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SOLO LA SCIENZA CI SALVERÀ – UN TEAM DI RICERCATORI HA MESSO A PUNTO LE PRIME NANOPARTICELLE “MULTIFUNZIONE” CHE POTREBBERO INNOVARE LE TERAPIE MEDICHE, DAI TUMORI ALLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE - LA NUOVA STRUTTURA A NANOTUBI CONSENTE ALLE PARTICELLE DI SCALDARSI SE ILLUMINATE DA LUCE INFRAROSSA, POSSONO PRODURRE ELETTRICITÀ SE SOLLECITATE DA ULTRASUONI E, INFINE, POSSONO “APRIRSI” SU COMANDO - LE TRE PROPRIETÀ IN UNA SOLA NANOPARTICELLA APRONO IMPORTANTI APPLICAZIONI TERAPEUTICHE, SOPRATTUTTO IN ONCOLOGIA, E...
(ANSA) - Possono scaldare, produrre elettricità o rilasciare farmaci a comando: sono le prime nanoparticelle 'multifunzione' che potrebbero innovare le terapie mediche, dai tumori alle malattie neurodegenerative. A metterle a punto è la ricerca coordinata da Gianni Ciofani, dell'Istituto Italiano di Tecnologia, il cui risultato è pubblicato nello studio pubblicato sulla rivista Acs Nano e guidato da Matteo Battaglini.
Da anni le nanoparticelle si stanno dimostrando un'innovativa tecnologia per l'intero settore medico, possono infatti essere immaginate come minuscole macchine capaci di eseguire alcuni specifici compiti, come trasportare e rilasciare un farmaco nel corpo umano, ma ci sono ancora importanti limitazioni nella loro efficacia.
Un importante miglioramento arriva ora dall'uso della polidopamina, ovvero una catena lineare di molecole di dopamina, quella sostanza che nel nostro cervello agisce da neurotrasmettitore, ma che ha anche importanti caratteristiche per essere usata come una sorta di 'nanoveicolo'.
Finora la polidopamina era stata studiata per realizzare nanoparticelle sferiche, mentre il lavoro del gruppo di Ciofani, che coinvolge anche Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, le ha modellate a forma di nanotubi: delle strutture cave con una lunghezza pari a circa un settantesimo di quella di un granello di sabbia, e con un diametro circa 500 volte più sottile di un capello umano.
La nuova struttura mostra anche nuove incredibili proprietà: può scaldarsi se illuminata da luce infrarossa, può produrre elettricità se sollecitata da ultrasuoni e, infine, fatti 'aprire' su comando.
Le tre proprietà in una sola nanoparticella aprono possibili importanti applicazioni terapeutiche in ambito medico, soprattutto in oncologia, nella medicina rigenerativa, nella neurostimolazione e nello sviluppo di dispositivi bioelettronici, oltre che come possibile strumento per il rilascio controllato di molecole terapeutiche nel sistema nervoso.
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