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NIENTE AIUTI CONTRO GLI HOUTHI! TRUMP DICE NO PER DUE VOLTE ALLA RICHIESTA DI INTERVENTO DELL’ARABIA SAUDITA CONTRO LE MILIZIE YEMENITE FILO-IRAN. MA IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA SA CHE SE QUEI CIABATTONI DEGLI HOUTHI CHIUDESSERO BAB EL-MANDEB, LA PORTA MERIDIONALE DEL MAR ROSSO DI CUI HANNO IL CONTROLLO, METTEREBBERO A RISCHIO UN ALTRO 7% DELLE FORNITURE PETROLIFERE GLOBALI E CIRCA IL 12% DEL COMMERCIO MONDIALE? IL TYCOON, IN CALO DI POPOLARITÀ INTERNA PER LA GUERRA ALL’IRAN E CON UN ARSENALE MILITARE CHE SI È RIDOTTO IN QUESTI MESI, NON VUOLE APRIRE UN ALTRO FRONTE E PIGOLA: “GLI HOUTHI CI HANNO CHIAMATO E HANNO DETTO CHE NON VOGLIONO COMBATTERE CONTRO DI NOI” (MA VIENE SMENTITO PURE DAI MILIZIANI: ANNAMO BENE…)

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Massimo Basile per repubblica.it - Estratti

 

MOHAMMED BIN SALMAN CON DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

NEW YORK – Donald Trump ha costruito gran parte della sua politica estera sull’idea che gli Stati Uniti debbano tornare a essere temuti. Ma stavolta è successo qualcosa di paradossale: l’Arabia Saudita, uno dei più importanti alleati di Washington in Medio Oriente, ha chiesto a Trump di intervenire, e lui ha risposto per due volte di no.

 

Secondo l’agenzia Axios, il principe saudita Mohammed bin Salman giovedì ha chiamato due volte nello stesso giorno il tycoon e, nella seconda telefonata, gli ha chiesto in modo esplicito di autorizzare attacchi contro gli Houthi, che stanno avanzando nel Mar Rosso e minacciano le esportazioni saudite. Trump ha risposto di no, limitandosi a promettere l’aiuto della sua intelligence. Questo retroscena è stato confermato da Abc News, Cnn e Reuters, che hanno citato fonti dell’amministrazione americana.

 

Houthi 2

Sostenuti da Teheran, gli Houthi sono avanzati lungo la costa yemenita del Mar Rosso e preso Mocha e l’isola di Perim, aumentando la possibilità di controllare il passaggio strategico del Bab el-Mandeb, la porta meridionale del Mar Rosso. Questo passaggio ha dato loro una posizione strategica dalla quale possono minacciare o colpire le navi che attraversano lo Stretto. Ma per Riad c’è un problema ancora più diretto: gli Houthi hanno minacciato le navi e le esportazioni petrolifere saudite, che avevano trovato un’alternativa al blocco dello Stretto di Hormuz, controllato dall’Iran.

 

Se gli Houthi chiudessero Bab el-Mandeb, sarebbe lo scenario peggiore: metterebbero a rischio un altro 7% delle forniture petrolifere globali e circa il 12% del commercio mondiale. È un’enorme leva di pressione in mano agli iraniani.

 

houthi

Trump ha fatto capire che la potenza americana ha un prezzo che non sempre è disposta a pagare, anche perché il tycoon, in calo di popolarità interna per la guerra all’Iran e con un arsenale militare che si è ridotto in questi mesi, non vuole aprire un altro fronte e rompere un patto raggiunto con gli yemeniti un anno fa. Ma questa posizione, come spesso accade, è stata espressa dal presidente con una serie di dichiarazioni che hanno generato smentite e irritazione.

 

Houthi 1

Da Dublino, dove è in visita ufficiale, Trump ha attribuito («probabilmente») all’Iran, e non agli Houthi, la responsabilità dell’attacco contro l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita (che Riad ha dovuto chiudere, con un danno all’export) , poi ha rivelato che gli Houthi gli hanno chiesto di non intervenire. «Abbiamo avuto alcuni contatti. Ci hanno chiamato e hanno detto che non vogliono che ce la prendiamo con loro. Non vogliono combattere con noi». Per poi dichiarare che «andrà tutto bene» nello Stretto di Hormuz e che il «prezzo del petrolio crollerà una volta finita la guerra».

 

 

Poco dopo gli Houthi lo hanno smentito...

ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO NEL GOLFO - HOUTHI E ARABIA SAUDITAdonald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 5

 

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Il traffico marittimo nello stretto di Bab-el-Mandeb nel Mar Rosso, dove sono attivi gli Houthidonald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 6