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"PORTEREMO IL CONFLITTO A MOSCA" - A LONDRA, ZELENSKY INCONTRA STARMER, MERZ E MACRON (ESCLUSA GIORGIA MELONI, CHE SI E' INCAZZATA NON POCO). INSIEME AI TRE LEADER, IL PRESIDENTE UCRAINO FISSA I PUNTI PER LA TRATTATIVA DI PACE CON LA RUSSIA: FINE DEI COMBATTIMENTI, CONGELAMENTO DELLA LINEA DI CONFINE, SOLIDE GARANZIE DI SICUREZZA E BENI RUSSI CONGELATI FINO ALLA PACE - L'INCONTRO, IL MESE SCORSO A KIEV, TRA ZELENSKY E L'OLIGARCA ROMAN ABRAMOVICH, A CUI IL PRESIDENTE UCRAINO HA CHIESTO DI CONVINCERE PUTIN A SEDERSI AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE: "HA ACCETTATO MA A CONDIZIONE CHE NON CI FOSSE PUBBLICITÀ"
Estratto dell'articolo di Antonello Guerrera per "la Repubblica"
A memoria, non si ricordano quattro bandiere europee così grandi esposte ai fianchi della porta numero 10 di Downing Street, per un vertice politico. Ma il momento è topico, e l'assenza dell'Italia, in questo summit "E3" più Kiev, risalta ancora di più. Ci sono, invece, il padrone di casa Keir Starmer, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, quello francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Il primo ministro britannico, di solito robotico, li abbraccia con affetto. Un'ora e mezza di colloqui, poi la cena a quattro, per dire a Donald Trump, da tempo distratto dall'Iran: noi ci siamo, non ti dimenticare dell'Ucraina. Macron e Merz vanno via alle 21. Zelensky, invece, rimane altri 45 minuti, da solo con Starmer.
I "Fab Four" europei discutono fittamente delle prossime mosse per cercare di trascinare Putin al tavolo. Il comunicato finale parla di «sostegno incrollabile all'Ucraina, per conseguire una pace giusta e duratura. L'Europa ha un ruolo fondamentale da svolgere in qualsiasi futuro accordo», che può arrivare, «attraverso un'ulteriore pressione sull'economia di guerra russa e un rafforzato impegno in materia di assistenza militare e difesa da annunciare in occasione del prossimo vertice Nato», ossia possibili 70 miliardi in più per Kiev.
Friedrich Merz ZELENSKY KEIR STARMER EMMANUEL MACRON
Non solo. Starmer, Zelensky, Macron e Merz sottolineano anche «l'urgente necessità di aumentare la produzione di missili intercettori, sviluppare congiuntamente capacità di difesa antimissilistica balistica e di attacco a lungo raggio, nonché sostenere la futura sostenibilità delle Forze Armate ucraine».
Per quanto riguarda i negoziati, sono cinque i punti fermi degli europei: «Fine ai combattimenti; l'attuale linea di contatto come punto di partenza dei negoziati; solide garanzie di sicurezza degli Usa e Forza Multinazionale per l'Ucraina, ossia i volenterosi sul campo; beni russi resteranno congelati fino a quando la Russia non fermerà guerra; gli interessi di sicurezza dell'Europa e della Nato tutelati in qualsiasi accordo».
Zelensky, che oggi vedrà anche re Carlo III, vuole negoziare con Putin, forte di una posizione che, dal punto di vista militare, non lo vede più un semplice bersaglio del Cremlino e aggiunge: «Dobbiamo capire chi rappresenterà l'Europa nei negoziati con la Russia se ci saranno, e io voglio che l'Europa ci sia».
Ma Putin considera l'Europa troppo coinvolta nel conflitto e sinora ha aperto soltanto all'ex e controverso cancelliere tedesco Gerhard Schröder come mediatore. Si è parlato anche di Mario Draghi, Angela Merkel. Sinora, solo suggestioni. «Mosca non può decidere senza il popolo ucraino», ha sottolineato Zelensky, «Putin deve rispondere alla mia ultima lettera aperta», in cui Kiev chiede a Mosca di sedersi a un tavolo per finire la guerra.
Il presidente ucraino ha confermato di aver incontrato il mese scorso a Kiev anche l'ex presidente del Chelsea Roman Abramovich, chiedendogli di portare il suo messaggio a Putin: «Ha accettato ma a condizione che non ci fosse pubblicità». [...]
volodymyr zelensky e sergio mattarella
volodymyr zelensky - foto lapresse
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