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“VANNACCI È IMPREPARATO A GOVERNARE” - EMMA MARCEGAGLIA, EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA, E GLI INDUSTRIALI DI CERNOBBIO BOCCIANO IL GENERALE - IL GIUDIZIO SU DI LUI SI SALDA CON QUELLO SU DONALD TRUMP. LA STESSA PLATEA CHE PROMUOVE MELONI BOCCIA AL 90,2 PER CENTO LA POLITICA ESTERA DELLA CASA BIANCA. IL 58,5 PER CENTO ASSEGNA A TRUMP ADDIRITTURA IL VOTO MINIMO, 1 – ANCHE SALVINI NELLA LISTA DEI CATTIVI - GIORGETTI, INVECE, E' IL PORTAVOCE NATURALE DELLA DESTRA PREFERITA DALLA PLATEA DEL FORUM AMBROSETTI CON IL SUO PRAGMATISMO DISTANTE DAI TONI TRIONFALI DI PALAZZO CHIGI (“NON ABBIAMO FATTO I FENOMENI, MA LA BARCA È RIMASTA IN GALLEGGIAMENTO”) – LE STILETTATE DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA A SALVINI: “SI PUÒ ESSERE SOVRANISTI SPARANDOLE GROSSE OPPURE FACENDO I FATTI…”
Tommaso Rodano per “il Fatto quotidiano” - Estratti
roberto vannacci - forum ambrosetti di cernobbio - foto lapresse
Poi c’è la destra che Cernobbio ha deciso di invitare perché non si può fingere che non esista: Roberto Vannacci. Sabato al generale è stato concesso il salotto dell’establishment, uno dei passaggi che certificano la sua normalizzazione politica.
Ma appena si è seduto al tavolo, quel salotto gli ha girato le spalle. Il vecchio Mario Monti è stato sommerso di applausi, mentre pronunciava un attacco insolitamente chiaro ed efficace: nel programma e nei discorsi di Vannacci – ha detto l’ex premier – non vede necessariamente la ricostituzione del partito fascista, ma qualcosa di più subdolo. “Trovo in lei la ricostruzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo”. Il generale ovviamente ha respinto l’accusa, ma la platea aveva già scelto da che parte stare. Il bollino poi lo ha messo Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria: “Vannacci è impreparato a governare”.
Altre voci influenti: Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2a, lo ha giudicato poco concreto quando si è misurato con il dossier energetico; Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia e oggi presidente di Unicredit, ha invece speso parole di apprezzamento per Monti. Il risultato del duello è stato abbastanza insolito per questi tempi (e significativo della bolla in cui vive il meeting sul lago): l’ex tecnico, mai un campione di carisma, trasformato in beniamino della sala, il tribuno lasciato quasi solo sul palco
.Ieri, all’ora della colazione, la scena che completa il quadro: Vannacci va incontro a Matteo Salvini, il leader della Lega prova a restare defilato e alla fine ricambia una stretta di mano gelida, quasi d’ufficio. Due destre che pochi mesi fa stavano nello stesso partito e ora si contendono lo stesso elettorato. La sentenza di Cerobbio, per ora, è che Vannacci è troppo importante per essere escluso, ma non abbastanza potente per essere accettato.
E il giudizio su di lui si salda con quello su Donald Trump. La stessa platea che promuove Meloni boccia al 90,2 per cento la politica estera della Casa Bianca. Il 58,5 per cento assegna a Trump addirittura il voto minimo, 1. Per l’establishment riunito sul lago, insomma, la destra va benissimo finché garantisce ordine, Europa e prevedibilità. Quando prende la via del nazionalismo muscolare e delle sparate identitarie, l’applauso si spegne.
Infine c’è Giancarlo Giorgetti, che a Cernobbio sembra quasi il portavoce naturale della destra preferita da quella platea. Il ministro dell’Economia ha stilato il bilancio del governo con una metafora assai meno trionfale di quelle care a Palazzo Chigi: “Non abbiamo fatto i fenomeni, ma la barca è rimasta in galleggiamento”.
Rivendica una crescita acquisita dello 0,8 per cento, forse vicina all’1, e soprattutto la credibilità conquistata sui mercati. Qui comincia il regolamento di conti con Salvini. Il leader della Lega chiede più deficit e nuovi soldi dalle banche. Giorgetti risponde che più deficit non produce automaticamente più crescita, cita la Francia e ricorda che ogni quattordici giorni l’Italia deve vendere Btp e convincere qualcuno a prestarle denaro. Quindi rivendica la sua specie politica: “Sono un sovranista pragmatico”. E precisa che si può essere sovranisti “sparandole grosse” oppure “facendo i fatti”. Salvini non viene nominato, ma neppure serve. (...)
ROBERTO VANNACCI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO - FOTO LAPRESSE
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
MATTEO SALVINI E GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
giancarlo giorgetti e matteo salvini ancona
roberto vannacci - forum ambrosetti di cernobbio - foto lapresse
roberto vannacci - forum ambrosetti di cernobbio - foto lapresse
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