donald trump stretto di hormuz guerra iran

TRUMP SI E’ IMPANTANATO NEL GOLFO - IL TYCOON BOMBARDA L’IRAN A PIU’ RIPRESE MA I PASDARAN RESISTONO E NON ARRETRANO SULLO STRETTO DI HORMUZ. PER TEHERAN LA GESTIONE DEL CORRIDOIO MARITTIMO DI 33 CHILOMETRI VALE PIU’ DI DECINE DI BOMBE ATOMICHE - LA CHIUSURA DELLO STRETTO E UN EVENTUALE BLOCCO DEGLI HOUTHI A BAB EL-MANDEB, PASSAGGIO ALL’IMBOCCO DEL MAR ROSSO, LASCEREBBERO L’ASIA A SECCO DI PETROLIO E GAS PER SETTIMANE - QATAR E PAKISTAN FANNO I SALTI MORTALI PER FAR SEDERE AL TAVOLO LE DUE PARTI DI NUOVO IN GUERRA. I RISULTATI DIPLOMATICI NON SI VEDONO...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera” 

 

C’ è un numero che perseguita chi prova a raccontare cosa stia succedendo nello Stretto di Hormuz. È l’articolo 5 del memorandum d’intesa firmato per via digitale quasi un mese fa tra Washington e Teheran, che ha dato il via ai negoziati più delicati degli ultimi anni. Un punto chiuso troppo in fretta, si direbbe, visto che il cessate il fuoco che doveva garantire viene violato a ripetizione. 

CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN

 

La fonte con cui parliamo — molto vicina al regime — lo ripete ossessivamente. Chi controlla il traffico? «Ve lo spiega l’articolo 5». È previsto un compenso? «Ma l’avete letto l’articolo 5?». Gli americani, dice, avrebbero accettato una gestione a guida iraniana dello Stretto, condivisa con i Paesi rivieraschi. L’Oman. «E ora cambiano le carte in tavola, come sempre. Per questo siamo costretti a chiudere Hormuz», continua la fonte, che ci risponde a fatica, rubando qualche minuto tra una riunione e l’altra della leadership, assorbita in queste ore dalla nuova fase di guerra. 

Intanto, a Teheran, il linguaggio si fa tagliente. 

donald trump - stretto di hormuz

 

Un consigliere della Guida suprema, Mohsen Rezaee, dice che «questo tratto di mare strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica islamica farà di tutto per proteggerlo». Non è una provocazione, spiega ancora la fonte: per Teheran lo Stretto non è merce di scambio.

 

Non lo sarà mai. È sovranità, deterrenza, respiro strategico.  Aspettarsi un passo indietro «significa sbagliare di nuovo la lettura della realtà. Possono continuare a bombardarci pesantemente: noi risponderemo. Non saranno loro questa volta a decidere la sorte della regione». 

Sul fronte diplomatico, i mediatori di Qatar e Pakistan fanno i salti mortali per tenere aperto un tavolo tra Washington e Teheran che rischia di richiudersi a ogni notizia. Ma la fatica è immensa, e si vede. 

 

mojtaba khamenei

«Non ci fidiamo di Trump», dicono da Teheran, mentre nei corridoi del potere i falchi del regime festeggiano. Sembra di essere tornati a due mesi fa, quando ogni margine di trattativa pareva già bruciato. Il tavolo che funziona è quello con Muscat. Il portavoce della squadra negoziale, Esmaeil Baghaei, ha fatto sapere che i ministri degli Esteri di Iran e Oman si sono incontrati per coordinare le future disposizioni sul traffico marittimo. I colloqui, precisa la fonte, sono tecnici e minuziosi: rotte, responsabilità in caso di incidente, sicurezza. 

 

Ieri, però, per la prima volta dal cessate il fuoco dell’8 aprile, il regime ha ammesso di aver colpito una base americana in territorio omanita. Durante i quaranta giorni di guerra ci sono già stati tre attacchi a impianti energetici del sultanato, ma allora Teheran aveva negato tutto per proteggere il mediatore. Stavolta no . [...] 

 

Un’amministrazione che non vuole una guerra su vasta scala, che non intende impegnare risorse, che ha bisogno di prezzi dell’energia bassi, si ritrova con un ventaglio di opzioni sempre più stretto. [...]

iraniani pro regime 1

 

A dettare le regole, alla fine, è la geografia, che non cambierà. Chi studia queste rotte per mestiere ripete un mantra: se Hormuz si chiudesse e se gli Houthi bloccassero Bab el-Mandeb, il passaggio all’imbocco del Mar Rosso, l’Asia resterebbe a secco di petrolio e gas per settimane.

 

E sono proprio i vicini arabi, gli altri grandi esportatori del Golfo, a tremare per primi. Sono gli stessi che ospitano le basi americane che finiscono nel mirino delle rappresaglie della Repubblica islamica. [...] 

Corteo funebre per la bara di Ali Khamenei2marina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 5Mojtaba Khamenei