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“VANNACCI E’ LA FIGURA PIU’ SERIA IN ITALIA. SPERO DIVENTI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” -  BENJAMIN HARNWEL, BRACCIO DESTRO DI STEVE BANNON (EX CONSIGLIERE DI TRUMP), INCORONA IL LEADER DI FUTURO NAZIONALE E AFFOSSA MELONI, UN TEMPO IDOLATRATA DALL’INTERNAZIONALE SOVRANISTA: “L'ITALIA DOVREBBE TRATTARE TRUMP CON MAGGIORE RISPETTO" - “UN LEADER CHE NON MANTIENE O IGNORA LE ASPETTATIVE DEL PROPRIO ELETTORATO PUÒ TROVARSI IN DIFFICOLTÀ QUANDO EMERGE QUALCUNO CAPACE DI SFIDARLO. LA FORTUNA DI MELONI È STATA CHE, FINO A VANNACCI, NON AVEVA NESSUNO ALLA SUA DESTRA IN GRADO DI FARLO” 

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Estratto dall’articolo di Francesco Semprini per “la Stampa” 

 

benjamin harnwell1

«Vannacci è certamente la figura più seria oggi sulla scena politica italiana. Io spero che, in futuro, diventi presidente del Consiglio».

 

Benjamin Harnwell, già capo di gabinetto dell’europarlamentare conservatore Nirj Deva è un bannoniano della prima ora, è co-conduttore, assieme all’ex stratega di Donald Trump, della trasmissione televisiva “Steve Bannon’s War Room”, in onda su Real America’s Voice, la rete Usa che trasmetteva anche il programma di Charlie Kirk. [...]

 

Partiamo dai rapporti tra Roma e Washington. L'ambasciatore Tilman Fertitta sostiene che Trump non abbia un problema personale con Giorgia Meloni e che il confronto con lei serva a esprimere la sua frustrazione sul ruolo degli alleati nella Nato.

benjamin harnwell

«Questa interpretazione rischia di indebolire ciò che Trump vuole comunicare. Se il presidente vuole che l'Italia sia preoccupata di perdere la sua benevolenza e poi il suo ambasciatore dice che va tutto bene, il governo italiano rischia di interpretare male la situazione.

 

L'Italia dovrebbe trattare Trump con maggiore rispetto. L'anno scorso avevo avvertito che non avrebbe dovuto contare i 14 miliardi del Ponte sullo Stretto nel 5% del Pil per la difesa.

 

Nessuno mi ascoltò, poi gli americani dissero all'Italia di non farlo. Un maggiore rispetto avrebbe evitato quella che è stata un'umiliazione diplomatica. Sono episodi come questo che vengono in mente agli americani seri quando pensano all'Italia».

 

Potrebbe aver pesato anche il fatto che Meloni non abbia consentito agli Usa di usare Sigonella per i raid contro l'Iran?

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

 «Può aver avuto un peso, ma non considero Sigonella particolarmente importante, visto quanto l'Italia ha fatto altrove. Altri Paesi non hanno aiutato gli Stati Uniti e Trump non li ha umiliati pubblicamente come ha fatto con Meloni. Ha scelto di dirlo alla televisione italiana perché voleva che gli italiani conoscessero la sua opinione». [...]

 

Mi permetta una digressione su un tema che La Stampa affronta spesso nelle sue interviste. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha nominato l'ex omologo ucraino Mykhailo Fedorov come suo consigliere per l'innovazione. La ritiene una scelta opportuna per un incarico che ha un'enorme rilevanza per l'interesse nazionale?

«Fedorov ha sfidato pubblicamente Zelensky chiedendo elezioni in Ucraina. Prima ancora di assumerlo come consigliere, il governo italiano dica se appoggia oppure no questa richiesta».

 

Passiamo al tema più caldo del momento. Vannacci può rappresentare una nuova realtà interessante nella politica italiana?

Roberto Vannacci

 «Sì. Lo considero certamente la figura più seria oggi sulla scena politica italiana. Ma da questa valutazione a dire che gli americani vogliano appoggiarlo ce ne passa. Gli italiani pensano di essere al centro del mondo e che gli americani passino le loro giornate a cercare il miglior interlocutore possibile in Italia. Non è così. Agli americani dell'estero importa poco. Per gli Stati Uniti l'Italia è un Paese come gli altri. Il loro interesse comincia e finisce con la promozione dell'America. È un peccato che l'intera classe politica italiana non sembri capace di avere la stessa attenzione per l'Italia».

steve bannon alla cpac 2026

 

Quindi esclude che Trump stia cercando attivamente un altro interlocutore in Italia?

«Lo escludo. Non perché siano contenti di Meloni o perché siano contenti o scontenti di Vannacci. Semplicemente, non gli importa, né in un senso né nell'altro».

 

Perché allora circola la voce secondo cui Trump vedrebbe Vannacci come possibile punto di riferimento?

«È la solita stupidaggine inventata dai giornalisti italiani. Io spero che Vannacci diventi presidente del Consiglio, ma agli americani non importerebbe nulla nemmeno se fosse al 40% invece che al 7%.

 

giorgia meloni 2

Se hanno un presidente del Consiglio italiano con cui possono lavorare, lavoreranno con questi. Se non ce l'hanno, lavoreranno con altri Paesi. I giornali italiani sono ossessionati dall'Italia e dal posto che ricopre l'Italia nel mondo e guardano l'America attraverso una prospettiva italiana, invece di cercare di capire come funzionano realmente gli Stati Uniti. È una ossessione la vostra» [...]

 

Può succedere la stessa cosa a Giorgia Meloni?

«Sì. Un leader che non mantiene o ignora le aspettative del proprio elettorato può trovarsi in difficoltà quando emerge qualcuno capace di sfidarlo. La fortuna di Meloni è stata che, fino a Vannacci, non aveva nessuno alla sua destra in grado di farlo. Così ha potuto spostarsi molto verso il centro».

 

Pensa che Trump possa correre lo stesso rischio alle elezioni di Metà mandato?

BENJAMIN HARNWELLroberto vannacci - forum ambrosetti di cernobbio - foto lapresseROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO - FOTO LAPRESSE

«Penso che il rischio ci sia certamente».

giorgia meloni e steve bannon ad atreju - 2018