antonio conte

“IO C.T. DELL’ITALIA? NE SONO STATE DETTE TROPPE. È L’ORA DEI FATTI, NON DELLE CHIACCHIERE E DELLA POLITICA” – ANTONIO CONTE CONTINUA A DRIBBLARE LE DOMANDE SU UN SUO POSSIBILE RITORNO SULLA PANCHINA AZZURRA: “NON POSSIAMO SALTARE TRE MONDIALI DI FILA: È STATA COMPIUTA UN’IMPRESA AL CONTRARIO” –  “IL MONDIALE? IL CALCIO È GLOBALIZZATO. OGGI NON CI SONO SQUADRE IMPREPARATE TATTICAMENTE. NON HA PIU' SENSO PARLARE DI MODULI O DI DIFESA A TRE O A QUATTRO: SI DIFENDE SEMPRE IN CINQUE O SEI. ORMAI VINCE CHI ATTACCA CON CORAGGIO E DIFENDE CON INTELLIGENZA. LA PARTITA LA DEVI COMANDARE MA IN ENTRAMBE LE FASI...” – VIDEO

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Estratto dell’articolo di G.B. Olivero per www.gazzetta.it

 

antonio conte

[…] Antonio Conte è in vacanza, si sta godendo la famiglia e il mare della Liguria. Dice che il pallone non gli manca (“Adesso sto benissimo così”), ma ne segue ogni rimbalzo dribblando il fuso orario perché la passione è viscerale. […]

 

Conte non è mai davvero in vacanza, al massimo è in aggiornamento professionale. Gli mancherà presto, il pallone. E tornerà in panchina (vedremo quale, del suo futuro oggi preferisce non parlare) perché è lì che deve stare. […] Il Mondiale è quasi finito, oggi ad Atlanta nella semifinale tra Inghilterra e Argentina si sfidano due “suoi” giocatori, Kane e Lautaro. È il momento di un bilancio e di uno sguardo appassionato e competente su ciò che sarà.

antonio conte

 

Iniziamo da Inghilterra-Argentina. Che partita sarà?

“Davvero incerta, quindi il pronostico è diviso a metà. L’Inghilterra è molto forte, ha trovato in Anderson un grande equilibratore. E quando vuole diventare più offensivo, Tuchel arretra Bellingham e inserisce Eze o Rogers sulla trequarti. L’Argentina è una squadra tosta, quella con il cuore più grande tra le nazionali del Mondiale.

 

E il gruppo di Scaloni è consolidato: il c.t. ha puntato sui fedelissimi di Messi, che mettono la maglia e l’amore per Leo davanti alle ambizioni personali. Una squadra dallo spessore umano notevole. Si è creata una sinergia impressionante. E poi quanta garra...”.

 

[…] Nei due anni all’Inter ha allenato Lautaro. Cosa la colpisce di lui?

“La sua crescita continua. E poi la personalità e il carisma. C’è un’Inter con Lautaro e un’Inter senza: la sua presenza sposta tanto. L’azione di Lautaro nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso la palla, ha lasciato a Enzo Fernandez il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto.

napoli inter - litigio tra antonio conte e lautaro martinez

 

Non ti aspetti da un nove una giocata del genere. E poi Lautaro ha capito, come Alvarez, di poter essere importante anche solo per pochi minuti. Hanno accettato la situazione mettendo il loro ego dietro alle esigenze della squadra: bravissimi loro due e Scaloni a convincerli”.

 

Allarghiamo il discorso. Dopo questo Mondiale, quale direzione sta prendendo il calcio?

“Il calcio è globalizzato. Oggi non ci sono squadre impreparate tatticamente. Tutti hanno un’organizzazione difensiva di buon livello. In passato, ad esempio, le nazionali africane avevano giocatori di talento, ma dietro ti concedevano parecchio a causa di grandi errori e mancanza di equilibrio. Adesso è difficile giocare contro ogni squadra perché non ci sono spazi”.

ANTONIO CONTE

 

Tra le altre cose, è stato il Mondiale del blocco basso. L’ha sorpresa questa soluzione adottata da tante nazionali?

“No. E sono contento di averla vista perché ogni squadra, per esprimersi al massimo, deve aver chiaro il proprio potenziale e capire come farlo emergere. Il miglioramento tattico generale è notevole. E sia chiaro che il blocco basso lo fanno tutti, mica solo le formazioni meno forti. Se vuoi vincere, il blocco basso devi saperlo fare: non c’è proprio discussione. Il segreto è cambiare atteggiamento nel corso della partita e interpretare bene ogni momento” […]

 

Qual è la chiave tattica per creare una squadra vincente?

“L’atteggiamento di una squadra ormai è determinato dal numero di giocatori con cui attacca e con cui viene attaccata. Ecco perché non ha più senso parlare di moduli o di difesa a tre o a quattro. Si difende sempre in cinque o sei, perché non si può più concedere la superiorità numerica a un avversario che viene su con sei elementi. E quando attacchi, devi essere bravo a proteggerti: bisogna essere pessimisti e fare bene le preventive intuendo lo sviluppo avversario se perdi palla”.

 

[…] Quindi i vecchi moduli non esistono più?

antonio conte sangue post gol 3

“Proprio così, è cambiato tutto. Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Contano i riferimenti: io ad Alisson chiedevo di seguire il terzino avversario che spingeva. In attacco possiamo giocare 3-2-5 e decidere se tra i tre dietro c’è un terzino oltre ai due centrali o magari c’è il play che si abbassa. Oppure 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”.

 

Vincerà sempre chi si difende meglio?

“Sì, a patto che non ci sia solo difesa, ma si cerchi di imporre idee e gioco in avanti. Nelle fasi decisive di ogni torneo c’è più voglia di risultato che di estetica. Vale anche per la Champions. Pensi alla semifinale Psg-Bayern: undici gol complessivi, nove nei primi 68’ dell’andata, due nei restanti 112’. È normale, nessuna squadra può essere soddisfatta di aver preso quattro o cinque gol, pur se ne ha segnati tanti. Vince chi è completo, chi attacca con coraggio e difende con intelligenza. La partita la devi comandare, ma in entrambe le fasi”.

Antonio Conte

 

[…] Rispettiamo il suo desiderio di non affrontare l’argomento della nostra Nazionale. Però, per chiudere... una parola sull’Italia?

“Ne sono state dette troppe. È l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta un’impresa al contrario”.

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