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Marco Ansaldo per “la Repubblica”
AD Ankara è una spasmodica corsa finale in Parlamento per far approvare i criteri richiesti dall’Unione Europea e revocare così la necessità dei visti di viaggio. «Dei 72 criteri — dice l’ambasciatore turco presso la Ue, Selim Yenel — due non ci sono ancora fisicamente, cioè l’accordo di riammissione che inizierà il primo giugno, e i passaporti biometrici, che prenderanno il via dal primo luglio. Dei 70 restanti ne abbiamo soddisfatti 66. Nelle prossime settimane speriamo di averli completati tutti».
Tuttavia sono in molti in Europa a considerare l’abolizione dei visti come un’eccessiva indulgenza verso Ankara, dove il presidente Recep Tayyip Erdogan continua a mostrare il suo volto più duro, soprattutto in materia di libertà di espressione. Ieri a Istanbul si è aperto il processo contro il decano degli intellettuali turchi, Murat Belge, uno dei letterati più rinomati e noti, accusato però dal capo dello Stato di averlo insultato in alcuni articoli. A dare sostegno diretto a Belge è arrivato però in aula anche il premio Nobel per la Letteratura, Orhan Pamuk, suo grande amico.
«Scrivo da 40 anni — ha esclamato lo scrittore — sono stufo di venire in tribunale per difendere i miei amici o me stesso». Pamuk ha detto di aver letto per almeno 50 anni gli articoli di Belge e di aver «imparato molto da lui». Il premio Nobel ha infine espresso sconcerto per i crescenti processi per insulti a Erdogan, dicendo che l’obiettivo è quello di ostacolare «il libero pensiero per zittire, intimidire e scoraggiare».
Di recente la Turchia ha aumentato la sua pressione sull’Europa, minacciando di far saltare l’accordo del 18 marzo, che prevede il rinvio verso il suo territorio dei migranti che giungono illegalmente in Grecia, richiedenti asilo compresi. L’intesa ha ridotto il flusso di migranti. Ma le critiche verso Ankara salgono di tono, proprio mentre l’accordo è in dirittura di arrivo.
Se infatti la Commissione europea verificherà che tutti e 72 i criteri fissati sono stati soddisfatti, i cittadini turchi potranno entrare in Europa senza visto a partire da luglio. Ieri il governo turco ha intanto adottato un decreto con cui si permette ai cittadini di tutti e 28 gli Stati membri della UE di entrare nel Paese della mezzaluna senza visto. C’erano ancora 11 Paesi che Ankara non aveva riconosciuto. Tra questi pure Cipro. Un funzionario turco ha spiegato però che l’allentamento del visto non «significa il suo riconoscimento ».
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