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COSA RESTERÀ ALLA FINE DELLA CRISI POLITICA IN UCRAINA? SICURAMENTE LA GRANDE VITTORIA DI PUTIN, CHE È RIUSCITO A RIBADIRE LA SUA CENTRALITÀ - IL CARO ENERGIA? IL RAPIDO INNANZALMENTO DEI PREZZI SI ALLEGGERIRÀ IN PRIMAVERA, CON L’ARRIVO DEL BEL TEMPO E IL CALO DEI CONSUMI DI GAS. NON A CASO CHRISTINE LAGARDE HA DECISO DI NON AUMENTARE I TASSI, PREVEDENDO CHE L’INFLAZIONE SCENDERÀ "NATURALMENTE" AL 2% - DIVERSA È LA SITUAZIONE IN AMERICA, CON LA MAREA DI SOLDI IMMESSI SUL MERCATO NEGLI ANNI PANDEMICI E LA TRABALLANTE LEADERSHIP POLITICA DI BIDEN, CHE RISCHIA DI USCIRE AZZOPPATO DALLE MIDTERM…
DAGONEWS
Cosa resterà alla fine della crisi politica e militare in Ucraina? Agli atti resterà la grande vittoria di Putin, che è riuscito a ribadire la sua centralità.
La Russia è rientrata prepotentemente nell’agone internazionale, riuscendo a ottenere una rilevanza che era stata recentemente oscurata dallo scontro a distanza tra Usa e Cina.
Zar Vlad deve questo brillante risultato soprattutto ai sapienti consigli di Sergei Lavrov, considerato il più abile e raffinato ministro degli esteri del mondo.
Sergei Lavrov e Vladimir Putin
Per quanto riguarda il caro energia, il rapido innalzamento dei prezzi dovrebbe alleggerirsi in primavera, quando l’arrivo del bel tempo e il calo dei consumi di gas dovrebbe permettere approvvigionamenti sui mercati a prezzi inferiori. Lo stesso Putin avrebbe rassicurato Draghi e Bruxelles sulla continuità di rifornimenti all'Europa di energia e gas.
È questa la ragione per cui la presidente della BCE Christine Lagarde ha deciso, a differenza del collega della Fed, Jerome Powell, di non aumentare i tassi.
Il motivo è semplice: secondo le previsioni dell’istituto di Francoforte, l’inflazione in Europa scenderà "naturalmente" dall’attuale 5% per avvicinarsi a quel 2%, che rappresenta l’obiettivo della Banca Centrale (un valore comunque più alto di quanto abbiamo visto in questi anni di pandemia, con l'inflazione praticamente a zero).
christine lagarde mario draghi 2
“Dobbiamo essere chiari su ciò che possiamo e non possiamo fare.
Ad esempio, la nostra politica monetaria non può riempire i gasdotti di gas, eliminare gli arretrati nei porti o formare più camionisti”, ha detto ieri la Lagarde. Tradotto: un aumento dei tassi per raffreddare l'inflazione non ne eliminerebbe la causa fondamentale.
Diversa è la situazione degli Stati Uniti, dove l’inflazione al 7,5% non è collegata a una crisi geopolitica ed energetica, ma alla marea di soldi immessi sul mercato prima da Trump, e poi da Biden, durante il periodo pandemico.
E, a differenza dell’Europa, che dovrebbe trovare un assestamento nel giro di pochi mesi, gli Usa si trovano ad affrontare anche e soprattutto una crisi di leadership, visto che Biden è anche esposto alle turbolenze politiche delle prossime elezioni di midterm, che potrebbero azzoppare la sua azione.






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