berlusconi galliani

“IL MILAN NON AFFERISCE ALLA SFERA DEL BUSINESS MA A QUELLA DEI SENTIMENTI” - ADRIANO GALLIANI RICORDA LE PAROLE CON CUI 40 ANNI FA SILVIO BERLUSCONI ACQUISTO’ IL CLUB ROSSONERO (NONOSTANTE IL “CONDOR” LO AVESSE SCONSIGLIATO): “FU UN ATTO D’AMORE. LO HA COMPRATO SENZA SAPERE QUANTI DEBITI LA SOCIETÀ AVESSE. IO PENSO A SILVIO OGNI MATTINA AL RISVEGLIO. SENZA DI LUI, IL MILAN NON AVREBBE MAI VINTO 29 TROFEI IN 31 ANNI. SONO STATO FORTUNATO A ESSERE AL SUO FIANCO: ERA UN VISIONARIO E UNO STRAORDINARIO MOTIVATORE. ENTRAVO AD ARCORE CAMMINANDO, USCIVO VOLANDO PRONTO A PIANTARE ANTENNE SULL’EVEREST, NON A MONTEVECCHIA” – LE TELEFONATE DEL CAV A PIOLI PER DARGLI SUGGERIMENTI TECNICI O E IL "TIFO" PER ALLEGRI: “ABBIAMO PASSATO INSIEME LA SERA DI SAN VALENTINO. BASTA?...”

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Monica Colombo per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

silvio berlusconi adriano galliani

«Sembra ieri» dice sospirando Adriano Galliani. Dietro di lui, nell’ufficio nel quartier generale della Fininvest, campeggia la foto che lo ritrae con Silvio Berlusconi e una collezione di coppe a corredo. Oggi non è una giornata qualunque per chi ama il Milan e soprattutto per chi ne ha scritto la storia: 40 anni fa, il 20 febbraio 1986, il club passava da Giussy Farina a Silvio Berlusconi, dando vita a un ciclo irripetibile.

 

 

 

Quando il calcio è entrato per la prima volta nei suoi discorsi con il Cavaliere?

«Dal primo incontro del 1° novembre 1979 quando con una stretta di mano gli ho venduto il 50% della mia azienda, l’Elettronica Industriale: in quell’occasione gli avevo spiegato di essere uno dei proprietari del Monza e lui mi aveva raccontato di essere tifoso del Milan già da bambino».

silvio berlusconi con niels liedholm nel 1986

 

 

(...)

 

 

 

Come si è arrivati all’acquisto del Diavolo?

«Proseguo la mia vita fra il Monza e la creazione delle reti di trasmissione di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 fino alla fine dell’85. Dal momento che il Milan era retrocesso in B, avevo nel frattempo invitato a Monza tutto il gruppo Fininvest, compreso Paolo Berlusconi, Giancarlo Foscale e Fedele, ad assistere alle sfide con i rossoneri. Poi arriva Natale».

Cosa succede?

pier silvio berlusconi galliani

«Andiamo in vacanza a Saint Moritz, ci sono anche Confalonieri e Marcello Dell’Utri. Il presidente ci chiede cosa pensiamo della possibilità di acquistare il Milan e io che sono l’unico con esperienze calcistiche lo metto in guardia: “Se noi perdiamo un sacco di soldi con il Monza in B, si immagini i costi per una squadra di A”».

 

 

Non lo convinse?

 

«Mi rispose “Adriano, il Milan non afferisce alla sfera del business ma a quella dei sentimenti”. Una frase d’amore, che fa capire il perché dell’acquisto: la politica sarebbe arrivata alla fine del ‘93».

 

 

 

Di quel 20 febbraio cosa ricorda?

SILVIO BERLUSCONI - GIANNI LETTA - FEDELE CONFALONIERI - MARCELLO DELL UTRI - ADRIANO GALLIANI IN TENUTA SPORTIVA

 

«Tutto: nello stesso giorno ci fu anche la prima trasmissione di La Cinq e io con il presidente ero a Parigi. Brindammo a quelle due avventure al ristorante sulla Tour Eiffel».

 

 

 

Il Milan fu, per il presidente, il trampolino per una notorietà planetaria?

«No, fu un atto d’amore. Lo ha comprato senza sapere quanti debiti la società avesse. D’altra parte, se il Milan fosse fallito, avrebbe perso il titolo sportivo».

Anche la sua vita sarebbe stata diversa?

marta fascina luigi berlusconi adriano galliani paolo berlusconi

«Assolutamente sì. Io penso a Silvio Berlusconi ogni mattina al risveglio. Senza di lui, pur con gli stessi dirigenti, allenatori e campionissimi il Milan non avrebbe mai vinto 29 trofei in 31 anni. Sono stato fortunato a essere al suo fianco: era uno straordinario motivatore. Entravo ad Arcore camminando, uscivo volando pronto a piantare antenne sull’Everest, non a Montevecchia. Se lo dovessi paragonare a un calciatore sarebbe Pelè».

 

 

 

E lei come si definirebbe?

«Io, Confalonieri e Dell’Utri pensavamo che il termine esatto fosse: “Silvio Berlusconi e la sua orchestra”. Ogni dodici del mese, in ricordo della sua scomparsa, andiamo ad Arcore per una messa in sua memoria».

 

 

 

Quando nasce il vostro Milan?

galliani berlusconi

«Il 1° luglio del 1987 perché nella stagione precedente c’era un tecnico, Liedholm, e due stranieri, Hateley e Wilkins, che non avevamo scelto noi.  Berlusconi puntando su Sacchi che non aveva mai allenato in A dimostrò di essere, come sempre, un visionario. La nostra avventura cominciò quando radunò al castello di Pomerio i dipendenti e affidò la mission di far diventare il Milan la prima squadra al mondo».

 

 

(...)

 La vittoria che lo ha reso più euforico?

BERLUSCONI GALLIANI 77

«La notte della finale di Coppa dei Campioni con la Steaua. Aveva le stelline che uscivano dagli occhi. Mai più visto così felice per nessuna altra impresa. Il presidente è stato grande nelle sue quattro vite, l’edilizia, la tv, lo sport e la politica».

 

 Ha seguito il Milan anche dopo la vendita?

«Quando c’era Pioli, mi chiedeva di chiamarlo. Poi glielo passavo e lui gli contestava la costruzione dal basso e gli dava suggerimenti tecnici».

 

 Allegri piaceva al presidente?

«L’ho portato ad Arcore nel 2010 il giorno della finale di Champions dell’Inter. Dopo 5’ era l’allenatore del Milan».

 

 Lei tifa per Max?

«Di più, abbiamo passato insieme la sera di San Valentino. Le basta?».

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