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PUTIN NON SA COME DIFENDERSI DALLA PIOGGIA DI DRONI UCRAINI – GLI ULTIMI RAID NELLA REGIONE DI MOSCA DIMOSTRANO CHE GLI SCIAMI DI VELIVOLI SENZA CONDUCENTE RIESCONO A ELUDERE LA CONTRAEREA RUSSA – KIEV PRODUCE OLTRE CENTOMILA DRONI L’ANNO: SONO PICCOLI, HANNO MOTORI A ELICA CHE EMETTONO POCO CALORE E COSI’ SONO INVISIBILI AI RADAR O AI SENSORI A INFRAROSSI – “MAD VLAD” HA FATTO SCHIERARE INTORNO ALLA CAPITALE RUSSA UN TRIPLICE ANELLO DI BATTERIE CONTRAEREE...

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Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

raid di droni ucraini sui magazzini di wildberries nella regione di mosca

Sono notti di fuoco nella regione di Mosca, con migliaia di raffiche che tolgono il sonno alla popolazione. Vladimir Putin ha fatto schierare intorno alla capitale un triplice anello di batterie contraeree: sui tetti degli edifici pubblici e dei condomini più alti ci sono centinaia di missili e di mitragliere a tiro rapido. Questo muro di proiettili sparato nel cielo non riesce però a spazzare via le ondate di droni ucraini. Perché?

 

Anzitutto perché sono troppi. Si è passati da trecento ordigni a lungo raggio al giorno nello scorso marzo a una media che sfiora i cinquecento. La produzione continua a crescere: le ultime stime ritengono che sia superiore a 100 mila esemplari l’anno.

 

VOLODYMYR ZELENSKY - DRONI DA GUERRA

[...] la varietà rende più complicato studiare contromisure elettroniche e vanifica i tentativi russi di bombardare le fabbriche. Se anche un impianto viene distrutto, parecchi altri proseguono l’attività.

 

Tutte le bombe volanti hanno però le stesse caratteristiche: sono piccole, costruite con materiali plastici o fibre di carbonio, hanno motori a elica - e sempre più spesso a reazione - che emettono poco calore. In pratica, sono invisibili ai radar o ai sensori all’infrarosso.

 

Le difese russe non riescono ad individuarle in anticipo: quasi sempre le scoprono dal ronzio delle eliche e intervengono solo a ridosso degli obiettivi, con tempi ristretti per eliminarli. E’ il motivo per cui il Cremlino è stato obbligato a erigere una fortezza intorno al distretto della capitale, mobilitando una quantità enorme di armi terra-aria e, di conseguenza, lasciando senza scudi altre infrastrutture o le truppe impegnate in prima linea.

 

Vladimir Putin

In tutto il Paese c’è la mobilitazione collettiva di soldati di leva e riservisti per inventare mezzi contraerei, piazzando ogni genere di mitragliera – inclusi residuati del 1943 – sopra tetti, camion e fuoristrada: quello che gli ucraini hanno fatto dall’estate 2023, contando però su un coordinamento digitale attraverso lo scambio di informazioni sui tablet.

 

Una delle grandi carenze russe è la scarsità di velivoli radar, che scrutano dall’alto e sono più abili nel localizzare gli aeroplanini in volo a bassa quota oltre a tenere sotto controllo quasi centinaia di chilometri. L’aviazione ha solo una quindicina di Beriev A50 Mainstay, concepiti durante la Guerra Fredda e in parte dotati di strumentazioni più moderne una decina di anni fa.

 

raid di droni ucraini sui magazzini di wildberries nella regione di mosca

Negli scorsi giorni sono entrati in azione, dimostrandosi particolarmente efficaci nel contribuire a neutralizzare i missili cruise Flamingo. Gli ucraini sanno che la rete di avvistamento è piena di falle e ogni notte cambiano le rotte delle loro incursioni, dirigendole lungo percorsi che non tradiscono l’obiettivo finale. Li trasferiscono smontati o sopra rimorchi trainati dai suv: in meno di un’ora sono pronti a partire.

 

[...]  La regia di queste operazioni viene gestita dal Sbu, il servizio segreto interno, e si è rivelata molto efficace: le campagne vengono pianificate su scala mensile; gli ordini trasmessi giorno per giorno attraverso il network cifrato di comunicazioni. Gli sforzi dell’intelligence russa per infiltrare questa organizzazione e prevenire gli assalti finora hanno avuto successi scarsissimi.

 

Vladimir Putin tuta mimetica

Migliori risultati sono stati ottenuti con le barriere anti-aeree allestite intorno alle basi militari, ad alcuni impianti petroliferi e soprattutto intorno alla capitale. Le stesse fonti di Kiev riconoscono che la maggioranza degli incursori viene abbattuta: le stime ipotizzano che meno di un decimo – spesso solo il 5 per cento - superi la cupola protettiva. Questo comporta un altro prezzo: le vittime provocate dai droni colpiti che si schiantano sulle case.

 

Dall’inizio dell’anno sono morti 327 civili russi ma non va dimenticato che in Ucraina secondo l’Onu dall’inizio dell’invasione ne sono stati uccisi almeno 16 mila.

 

droni ucraini colpiscono gli impianti di wildberries in russia

C’è un aspetto da sottolineare. Gli sciami di ordigni ucraini non stanno paralizzando la macchina bellica del Cremlino. In genere la carica distruttiva delle bombe volanti è ridotta - tra dieci e venticinque chili di esplosivo – il che permette di infliggere gravi danni solo contro bersagli dove ci sono materiali incendiabili: raffinerie, depositi di carburante, magazzini logistici colmi di cartoni e plastica.

 

Contro le fabbriche meccaniche o elettroniche la devastazione è più contenuta, quasi mai definitiva. La ferita più rilevante riguarda le risorse petrolifere, con le code ai benzinai e il rallentamento nelle esportazioni. L’effetto è soprattutto psicologico: adesso la guerra è entrata nella vita di tutte le città russe, dal Baltico agli Urali, ed è destinata a spingersi oltre. [...]

droni ucraini su mosca 16