RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE…
GRAZIE, SCIENZA! - NEGLI STATI UNITI HANNO SVILUPPATO UN FARMACO, IL "RASONQUE", IN GRADO DI RALLENTARE LO SVILUPPO DEL TUMORE AL PANCREAS - IL PROBLEMA È CHE IN EUROPA NON È ANCORA A DISPOSIZIONE DELLE STRUTTURE PUBBLICHE: L'AZIENDA PRODUTTRICE NON HA AVVIATO L'ITER PER OTTENERE L'AUTORIZZAZIONE NEL NOSTRO CONTINENTE - CHI SE LO PUO' PERMETTERE, LO PUO' ACQUISTARE SBORSANDO 39 MILA DOLLARI AL MESE...
Estratto dell'articolo di Michele Bocci per “la Repubblica”
Ha battuto un colpo nella cura di uno dei tumori più difficili da contrastare, quello al pancreas. Un colpo bello pesante, che non rappresenta ancora una soluzione decisiva, ma apre uno spiraglio di speranza per sviluppi futuri.
Il Rasonque, il cui principio attivo è il doraxonrasib, è oggi in cima ai pensieri di molti oncologi e soprattutto di tutti i malati e delle loro famiglie perché ha allungato la sopravvivenza per uno dei cancri definiti "big killers". In Italia, e in Europa, però, non è ancora a disposizione delle strutture pubbliche, perché l'azienda produttrice non ha ancora avviato l'iter per ottenere l'autorizzazione nel nostro continente.
Si può reperire, quindi, solo a pagamento e qualcuno, come il conduttore di Radio Monte Carlo Max Parisi, è andato negli Usa per comprarlo. Ogni mese di terapia costa 39 mila dollari.
Il doraxonrasib è stato autorizzato dalla Fda americana il 26 agosto scorso, dopo che l'azienda produttrice, la Revolution Medicines, ha presentato uno studio multicentrico svolto negli stessi Usa, in Giappone e in alcuni Paesi europei, tra i quali l'Italia. Quando i dati sono stati illustrati, al congresso mondiale di oncologia Asco, a Chicago c'è stata una standing ovation.
Chiara Cremolini è professoressa ordinaria di Oncologia medica a Pisa e il suo è uno dei centri italiani nei quali è stata fatta la sperimentazione, su venti pazienti. «Si tratta di una cosiddetta "target teraphy" – spiega la dottoressa, che è anche nel consiglio direttivo di Aiom, l'associazione italiana oncologia medica –
È un Ras inibitore, nel senso che blocca la proteina che fa crescere il tumore al pancreas. Si lavora da tempo su medicinali di questo tipo ma fino ad ora avevano effetti collaterali molto pesanti. Il doraxonrasib invece è tollerabile, può dare problemi che si possono affrontare».
Il farmaco è stato testato su malati che avevano già metastasi e venivano da un ciclo di chemioterapia che aveva smesso di dare risultati. «Si tratta di pazienti con malattia avanzata, si è studiato il medicinale come seconda linea di trattamento – dice sempre Cremolini –
Abbiamo visto raddoppiare il tempo di sopravvivenza, da circa 6 mesi a 13. Si tratta di un grande successo, fino ad ora non si era riusciti mai a spostare i tempi». Potrebbero esserci nuovi sviluppi, si spera positivi.[...]
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