DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA…
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Silvio B. su Bankitalia come fa sbaglia. Lui lo sa e con studiato mestiere, per allentare la tensione, prima fa sapere che ha già scelto e deve solo inviare la lettera con la nomina al Consiglio superiore di via Nazionale, poi ci ripensa e assicura che non ha alcuna lettera da mandare.
Se sceglie Saccomanni, si perde Bossi (e Tremonti, ma questo non gli dispiacerebbe). Se sceglie Grilli, si perde il presidente della Repubblica Napoletano, che pure obtorto collo lo difende almeno finchè riesce ad avere la fiducia del Parlamento, e il presidente della Banca centrale europea Draghi (che deve comprarci i titoli di Stato). Se sceglie Bini Smaghi accontenta Sarkozy, che può mettere un francese a Francoforte, ma si perde Bossi, Napoletano e Draghi.
Come fa sbaglia. Intanto una cosa è certa: se non decide, al vertice europeo di questo fine settimana si becca una reprimenda pubblica, meglio una vera e propria scenata, del presidente francese, subito spalleggiato dalla signora Cancelliera Merkel.
Una catastrofe annunciata. Delle due l'una: o non ci va, come sta seriamente pensando di fare (ma quale scusa inventare, un vertice diurno con le Olgettine, una visita improvvisa di Putin?) e viene processato in contumacia da Francia e Germania, oppure scrive tre biglietti e ne sceglie uno ad occhi chiusi.
Infine, c'è un'ultima opzione per uscir fuori dal ginepraio dei veti incrociati: la scelta di un outsider, magari interno a Palazzo Koch e gradito praticamente a tutti, da Draghi-Napolitano a Tremonti: il vice direttore generale di Palazzo Koch, Anna Maria Tarantola...
FABRIZIO SACCOMANNI MARIO DRAGHI VITTORIO GRILLI
TARANTOLA ABETE
BERLUSCONI NAPOLITANO
ANNA MARIA TARANTOLA
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