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1. NEYMAR&SUAREZ, NOTTE DA RE
Pietro Scibetta per la Stampa
Messi è Messi e non ce n’è. Se questa versione del Barcellona è diventata implacabile nel corso dei mesi, però, lo si deve soprattutto alla capacità di coabitazione tra la «Pulce», Neymar e Suarez in un tridente che obbliga gli avversari al rispetto e condiziona tatticamente anche un’avversaria qualitativamente importante come il Psg, oltre a rappresentare certamente una delle più riuscite operazioni di Luis Enrique sulla panchina del Barça.
Una squadra che ricalca pienamente la filosofia sublimata da Pep Guardiola, non a caso rinfrescata dall’asturiano, e che ha trovato la rete del vantaggio al Parco dei Principi facendo fede ai suoi princìpi. Pressing alto, con due delle tre punte a rinforzare la linea di centrocampo - per levare l’ossigeno ai portatori di palla in mezzo - e ripartire immediatamente scambiandosi anche la posizione. Messi si accentra, Neymar chiama la profondità dopo un rilancio difficoltoso operato da Thiago Silva (che esce subito dopo per infortunio, ennesima mazzata per Blanc) e Sirigu è freddato in uscita dalla stella verde oro.
Il brasiliano ribelle
Da quando è al Barcellona, di Neymar si è parlato molto anche per come ci è arrivato, con un trasferimento finito nella bufera e al centro di un’inchiesta che ha imbarazzato i vertici blaugrana. A Parigi nel prepartita è stato un argomento chiave a causa della sua ultima uscita, quella di Siviglia, dove ha platealmente fatto sapere - a chiunque avesse uno schermo per guardare - che cosa pensasse della decisione di Luis Enrique di sostituirlo. Poi è stato il momento di Suarez, già implacabile a Manchester quando aveva steso il City in un primo tempo di straordinaria arroganza tecnica dei blaugrana: il Psg, già indebolito dal peso di assenze troppo importanti (Ibrahimovic, Verratti, Motta) e fiaccato dallo 0-1 nonostante la carica del rientrante David Luiz (recupero davvero clamoroso, in 10 giorni), si è dovuto arrendere all’uruguaiano che ha stravinto per manifesta superiorità il duello con un Cavani letteralmente ombra di se stesso.
Semifinale in vista
Suarez ha ubriacato i «rouge-et-bleus» con un’altra doppietta (67’ e 79’, sbaragliando a suon di dribbling ogni tipo di avversario), che spalanca alla sua squadra la porta della semifinale (sarebbe l’8ª in 9 anni): l’immagine del morso a Chiellini e la lunga squalifica oggi sono lontani e sbiaditi ricordi. Nel finale, l’autorete di Mathieu dà almeno il gol della bandiera al Psg.
2. BAYERN SVAGATO
Da “la Stampa”
Nell’altra partita dei quarti, il Porto ha cominciato molto meglio del Bayern Monaco, sfruttando fin dall’inizio i tanti errori della squadra tedesca. Al 3’ è stato Alonso a sbagliare il tocco costringendo Neuer a un fallo da rigore su Martinez: trasformazione dal dischetto di Quaresma (1-0). Poi al 10’ lo stesso Quaresma ha sfruttato un altro svarione, questa volta di Dante, per raddoppiare da centro area (2-0). Il Bayern, fin lì inguardabile, è però cresciuto, riducendo le distanze al 28’ con Thiago Alcantara. Un altro errore, di Boateng, ha però rilanciato il Porto e in particolare Martinez, autore al 20’ st del definitivo 3-1 scartando anche Neuer.
xabi alonso e thiago alcantara
quaresma
jackson martinez neuer
neymar
messi neymar
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