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Ernesto Menicucci per “Il Corriere della Sera – Roma”
I VIAGGI DI IGNAZIO MARINO DA IL TEMPO
Andare o non andare? Questo era il dilemma. L’agenda politica di Marino si è aperta con una domanda: seguire il viaggio del Papa in America, a Filadelfia, dove è stato invitato dal suo «collega» Michael Nutter ad agosto, oppure no? Sembra una banalità, ma è il punto che riapre una «ferita».
Perché proprio questi viaggi, quasi sempre negli Usa, rappresentano uno dei maggiori argomenti di polemica dei suoi avversari (e di una buona parte dei cittadini) che gli rimproverano questa forma di «altrovismo»: un sindaco che non c’è, spesso all’estero, a volte per ragioni istituzionali, altre in forma «privata».
ROCCO PARRUCCHIERE FA BELLO MARINO
È la ferita della strana estate romana che si riapre, quando nella Capitale accadeva di tutto (dal funerale dei Casamonica alle decisioni del governo su scioglimento per mafia e Giubileo), ma più in generale di un sentimento piuttosto diffuso: quando a Roma succede qualcosa, che siano alluvioni, cortei dei black bloc o fatti di cronaca, Marino è fuori sede. Chiaro, stavolta è un po’ diverso. Un conto è stare in vacanza, altro seguire la visita del Papa negli Usa, prosecuzione della «missione» a Cuba.
Ma in Campidoglio si annunciano giorni caldi. Oltre al nuovo sciopero di Atac e Roma Tpl (il 2 ottobre), si discute del contratto di servizio di Ama, dell’apertura ai privati che rappresenta un punto di snodo per la tenuta della maggioranza che sostiene il sindaco.
Sel ha già evidenziato i suoi maldipancia, le opposizioni affilano le armi («Marino si lamenta dei rifiuti? Sembra che non sia lui il sindaco...», ha detto ieri Alessandro Onorato della Lista Marchini) e, in una fase così delicata, forse un sindaco «politico» avrebbe dato priorità alla vicende interne. Ma Marino, si sa, ci tiene molto a mostrare pubblicamente il suo legame con Bergoglio.
IGNAZIO MARINO SUB ALLE BAHAMAS
er cecato ignazio marino
E dunque, alla fine, ha sciolto le riserve: nelle prossime ore volerà a Filadelfia, dove ha solidi rapporti nel mondo medico/scientifico, lasciando a Roma gli affanni della difficile routine amministrativa. Che sia anche un’ulteriore tappa verso quella exit strategy futura che lo riporti a quel mestiere, il chirurgo, che Marino considera «il più bello del mondo»? Chissà...
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