• Dagospia

    COSA CI STA A FARE GIORGIA MELONI IN QUESTO CENTRODESTRA? - SORGI: “MELONI NON SI SENTE TENUTA NELLA CONSIDERAZIONE CHE RITIENE DI MERITARE. E SI CHIEDE PERCHÉ, DOPO AVER RICAVATO CREDIBILITÀ E CONSENSI DALLA SUA DECISIONE DI NON ENTRARE NEL GOVERNO DRAGHI, ADESSO DOVREBBE FARE MARCIA INDIETRO, IN NOME DELL'UNITÀ DI UNA COALIZIONE CHE CONTINUA A ESSERE DIVISA - AL MOMENTO LA LEADER DI FDI NON AVREBBE ALCUN VANTAGGIO A PIEGARSI ALLA COPPIA SALVINI-BERLUSCONI. ALMENO UN PUNTO DI CONDIVISIONE C'È STATO: NO (AL MOMENTO) A QUALSIASI IPOTESI DI RITORNO AL PROPORZIONALE”


     
    Guarda la fotogallery

    Marcello Sorgi per “la Stampa”

     

    SALVINI MELONI BERLUSCONI SALVINI MELONI BERLUSCONI

    Per capire i risultati del vertice di centrodestra, il primo dopo la spaccatura sul Quirinale che aveva portato i tre leader a interrompere le comunicazioni anche telefoniche (o almeno Berlusconi e Salvini a interromperle con Meloni) bisogna avere occhio ai tempi, alle immagini e alle dichiarazioni della leader di Fratelli d'Italia, la sola che ha parlato senza peli sulla lingua.

     

    I tempi. Salvini se n'è andato dopo un'ora, aperitivo compreso, dichiarandosi «molto soddisfatto», pur senza approfondire nessuno dei problemi sul tappeto. Lo ha fatto Berlusconi, dicendo che l'accordo c'è in 21 città su 26. Peccato che manchi nelle maggiori in cui si vota, a cominciare da Verona e Catanzaro.

     

    BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE

    Berlusconi ha ragione quando dice che perseverare nelle divisioni porterebbe tra otto-dieci mesi a perdere le elezioni politiche, in una tornata in cui il centrodestra parte favorito e lo schieramento avversario non riesce a trovare un'intesa.

     

    La classica foto simbolica dei tre leader insieme, stavolta, non c'è stata: anche questo, segno dei tempi. All'ottimismo di Salvini e Berlusconi ha fatto da contrappunto Meloni, chiaramente insoddisfatta. Inutile cercare ragioni nei dettagli (anche se alcuni, vedi il "no" di Forza Italia e Lega alla ricandidatura del presidente Musumeci per la regione Sicilia, proprio dettagli non sono). Meloni non si sente tenuta nella considerazione che ritiene di meritare.

    BERLUSCONI SALVINI E MELONI BERLUSCONI SALVINI E MELONI

     

    E si chiede perché, dopo aver ricavato credibilità e consensi dalla sua decisione di non entrare nel governo Draghi, e distinguersi dai suoi alleati che hanno fatto la scelta opposta, adesso dovrebbe fare marcia indietro, in nome dell'unità di una coalizione che continua a essere divisa e, dal suo punto di vista, contraria a prendere impegni per il futuro sul rifiuto di tornare al governo con la sinistra.

    BERLUSCONI MELONI SALVINI BERLUSCONI MELONI SALVINI

     

    È chiaro che al momento la leader di FdI non avrebbe alcun vantaggio a piegarsi alla coppia di fatto Salvini-Berlusconi, che tra l'altro, su un metodo condiviso per concordare le candidature, non ha fatto alcuna avance. Tra tanti elementi di divergenza, almeno un punto di condivisione c'è stato: no - al momento - a qualsiasi ipotesi di ritorno al proporzionale, vagheggiata dai giallorossi e ieri al centro per la prima volta di un'apertura di Letta. -

    Guarda la fotogallery


    ultime notizie