DAGOREPORT – ALBERTO DA GIUSSANO ALLE CIME DI RAPA: LA LEGA HA SBIANCHETTATO IL “SALVINI PREMIER”…
I NO VAX CIANCIANO CAZZATE E LA GENTE FINISCE PER CREDERCI - CIRCA UN QUARTO DEGLI ADULTI AMERICANI È CONVINTO CHE L’AUTISMO SIA LEGATO AI VACCINI O ALL’USO DI PARACETAMOLO DURANTE LE GRAVIDANZE - IL DISTURBO È FINITO SPESSO AL CENTRO DI BUFALE CHE CIRCOLANO SUI SOCIAL - SECONDO I RICERCATORI DEL “MASSACHUSSET GENERAL HOSPITAL” LA "POLITICIZZAZIONE DELLA SCIENZA", AUMENTATA A DISMISURA DOPO LA PANDEMIA DA COVID, HA SOLO ALIMENTATO LE FAKE NEWS...
(ANSA) - Circa un quarto degli adulti americani è convinto che l'autismo sia legato alle vaccinazioni dell'infanzia o all'uso di paracetamolo in gravidanza, due ipotesi più volte smentite dalla ricerca scientifica. È il dato che emerge da uno studio coordinato da ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston e pubblicato sulla rivista Jama Health Forum.
"La disinformazione in ambito sanitario non è un fenomeno nuovo, ma studi recenti suggeriscono che i social media abbiano contribuito alla sua generazione e diffusione - spiegano i ricercatori -. Un altro sviluppo chiave è stato la politicizzazione della scienza, che ha preceduto la pandemia di Covid-19, ma che è stata verosimilmente accelerata dalla divergenza dei messaggi diffusi dai gruppi politici durante la pandemia, con un calo dei livelli di fiducia nella scienza e nella medicina stessa".
Dalla bufala sui vaccini del 1998 fino alle più recenti teorie, diffuse anche dall'amministrazione americana, che associano la condizione all'uso di paracetamolo in gravidanza, l'autismo si è rivelato essere tra i più vulnerabili alla cattiva informazione. La ricerca, che ha interpellato oltre 30 mila adulti statunitensi, conferma ora che queste convinzioni sono dure a morire.
Il 26,6% dei partecipanti allo studio ritiene infatti che l'autismo sia legato ai vaccini dell'infanzia e il 23,1% al paracetamolo. Queste convinzioni sono quasi 4 volte più diffuse nell'elettorato repubblicano e 4,5 volte più alte in chi dice di avere un alto livello di fiducia in Donald Trump.
Chi, invece, ha fiducia nelle istituzioni mediche e scientifiche ha un rischio fino al 70% più basso. Per quanto riguarda l'età, chi crede di più in queste teorie è la fascia 35-44 anni, mentre i più scettici sono gli over-65.
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