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    VIDEO: TUTTE LE SBROCCATE DI MOURINHO - LO 'SPECIAL ONE' NON CE LA FACEVA PIU’ A STARE A SPASSO: PUR DI TORNARE IN PANCA SI E’ RIDOTTO ANCHE L’INGAGGIO - ECCO PERCHÉ IL TOTTENHAM ‘ZERO TITULI’ (L’ULTIMO TROFEUCCIO E’ UNA COPPA DI LEGA NEL 2008) HA PUNTATO SU DI LUI, CHE ORA AVRA' DAVANTI DIECI GIORNI DI PASSIONE - NOTA STATISTICA: LA SQUADRA PIU' BATTUTA DA MOU IN PREMIER E'...


     
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    Stefano Boldrini per gazzetta.it

    mourinho pochettino mourinho pochettino

    La squadra più battuta da José Mourinho nelle sue due finestre al Chelsea e nei due 28 mesi al Manchester United? Il Tottenham: 13 successi. Quando si dice il paradosso, ma forse era destino che le strade dell’allenatore portoghese e degli Spurs dovessero un giorno incrociarsi. Dal 20 novembre 2019, le forze si uniscono e nasce una nuova sfida per Mou: conquistare qualcosa in un club, il Tottenham, che nei cinque anni e sei mesi vissuti all’ombra di Mauricio Pochettino - ringraziato pubblicamente su Twitter dal capitano Harry Kane con un messaggio toccante - è cresciuto di livello, ha acquisito una dimensione internazionale, è approdato alla finale Champions di Madrid persa il 1 giugno scorso con il Liverpool, ma ha vinto, come direbbe José, “zero tituli”. L’ultimo alloro è la Coppa di Lega del 2008. Un digiuno troppo lungo per un club che, con la ristrutturazione dello stadio, ha investito molto denaro in proiezione futura.

    mourinho pochettino mourinho pochettino

     

     

    Il messaggio di benvenuto del presidente degli Spurs, Daniel Levy, è indicativo: “Mourinho è uno dei manager di maggior successo nel calcio. Ha una vasta esperienza, può ispirare le squadre ed è un grande stratega”. Chiarissimo. E Mou, scontato, aveva una voglia matta di tornare in pista. Undici mesi lontano dalla panchina sono stati lunghi, al netto del denaro incassato dal divorzio con il Manchester United e del rapporto di collaborazione con Sky. Proprio la televisione ha certificato un dato di fatto: in mezzo a personaggi che da tempo vivono il calcio nella dimensione ovattata della comunicazione, Mou appariva un pesce fuor d’acqua. Il portoghese è un uomo di campo che ha ancora voglia di stare nella mischia e non in disparte. Ha trovato lavoro in un club di Londra e ha fatto bingo: non dovrà vivere in albergo e lontano dalla famiglia come avvenuto nel periodo di Manchester.

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    Il debutto avverrà sabato prossimo nel derby in trasferta contro il West Ham. Il 26 novembre ci sarà l’esordio in casa contro l’Olympiakos, in Champions. Il 4 dicembre gli Spurs affronteranno il Manchester United all’Old Trafford e il portoghese sfiderà il suo recente passato. Dieci giorni di passione, ma era quello che mancava a Mou. La sua missione è quella di risalire la corrente in Premier – il Tottenham è 14° -, portare la squadra negli ottavi di Champions e puntare le fiches sulla FA Cup, il torneo più alla portata degli Spurs. Sollevare la vecchia Coppa d’Inghilterra, vinta dal portoghese nel 2007 alla guida del Chelsea, sarebbe un ottimo inizio di avventura. Nella bacheca personale di Mou sono custoditi 25 trofei, ultima in ordine cronologico l’Europa League del maggio 2017: è già libero lo spazio per il numero 26.

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