DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE…
LA BATOSTA PRESA DA TRUMP HA EFFETTI SU GIORGIA MELONI E SUI SINISTRATI DE’ NOANTRI - “LA STAMPA”: “I RISULTATI DELLE MIDTERM INTERROGANO ANCHE LA PREMIER. A DIFFERENZA DEGLI ALTRI SOVRANISTI EUROPEI PIUTTOSTO IN SALUTE, SIANO ESSI MARINE LE PEN, VOX O AFD, MELONI HA UNA PECULIARITÀ: L'ONERE DEL GOVERNO. PURE I CITTADINI ITALIANI, COME QUELLI AMERICANI, PAGANO UNA ESOSA TASSA TRUMP (ALLA POMPA DI BENZINA, NELLE BOLLETTE O NELLE BUSTE PAGA DIVORATE DALL'INFLAZIONE) E NON CI VOLEVA UNA CASSANDRA PER PREVEDERE CHE L'IRAN E IL DISORDINE MONDIALE ALIMENTATO DALLA CASA BIANCA SAREBBERO STATO UN COSTOSO DISASTRO - MA LA CAMPANA SUONA ANCHE PER LA SINISTRA ITALIANA, PERSA NEL SUO MONDO A PARTE TRA PRIMARIE, AMBIZIONI PERSONALI E INCONCLUDENTI INCONTRI SUL PROGRAMMA. IN AMERICA HA VINTO UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE, NON I SOLITI NOTI CHE SI RIPROPONGONO IN UN GIOCO TRASFORMISTICO DI RUOLI. LA DEMOCRAZIA NON SI DECLAMA MA SI DIFENDE OCCUPANDOSI DELLE CONDIZIONI MATERIALI DELLE PERSONE…”
Alessandro De Angelis per “la Stampa” - Estratti
Suona per tutti, a ogni latitudine, la campana americana (...)
Va bene, è forse presto per affermare che siamo dentro un radicale cambio di fase: se cioè la sconfitta di Trump sia un'inversione, ovunque, rispetto alla "controrivoluzione sovranista".
(...)
In tal senso il voto americano interroga Giorgia Meloni. A differenza degli altri sovranisti europei piuttosto in salute – siano essi Marine Le Pen, Vox o Afd, con tutte le differenze del caso – ha una peculiarità, come accadde per Victor Orban: l'onere del governo. La interroga perché la mette di fronte al cortocircuito tra la realtà e quell'ideologia Maga, che ieri il ministro degli Esteri si è affrettato a negare, mentre i sovranisti nostrani erano meno ciarlieri del solito, come se il loro destino non incrociasse la macrostoria. Anche i cittadini italiani, come quelli americani, pagano una esosa tassa Trump – alla pompa di benzina, nelle bollette o nelle buste paga divorate dall'inflazione – e non ci voleva una Cassandra per prevedere che l'Iran e il disordine mondiale alimentato dalla Casa Bianca sarebbe stato un costoso disastro.
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI
Peccato che il governo italiano, sul dossier su cui si è rivoltata l'America, come su Gaza o sui dazi, non abbia detto una sola parola, come se fosse colpa del destino cinico e baro, proprio perché ingessato dal rapporto politico-ideologico con Trump. Al limite, dopo la fase dell'euforia, dei "ponti" e delle "relazioni speciali", si è nascosto ravvisandone l'impopolarità. Ma non ne ha mai messo in discussione i fondamentali.
Anzi, al pari di Trump ha provato a supplire alle difficoltà sull'economia con le fanfare dell'ideologia - su sicurezza, migranti, Islam - e con il vizio della capocrazia di un potere che, in virtù della sua unzione democratica si considera scevro da vincoli e controlli.
elly schlein giuseppe conte - foto lapresse
Ecco, Trump indebolito potrebbe financo essere un momento di liberazione, per mettere in campo una svolta con al centro l'interesse nazionale che cozza con quell'impianto. Ma la ricerca di un nuovo racconto significherebbe per Giorgia Meloni fare i conti col Trump dentro di sé, e con quell'ossessione della coerenza per cui cambiare ed evolvere è un po' tradire. In definitiva, rompere la trappola dell'identità.
Ma la campana suona anche per la sinistra italiana, persa nel suo mondo a parte tra primarie aperte o chiuse, ambizioni personali e inconcludenti incontri sul programma, dibattiti tanto finti quanto politicisti su dove si vince: se "al centro" o "a sinistra". Negli Stati Uniti hanno vinto sia i candidati neo-socialisti come El-Sayed, musulmano, sia i neocristiani come Hamilton e Talarico, sia i bianchi sia i neri, sia gli americani sia i nativi e anche lì ci sarà da fare una sintesi in vista delle presidenziali. Ma ha vinto una nuova classe dirigente, non i soliti noti che si ripropongono in un gioco trasformistico di ruoli. E ha vinto facendo tesoro della sconfitta di Kamala Harris.
riccardo magi elly schlein giuseppe conte angelo bonelli nicola fratoianni
La democrazia non si declama, col repertorio del wokismo sazio e indignato, ma si difende occupandosi delle condizioni materiali delle persone.
Per battere chi si serve del popolo occorre mettere in campo una proposta che serva al popolo, anche risultando discontinui con sé stessi e rispetto ad andazzi consolidati. Non c'è nessun automatismo tra il voto americano e quello italiano, ma nel ruggito ci sono delle poderose indicazioni.
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN
Donald Trump Giorgia Meloni5
Donald Trump Giorgia Meloni4
CONTE SCHLEIN
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