dagospia redazione 25 anni dago roberto dagostino d'agostino

L'ITALIA CHE DAGOSPIA - ALDO GRASSO IN LODE DI QUESTO DISGRAZIATO SITO: “DAGOSPIA SI È EVOLUTO COGLIENDO IN ANTICIPO LA MOBILITÀ DEL WEB, FINO A DIVENTARE UN VERO ORGANO D’INFORMAZIONE, NON SOLTANTO UN DISPENSATORE DI INDISCREZIONI. DAGO USA SPESSO LA TECNICA DEL DÉTOURNEMENT, DEL DIROTTAMENTO: PRENDE UN ARTICOLO DI GIORNALE, NE CAMBIA IL TITOLO E, CON ESSO, IL SIGNIFICATO, AGGIUNGENDO UN ELEMENTO CRITICO AL MONDO DELL’INFORMAZIONE” – IL DOC SU RAI3 “L’ITALIA CHE GUARDA” E IL RUOLO CHE IL PETTEGOLEZZO (CHE DERIVA DAL VENETO "PETEGOLA", "PICCOLO PETO") HA SVOLTO E CONTINUA A SVOLGERE NELLA NOSTRA VITA DI RELAZIONE...'' – VIDEO

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

L'ITALIA CHE GUARDA SU DAGOSPIA

Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

roberto dagostino (3)

Le intenzioni del documentario L’Italia che guarda — soggetto di Luca Barbareschi, scritto e diretto da Giovanni Filippetto per Rai3 — erano quelle di raccontare il ruolo che il gossip ha svolto e continua a svolgere nella nostra vita di relazione, nei rapporti sociali e negli anfratti della politica. 

 

Si parte dalla storia d’amore tra Ingrid Bergman e il regista Roberto Rossellini, uno dei più grandi scandali degli anni Quaranta e Cinquanta, si passa per il delitto di Wilma Montesi, celebre caso di cronaca nera e giudiziaria rimasto irrisolto con risvolti politici, fino ad arrivare a Dagospia.

 

luca barbareschi

Non so perché Barbareschi traduca sempre la parola «gossip» (da godsibb , cioè madrina, comare, vicina di casa) con «maldicenza»: una forte torsione semantica che le attribuisce una connotazione esclusivamente negativa e malevola. In Italia esiste la parola «pettegolezzo», che, secondo il linguista Giacomo Devoto, deriva dal veneto petégola , ovvero «piccolo peto».

 

Nei salotti francesi di Madame du Deffand, il potin era invece una prova di smagliante intelligenza, in un’epoca in cui il ridicolo poteva ancora uccidere una persona. Virginia Woolf aveva una sua curiosa teoria: amava mettere in difficoltà gli amici con pettegolezzi perché, diceva, «si amano molto di più le persone quando sono affrante che quando trionfano nella buona fortuna». 

 

virginia woolf

Filippetto ha montato numerosi casi che riguardano personaggi pubblici: Fausto Coppi, Mina, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Andrea Giambruno e molti altri. Ha mostrato interviste a Tazio Secchiaroli, il re dei paparazzi ai tempi della Dolce vita, e ha intervistato Rino Barillari che, in sessant’anni di carriera, ha collezionato 163 accessi al Pronto Soccorso, 11 costole rotte, una coltellata e 76 macchine fotografiche fracassate. 

 

Il caso più interessante è quello di Dagospia che, nel frattempo, si è evoluto cogliendo in anticipo la mobilità del web, fino a diventare un vero organo d’informazione, non soltanto un dispensatore di indiscrezioni.

 

Dago usa spesso la tecnica del détournement , del dirottamento: prende un articolo di giornale, ne cambia il titolo e, con esso, il significato, aggiungendo un elemento critico al mondo dell’informazione.

DAGO-SCOOP SULLA MAIL RISERVATA RICEVUTA DA MARIA ROSARIA BOCCIA

 

 

aldo grasso 3dago su chi

 

ROBERTO ROSSELLINI INGRID BERGMAN

intervista a dago su chi STRISCIA LA NOTIZIA CELEBRA I 25 ANNI DI DAGOSPIA - 3LA REDAZIONE DI DAGOSPIA - DAGO - ANNA FEDERICI E ROCCO D'AGOSTINO A LONDRA L'ITALIA CHE GUARDA

rino barillari dopo essere stato colpito da sonia romanoff con un gelato luciano di bacco rino barillari e dago

federica de denaro giovanni filippetto