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“SERVIVA L'ARRESTO DEI CONIUGI MORETTI. SONO FRANCESI: SE FUGGONO, È FINITA” - MONTANO LE POLEMICHE PER IL MANCATO FERMO DEI TITOLARI DEL DISCO-BAR DI CRANS MONTANA E PER LE MANCATE DIMISSIONI DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE. NEL VALLESE SONO I SINGOLI COMUNI A FARE LE VERIFICHE E CRANS-MONTANA HA DELEGATO UNA DITTA PRIVATA CHE NE HA ESEGUITE APPENA 40 IN ESERCIZI PUBBLICI SULLE 1.430 TOTALI. IL SINDACO HA AMMESSO L'ASSENZA TOTALE DI CONTROLLI AL BAR DAL 2020 AL 2025 – BUFERA SUGLI INQUIRENTI SVIZZERI TRA ERRORI E ACCUSE DI COMPLICITA’. E C'È CHI ARRIVA A CHIEDERE LE DIMISSIONI DELLA PROCURATRICE BÉATRICE PILLOUD PER I…
1 - SFILATA DI TESTIMONI DALLA POLIZIA AL VAGLIO UN VIDEO DOPO LA STRAGE
Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera” - Estratti
Dall’esterno sembra che tutto sia congelato alle prime ore dopo la strage di Capodanno. È come se il tempo si fosse fermato in ciò che resta del disco-bar Le Constellation, da dove arriva in strada ancora forte l’odore del rogo. Sono invece in piena corsa le audizioni dei testimoni, mentre montano le polemiche per il mancato arresto dei titolari e per le mancate dimissioni del sindaco e del consiglio comunale. Non solo in Svizzera.
Come è di regola, gli inquirenti sentono i testimoni dai primi momenti dopo il disastro. Si parla di 100-200 sopravvissuti, dei soccorritori e dei responsabili dei controlli sulla sicurezza. Ci vorranno giorni, se non settimane, per definire un quadro accettabile di quello che è accaduto, ma il modo di condurre le indagini della procuratrice cantonale Béatrice Pilloud sul più grave disastro della storia recente elvetica solleva polemiche anche nella austera Svizzera e negli altri Paesi di provenienza delle vittime del disastro di Crans-Montana.
«Non si abbandona la nave quando il mare è in tempesta», ha ripetuto il sindaco Nicolas Féraud, ma con il passare delle ore aumentano coloro che lo invitano a fare un passo indietro e a dimettersi dopo che ha ammesso che dal 2020 non sono stati fatti controlli al locale di rue Centrale, se si escludono due interventi per un maniglione antipanico della veranda. In Svizzera ciascuno dei 26 Cantoni ha una legge antincendio, la maggior parte gestisce direttamente i controlli. Nel Vallese sono i singoli Comuni a fare le verifiche e Crans-Montana ha delegato una ditta privata che ne ha eseguite appena 40 in esercizi pubblici sulle 1.430 totali.
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Féraud ha detto che non sapeva che non ci fossero stati controlli e che lì si ballasse, per il Comune quello era un semplice bar, anche dopo la profonda ristrutturazione che nel 2015 aveva trasformato il piano interrato con l’applicazione dei pannelli fonoassorbenti al soffitto, tanto basso che hanno preso fuoco da una cascata di scintille infilata nel collo di una bottiglia di champagne portata in trionfo. Come nessuno si è accorto che mancava l’impianto antincendio obbligatorio se si fa musica.
Tema molto problematico questo per il Comune: secondo vari giuristi, rischia di essere chiamato a rispondere, per omissioni presunte, di concorso nei reati contestai ai gestori, i coniugi Jacques e Jessica Moretti (omicidio, lesioni e incendio colposi) e pagare risarcimenti per molte decine di milioni di franchi, che potrebbero mettere in crisi anche la ricca amministrazione di Crans-Montana.
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2 - BUFERA SUGLI INQUIRENTI SVIZZERI "ERRORI E COMPLICITÀ, SI DIMETTANO"
Rosario Di Raimondo per “la Repubblica” - Estratti
Si avvicina una tappa cruciale nell'inchiesta sulla strage di Capodanno. Il responsabile della sicurezza di Crans-Montana sarà sentito dai magistrati, dopo che il sindaco ha ammesso l'assenza totale di controlli al bar dal 2020 al 2025. Ma il clima è avvelenato. Avvocati, giuristi e media svizzeri puntano il dito contro la Procura. Denunciano errori, pasticci, conflitti d'interesse.
E c'è chi arriva a chiedere le dimissioni della procuratrice Béatrice Pilloud.
Un vento gelido soffia davanti al memoriale per le vittime. Il bar resta transennato e presto i periti torneranno al suo interno per analisi e rilievi. Lontano da qui, sfilano i testimoni. Ma in queste ore molti esperti si scagliano contro la decisione di non arrestare i proprietari indagati, Jacques e Jessica Moretti.
BAR LE CONSTELLATION A CRANS MONTANA
Un ex magistrato svizzero, oggi avvocato, che chiede l'anonimato, dice a Repubblica: «Serviva l'arresto per evitare che fornissero versioni concordanti, influenzassero testimoni, facessero sparire prove. Sono entrambi francesi: se fuggono, è finita». «Chiederò l'arresto di queste persone come dei funzionari locali. Non accadrà, visto che qui tutti giocano a golf insieme», le dure parole di Sebastien Fanti, avvocato dei familiari delle vittime, a Le Parisien.
Anche all'udienza dell'addetto alla sicurezza i legali delle parti civili non sono ammessi a partecipare. Per gli esperti è una violazione della legge: «Molto probabilmente, queste udienze dovranno essere rifatte», dice alla Rsi il giurista Alain Macaluso. «Scioccato» si dice l'avvocato Romain Jordan, altro legale delle vittime: «Le famiglie vogliono che tutti i responsabili siano indagati. Ogni genitore dice la stessa cosa: "Assicuratevi che non accada mai più"».
L'indagine è affidata a quattro procuratori mentre Pilloud cura gli aspetti comunicativi. Anche questa organizzazione è fonte di dubbi. Ieri un nuovo pasticcio: su richiesta della Procura, la polizia ha proposto tre avvocati alle famiglie delle vittime per riunire le loro denunce. Peccato che uno di loro è cugino di chi rappresenta la controparte, il Comune di Crans-Montana.
Come se tutto ciò non bastasse, arrivano pure le rivelazioni del sito Inside Paradeplatz, secondo il quale potrebbero esserci legami d'affari tra il marito della procuratrice, il produttore di vino François Pilloud (che nega tutto) e il ristoratore Jacques Moretti.
«Il Gran Consiglio del Vallese deve nominare un procuratore straordinario esterno al Cantone», aggiunge Fanti. «Dobbiamo considerare le dimissioni di Béatrice Pilloud», secondo l'avvocato Jean-Luc Addor, che su Blick arriva a evocare un sistema:
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