la moglie di Mastella, lui si è dimesso, il governo è caduto e non se ne è fatto più nulla: il concetto di fondo è che anche quella volta c’è stato un magistrato che ha bloccato tutto».

 

ANTONIO DI PIETRO BY FORATTINI

Addirittura?

«Sì. La verità è che il centrosinistra si è genuflesso sul vero potere, quello dell’Anm, che si è sempre opposta a questa riforma perché le toglie il boccino dalle mani: una volta che perde la possibilità di scegliere chi va a fare il procuratore a Roma o a Milano, l’Anm perde un potere reale. Quindi oggi la magistratura, sia attraverso il controllo di chi deve andare a fare cosa, sia con un’interpretazione creativa della legge, si mette al di sopra del potere esecutivo e legislativo. Se parliamo di supremazia, a pretenderla è la magistratura».

 

(...)

Quando lei faceva il pm, qualche gip osava negarle richieste di carcerazioni preventive o altro?

«Perché io portavo le prove provate: i soldi buttati nel water, l’oro nascosto nei puff, i conti correnti pieni di soldi.

 

La differenza è che noi cercavamo chi aveva commesso un reato, oggi troppo spesso i nuovi pm si mettono a cercare se qualche persona mediaticamente esposta abbia commesso reati, con inchieste a strascico, fatte in zone e ambienti precisi. C’è un’enorme differenza con quello che facevamo noi, che veniva raccontato il giorno dopo dai giornalisti: adesso assistiamo ai pm che indagano su quanto hanno letto il giorno prima sui giornali».

 

Ma lei che ha “l’orecchio a terra”: chi vincerà?

Carlo Nordio e Silvia Albano e antonio di pietro ad Atreju - foto lapresse

«Non lo so, ma da 50 anni bazzico i marciapiedi dei tribunali e so che questa riforma è necessaria per ridare credibilità alla magistratura, come quella che la categoria aveva ai tempi di Mani Pulite».

ANTONIO DI PIETRO - MARCO TRAVAGLIO antonino monteleone antonio di pietrodavide marra con antonio di pietro a pulp podcast