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UNGHERIA, GUAIO D'EUROPA - ORBAN, DOPO AVER DEMOLITO LO STATO DI DIRITTO NEL SUO PAESE, PASSA ALLO STEP SUCCESSIVO: SFANCULARE I TRATTATI INTERNAZIONALI – BUDAPEST È PRONTA A USCIRE DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE: L’OCCASIONE È LA VISITA DEL PREMIER ISRAELIANO, BENJAMIN NETANYAHU, IN UNGHERIA. “BIBI” È SOTTO MANDATO DI ARRESTO DALLA CPI, MA ORBAN HA GARANTITO CHE NON LO AMMANETTERÀ (COME SAREBBE TENUTO A FARE) - IL CONSIGLIO D'EUROPA (CHE NON C'ENTRA NIENTE CON L'UE) CHIEDE A BUDAPEST DI RIPENSARE LA LEGGE ANTI-LGBT
vicktor orban benjamin netanyhau
MEDIA, L'UNGHERIA USCIRÀ DALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
(ANSA) - L'Ungheria è pronta a uscire dalla Corte penale internazionale (Cpi). Lo ha annunciato il ministro della giustizia Bence Tuzson in una riunione a porte chiuse con alcuni diplomatici, secondo le informazioni pubblicate dal giornale online Europa libera.
La bozza della risoluzione del Parlamento che autorizza il governo ad avviare la procedura di uscita sarebbe già stata preparata. Stasera il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sotto mandato di arresto dalla Cpi, arriverà a Budapest e domani incontrerà il premier Viktor Orban che lo ha invitato garantendo che non avrebbe dato seguito al mandato della Cpi.
CONSIGLIO D'EUROPA, UNGHERIA NON LIMITI DIRITTI LGBTI
(ANSA) - "Il parlamento ungherese dovrebbe emendare la legge sul diritto di riunione, che di fatto vieta eventi come le marce del Pride, e astenersi dall'adottare proposte legislative che minacciano i diritti umani delle persone lgbti". A chiederlo è il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Michael O'Flaherty, in una lettera inviata al Presidente dell'Assemblea nazionale ungherese, Lazlo Kover.
Il Commissario O'Flaherty avverte che vietare eventi pacifici che promuovono l'uguaglianza lgbti viola il diritto alla libertà di riunione, e che la Cedu ha già pronunciato diverse condanne su questo punto. Inoltre esprime preoccupazione per il potere della polizia di utilizzare il riconoscimento facciale per identificare i partecipanti alle manifestazioni. O'Flaherty è anche "allarmato" da un emendamento che introdurrebbe un divieto di riconoscimento legale del genere nella costituzione.
Secondo lui questo andrebbe contro gli obblighi dell'Ungheria sul rispetto della convenzione europea dei diritti umani e non tiene conto della realtà delle persone intersessuali e della diversità dell'identità di genere. Infine il commissario "deplora la proposta di emendamento che eliminerebbe l'identità di genere dall'elenco esplicito delle caratteristiche protette dalla legge anti discriminazione".
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