hamilton talarico trump

LA POLITICA AMERICANA È UNA QUESTIONE RELIGIOSA - SIA IN TEXAS CHE IN KANSAS HANNO VINTO DUE DEMOCRATICI CHE HANNO LEGAMI CON LA RELIGIONE: JAMES TALARICO È UN PASTORE PRESBITERIANO E ADAM HAMILTON È UNA LEADER METODISTA. ENTRAMBI SI CONTRAPPONGONO AL CRISTIANESIMO EVANGELICO DI STAMPO NAZIONALISTA DI TRUMP - I CATTOLICI AMERICANI NON NE POSSONO PIÙ DI "THE DONALD": SOLO IL 30% APPROVA IL SUO OPERATO - "DOMANI": "DA TEMPO L’AMMINISTRAZIONE HA UN CLIMA TESO CON I VESCOVI. LO SCONTRO CON PAPA LEONE XIV PRIMA, CON LA CONFERENZA EPISCOPALE DEGLI STATI UNITI POI, HANNO SOSPINTO MOLTI CRISTIANI REPUBBLICANI A DISSOCIARSI DALL’AGGRESSIVA POLITICA ANTI-MIGRATORIA DELLA CASA BIANCA..."

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Estratto dell'articolo di Marco Grieco per “Domani”

 

james talarico dopo la vittoria foto lapresse

«Abbiamo appena dimostrato che una politica di divisione non può competere con una politica fondata sull’amore». Le prime parole del democratico James Talarico dopo aver vinto la corsa al Senato degli Stati Uniti nel Texas, roccaforte repubblicana per 38 anni, sottoscrivono la rinascita di una sinistra religiosa che ha scelto di opporsi al cristianesimo evangelico di stampo nazionalista, cifra distintiva dell’amministrazione Trump.

 

In Kansas Adam Hamilton, il pastore metodista democratico che ha ottenuto un seggio al Senato dopo 94 anni di dominio dell’Elefantino, ha sovrapposto la sua vocazione politica alla missione di Gesù Cristo. Accanto a lui, due ministre di culto come Sarah Trone Garriott e Lindsay James, rispettivamente luterana e presbiteriana, hanno strappato due seggi alla Camera.

adam hamilton

 

La lista è lunga, e certifica che il vento nuovo di un cristianesimo moderato e non fondamentalista sta soffiando alla Camera e al Senato. Una rinascita non si spiega solo con la disattesa delle promesse trumpiane: se al centro delle agende restano le questioni che toccano la vita quotidiana degli americani,

 

come il costo del carburante e i servizi di assistenza, quello che l’onda blu delle elezioni di metà mandato ha mostrato è una nuova consapevolezza: che la dimensione religiosa, incluso il perdono dei propri avversari, sono l’unico rimedio a un’apocalisse che i repubblicani dicevano di combattere con la croce, ma che stanno alimentando in varie trincee, all’estero e, per certi versi, nel giardino di casa propria.

supporter di james talarico foto lapresse

 

Nel calo del consenso cristiano si nasconde una crescente sfiducia per l’amministrazione Trump: è trasversale, non strettamente democratica. Poche settimane fa lo ha certificato il Pew Research Center: dall’inizio del secondo mandato a ottobre scorso, il tasso di approvazione del presidente degli Stati Uniti fra tutti i cattolici americani è passato dal 47 al 30 per cento, fra i cattolici ispanici dal 31 al 18, fra quelli bianchi dal 59 al 39 per cento. [...]

 

adam hamilton 1

Gli scontri violenti e gli alterchi fra i vescovi Usa e la Casa Bianca hanno esacerbato una rottura che neppure il recente incontro di alcuni vescovi cattolici nella Stanza Ovale sapeva di riconciliazione. A quest’incognita risponde il cristianesimo moderato di matrice democratica: «A volte l’amore esige che ci poniamo tra i prepotenti e le loro vittime, che guardiamo il male dritto negli occhi senza ammiccamenti» ha dichiarato Talarico durante la sua campagna in Texas.

 

Il suo utilizzo del linguaggio evangelico per supportare istanze progressiste in uno stato che ha fatto del cristianesimo conservatore una roccaforte identitaria, ha dato voce a una fede alternativa a quella che il nazionalismo cristiano ha ridotto a pura forma, talvolta cogli eccessi testosteronici del Segretario alla guerra Pete Hegseth, talaltra inseguendo l’idea di un assedio continuo e senza riserve dello straniero, latino o musulmano che sia.

 

james talarico 2

La vittoria del democratico ha mandato anche in crisi la retorica dei tradizionalisti sull’anticristianesimo genetico dei democratici. Successe per l’allora candidata Kamala Harris e il suo supporto alla pianificazione delle nascite, ma non con Talarico: l’accusa di anticristianesimo per aver dichiarato nel 2021 che Dio è non-binario – che gli è valso il nome di Talafreako – è durata il tempo di una fiammata.

 

Da tempo l’amministrazione Trump ha un clima teso con i vescovi. Lo scontro con papa Leone XIV prima, con la Conferenza episcopale degli Stati Uniti poi, hanno sospinto molti cristiani repubblicani a dissociarsi dall’aggressiva politica antimigratoria della Casa Bianca: «La stragrande maggioranza dei migranti, e li incontro continuamente perché abbiamo un rifugio profughi proprio a El Paso, è una benedizione per il nostro Paese,

12 vescovi pregano con donald trump 2

 

molti hanno una profonda fede in Dio, un profondo amore per la famiglia, un profondo senso di comunità, e portano in questo Paese valori e virtù piuttosto che rappresentare una sorta di minaccia per esso» confessava monsignor Mark Seitz, sesto vescovo di El Paso e presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza episcopale Usa: «Sarei d’accordo con la narrazione che i migranti sono tutti dei criminali se solo fosse vero. Ma è ridicolo anche solo pensarlo!». [...]

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