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TRUMP HA SPEDITO GIORGIA IN “SERIE B” – SECONDO “POLITICO”, IL PENTAGONO HA ESCLUSO ITALIA, FRANCIA E REGNO UNITO DALLA PROSSIMA RIUNIONE DEL “BERGEN GROUP”, LA CERCHIA RISTRETTA DI ALLEATI GIÀ RIUNITA DUE VOLTE DALL’AMMINISTRAZIONE TRUMP PER DISCUTERE DEL FUTURO DELLA NATO – IL RISCHIO È QUELLA DI CREARE UNA GERARCHIA NELL’ALLEANZA ATLANTICA: ALCUNI PREPARANO LE PROPOSTE, GLI ALTRI LE DISCUTONO DOPO – PER MELONI, FINITA NEL MIRINO DI “THE DONALD” PER IL MANCATO SOSTEGNO NELLA GUERRA ALL’IRAN, RESTA IL NODO DEL RAPPORTO COMPROMESSO CON IL TYCOON…

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Estratto dell’articolo di Marco Colombo per “Domani”

 

conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 4

Il futuro della Nato potrebbe passare da un tavolo esclusivo. E a decidere chi potrà sedersi è Washington. Il Pentagono prepara per ottobre, in Polonia, un’altra riunione del “Bergen Group”, la cerchia ristretta di alleati già riunita due volte dall’amministrazione Trump.

 

Dal tavolo, secondo quanto riporta Politico, rimarranno però esclusi alcuni tra i principali pesi europei: Italia, Francia, Regno Unito e paesi baltici non sono stati invitati. Il rischio è una gerarchia nell’Alleanza: alcuni preparano le proposte, gli altri le discutono dopo. [...]

 

Per il governo Meloni, l’assenza dell’Italia mette alla prova il peso del rapporto coltivato con Washington. Roma, paese fondatore della Nato, non compare nel nucleo del gruppo scelto dal Pentagono, dove siedono invece Norvegia, Svezia, Finlandia, Polonia, Germania e Paesi Bassi.

 

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

A guidare l’iniziativa è il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby, che ha già organizzato due incontri nello stesso formato. È proprio questa continuità a dare un significato politico alla selezione: una consultazione ristretta può diventare il luogo in cui le proposte prendono forma, prima di arrivare al confronto con l’intera Alleanza. Per gli assenti, Italia compresa, il rischio è poter intervenire quando altri hanno già impostato la discussione.

 

Colby aveva illustrato i criteri della scelta il 5 agosto: a Bergen erano stati chiamati governi avviati rapidamente verso il 3,5 per cento del Pil per la difesa, con capacità industriali e disponibilità a collaborare.

 

L’Italia, secondo le stime Nato per il 2026, è al 2,10 per cento. La distanza è ampia, ma basta guardare agli altri paesi per capire che la spesa, da sola, non determina chi entra e chi resta fuori.

 

La spesa non basta La Germania, ammessa al tavolo, è al 2,69 per cento; Estonia e Lituania, escluse dalla riunione polacca, superano il 5 per cento, mentre la Lettonia lo sfiora. Contano anche la traiettoria degli investimenti e le capacità industriali [...]

 

conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 7

L’esclusione diventa così una leva: la prospettiva di ottenere condizioni migliori dovrebbe spingere gli altri ad accelerare. Alla preferenza della precedente amministrazione per il multilateralismo, Colby contrappone coalizioni più piccole, riunite attorno a obiettivi concreti.

 

[...]

 

La selezione degli alleati prende forma in un clima nel quale Washington tratta il dissenso sulla guerra in Iran come una prova di slealtà. Ad aprile sempre Politico aveva svelato, citando diplomatici europei, che la Casa Bianca aveva classificato i membri della Nato per stabilire chi premiare e chi penalizzare.

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

Si valutavano spostamenti di truppe, esercitazioni privilegiate e trasferimenti di equipaggiamenti. Mancavano dettagli sulle categorie e sulle conseguenze concrete, ma il principio era chiaro: trattamento di favore agli alleati modello, conseguenze per gli altri.

 

Le liti di Trump con i leader europei hanno poi dato a questa logica il tono del rimprovero personale. Meloni, a lungo interlocutrice privilegiata, è finita nel mirino per la sua posizione sull’Iran. Ad aprile il tycoon l’ha accusata di mancare di coraggio; a luglio ha ribadito che «non c’è stata per noi».

 

donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 2

Come Meloni, anche Starmer e Macron erano finiti al centro degli attacchi di Trump dopo il rifiuto di un maggior impegno militare nel Golfo. Così Roma, Londra e Parigi restano ai margini, punti dalla Casa Bianca per non essersi schierati in prima linea a difesa degli interessi politici e strategici del presidente Usa. […]

conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 23donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 1conferenza stampa di donald trump al vertice nato di ankara foto lapresse 6