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LA VERITÀ È CHE KEIR STARMER HA IL CARISMA DI UN FISH AND CHIPS – PERSINO “REPUBBLICA” TUMULA IL PREMIER LABURISTA BRITANNICO DIMISSIONARIO: “INDECISO A TUTTO, MAL CONSIGLIATO, TROPPO CAUTO, SI È RIVELATO PER QUELLO CHE È: UNA BRAVA PERSONA, MA INADATTA A GUIDARE PARTITO E REGNO UNITO” – “ERA ANIMATO DA BUONE INTENZIONI, MA NON IN GRADO DI REALIZZARLE. GUIDATI DA LUI, I LABURISTI SENTIVANO DI ANDARE VERSO L'ABISSO E LO HANNO SCARICATO” – LO SCANDALO MANDELSON, I BIGLIETTI E I VESTITI FIRMATI RICEVUTI GRATIS, I PROVVEDIMENTI BOOMERANG COME LE SFORBICIATE AL WELFARE E AI CONTRIBUTI PER IL RISCALDAMENTO DEI PENSIONATI: TUTTI I FALLIMENTI…
Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per "la Repubblica"
KEIR STARMER SI INGINOCCHIA PER RACCOGLIERE I FOGLI A TRUMP
Come è possibile che l'autore di una trionfale vittoria alle urne sia costretto a dimettersi fra le lacrime appena due anni più tardi? Forse per la medesima ragione, argomentano i commentatori inglesi: perché non ha la stoffa del leader politico.
Nel luglio 2024, quando stravince le elezioni ottenendo una maggioranza di 174 seggi, terza più grande di tutti i tempi per il Labour, Keir Starmer appare come un adulto finalmente arrivato nella stanza del potere dopo i clown e le follie dei premier conservatori: ex-avvocato dei diritti umani, ex-procuratore capo d'Inghilterra, pragmatico, freddo, razionale, incarna l'antipolitica.
KEIR STARMER E LA MOGLIE VICTORIA A WEMBLEY
Oggi, giugno 2026, il giudizio della vox populi […] si è capovolto di fronte alla mancanza di carisma, all'incapacità di comunicare, alla scarsa visione politica di un premier animato da buone intenzioni, ma non in grado di realizzarle. Guidati da lui, i laburisti sentivano di andare verso l'abisso e lo hanno scaricato.
La sua vittoria elettorale […] era stata frutto del sistema maggioritario più che di un consenso veramente ampio: poiché i conservatori presero ancora meno voti, gli bastò il 33%, la percentuale più bassa della storia britannica con cui un partito ha conquistato Downing Street.
La sua popolarità perse subito punti per una polemica su biglietti a grandi eventi e vestiti firmati che lui e la moglie Vic avevano ricevuto gratis: non bello per un leader di sinistra.
Le sue prime mosse al governo, tagliare i contributi per il riscaldamento ai pensionati e altre sforbiciate al welfare, sono apparse ancora più indegne di un progressista. Dopo avere promesso che nel Labour c'era posto per tutti, ha varato una serie di epurazioni dell'ala socialista, espellendo il suo predecessore Jeremy Corbyn […]. […]
Infine, è giunto lo scandalo di Peter Mandelson, scelto come ambasciatore a Washington nella speranza che tenesse buono Trump, ma senza che il Richelieu del blairismo superasse il previsto scrutinio del Foreign Office: quando sono venuti fuori la sua amicizia con il pedofilo Jeffrey Epstein e i suoi conflitti di interesse, Starmer lo ha licenziato, ma era troppo tardi.
Diceva che il futuro del Regno Unito è «nel cuore dell'Europa», ma non ha avuto il coraggio di denunciare più aspramente la Brexit. Non si è unito alla guerra di Trump in Iran, ma ha dato spesso l'impressione di volerlo compiacere, come quando gli ha recapitato personalmente un invito di re Carlo o gli ha raccolto da terra, servizievole, i fogli caduti di mano.
KEIR STARMER SI INGINOCCHIA PER RACCOGLIERE I FOGLI A TRUMP
Indeciso a tutto, mal consigliato, troppo cauto, Starmer si è rivelato per quello che è: una brava persona, ma inadatta a guidare Labour e Regno Unito.
Perciò in due anni è passato dal trionfo alla disfatta: i due "gran mentitori" che, secondo la poesia di Kipling appesa a Wimbledon, un uomo dovrebbe trattare allo stesso modo.
KEIR STARMER
STARMER BURNHAM
keir starmer e la moglie vic 10
keir starmer volodymyr zelensky foto lapresse
costa merz starmer trump macron carney meloni takaichi von der leyen g7 evian foto lapresse
VICTORIA E KEIR STARMER
Keir Starmer SI DIMETTE
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