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SE SOLO FOSSE NATO IN AMERICA, ZOHRAN MAMDANI SAREBBE IL VERO ANTI-TRUMP – IL SINDACO DI NEW YORK È SEMPRE PIÙ LA SUPERSTAR DELLA POLITICA AMERICANA: DALLA VITTORIA ALLE ELEZIONI AL TRIONFO DEI NEW YORK KNICKS, PASSANDO PER LE INIZIATIVE LANCIATE PER IL MONDIALE, ORMAI IL PRIMO CITTADINO DELLA "GRANDE MELA" È OVUNQUE (ESSENDO NATO IN UGANDA, NON PUÒ CANDIDARSI ALLE PRESIDENZIALI) – GABRIELE ROMAGNOLI: “FA PROPAGANDA, CERTO. DÀ PIÙ CIRCO CHE PANE, MA LA MUSICA NELL'ARIA È MEGLIO DEL SUONO DEL ROMBO DEI CACCIA MILITARI. MAMDANI È GIOIOSO E ADOLESCENZIALE ALMENO QUANTO TRUMP È CUPO E SENILE…”
Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”
Ti svegli con Mamdani. Vai a dormire con Mamdani. E non sei sua moglie. Sei soltanto un cittadino di New York o uno che ci trascorre i giorni dei Mondiali di calcio. Il sindaco lo senti alla radio al mattino, lo vedi allo stadio nel pomeriggio, lo incontri nei bar la sera. Come durante la campagna elettorale che portò alla sua elezione: è pop, è Zelig, è Zohran.
[…] Mamdani è sempre stato un appassionato di soccer, già a novembre era apparso in un video in cui palleggiava con discreta abilità e annunciava che la coppa del mondo sarebbe stata una grande occasione. In ordine crescente: per gli Stati Uniti, per New York e per lui. La sua strategia mediatica è come sempre accerchiante e al centro della circonferenza c'è il sindaco.
Nei giorni delle partite al MetLife Stadium la sua voce dà il buongiorno in un segmento radiofonico chiamato The Morning Pitch in cui offre le previsioni meteo e quelle del traffico per le zone interessate. Sabato scorso (in programma c'era Brasile-Marocco) ha esordito con un diverso pronostico: «Knicks in five!», vinceranno i Knicks alla quinta, che si giocava la sera, e gli è andata bene.
Al pomeriggio era sugli spalti, accanto alla moglie, a cui spiegava con pazienza tattiche e regolamento. Indossava una maglietta multicolore con la scritta New York City e il numero 26 sulla schiena. È un'edizione speciale, da lui voluta.
La produce un laboratorio di Bedford-Stuyvesant, che è stato a lungo un quartiere per minoranze, ma ora vive l'inevitabile gentrificazione. Lo gestiscono famiglie emigrate dal Sudamerica e viene venduta al prezzo (qui considerabile politico) di 50 dollari e con lo slogan: "Prodotto a New York, da newyorchesi per i newyorchesi". È un successo.
Per gli immigrati, che siano venuti per lavoro o per tifo, ha fatto stampare due cartellini, come quelli che gli arbitri tengono nel taschino, da portare sempre con sé: uno giallo e uno rosso. Quello giallo spiega quali numeri chiamare in caso di problemi con i datori di lavoro, le forze dell'ordine o quelle del crimine. Quello rosso i diritti da rivendicare nel caso l'Ice (la polizia speciale che controlla i non residenti) si presentasse alla porta. […]
Nel fine settimana i mondiali sono davvero arrivati a New York, anche senza stadio, nelle strade. Vedi gente seduta sull'asfalto davanti ai dehors che fa il picnic mentre guarda Ecuador-Costa d'Avorio. Venditori di hot dog con il cellulare che trasmette Olanda Giappone comunicano il risultato a chi prende il panino e rimanda con il passaparola a tutta la fila.
Questa, un po' sgangherata, colorata, multietnica e risparmiosa è la sua New York e ci sguazza come un gatto tra le pozzanghere. Per la destra delle etichette semplici resta "un islamico comunista", ma bisognerebbe sforzarsi di distinguere tra islamico e islamista e tra un comunista e un socialdemocratico che fa la politica che può, a macchia di leopardo, inseguendo la luce della visibilità nei giorni in cui i riflettori sono accesi.
incontro zohran mamdani e donald trump 8
A tutti i dispensatori di scetticismo che domandano (a sei mesi dall'entrata in servizio) se poi davvero abbia cambiato New York la risposta è ovviamente: no. Non più di quanto Obama abbia cambiato l'America. Il punto non è che cosa lasciano, ma chi lo prende dopo di loro. Come Barack, anche lui fa tentativi, indica esempi, mostra possibilità che da particolari potrebbero trasformarsi in generali, se ci fosse una disponibilità o addirittura una volontà là dove nessun potere politico può forzare la mano senza cadere.
Fa propaganda, certo. Dà più circo che pane, ma anche le briciole sono qualcosa e la musica nell'aria è meglio del suono delle sirene o del rombo dei caccia militari. Mamdani è gioioso e adolescenziale almeno quanto Trump è cupo e senile. […]
zohran mamdani al madison square garden per la finale di nba
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incontro zohran mamdani e donald trump 6
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