
DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE…
Da corriere.it
Un altro atto che mette a rischio una minoranza e cancella con un colpo di spugna quanto fatto dall’amministrazione Obama. Il presidente degli Usa Donald Trump ha firmato mercoledì l’annunciato provvedimento con il quale revoca le misure introdotte dall’amministrazione precedente alla sua a favore dei transgender cui era stato concesso di usare i bagni delle scuole pubbliche in base all’identità di genere e non al sesso biologico.
La misura introdotta da Barack Obama nell’aprile 2016 voleva essere una forma di protezione per gli studenti transgender. In una lettera spedita alle scuole di tutta la nazione, invece, i nuovi responsabili del dipartimento per la giustizia spiegano che l’applicazione pratica del provvedimento di Obama stava dando vita a sentenze contrastanti.
Secondo quanto stabilito da Trump, toccherà adesso agli Stati o ai singoli distretti scolastici riscrivere le regole per l’uso dei bagni pubblici delle scuole da parte degli studenti transgender. «È una questione che deve essere affrontata a livello locale. Le scuole, le comunità e le famiglie posso trovare le soluzioni per proteggere tutti gli studenti» ha detto la segretaria all’educazione Betsy DeVos . Gli avvocati dei diritti Lgbt hanno replicato che non esisteva nessuna forzatura di legge ma che al contrario è necessario evitare ogni genere di discriminazione.
La decisione «di ridare potere agli Stati, presa congiuntamente dai dipartimenti dell’Educazione e della Giustizia, spiana la strada ad un processo aperto ed inclusivo a livello locale - dice la Casa Bianca - con l’input di genitori, studenti, insegnanti e amministratori».
E se le associazioni per i diritti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) annunciano battaglia, la Corte Suprema è chiamata ad esprimersi su un caso correlato: un 17enne transgender residente in Virginia, Gavin Grimm, che ha sfidato il consiglio scolastico reclamando di poter usare il bagno corrispondente alla sua identità di genere. Lo scorso aprile, un tribunale federale gli aveva dato ragione. L’udienza è fissata per prossimo 28 marzo ma con il ritiro delle linee guida, i giudici della Corte Suprema potrebbero decidere di rinviare il caso ad un regolare tribunale. Tanti anche gli altri casi discussi, dal North Carolinapassando per il Mississippi fino al South Carolina .
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