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UNA BUONA NOTIZIA PER I RUNNER CINGHIALONI: CORRERE PIANISSIMO FA BENE AL CERVELLO - LA RICERCA DEGLI SCIENZIATI GIAPPONESI SVELA L'EFFETTO DI UNA CORSA A RITMO "DA LUMACA" - BASTANO 10 MINUTI A UNA VELOCITÀ LIEVEMENTE SUPERIORE A QUELLA DI UNA NORMALE CAMMINATA, PER PRODURRE EFFETTI POSITIVI IMMEDIATI SULL'ATTIVITÀ DEL CERVELLO, AIUTARE LA FUNZIONALITÀ CEREBRALE E, COME BONUS, MIGLIORARE L'UMORE – “FORSE L'ASPETTO PIÙ SORPRENDENTE È STATA LA..."
Chi va piano, va sano e va lontano. E migliora la salute del cervello. L'esercizio fisico, come dimostrano moltissimi studi, ha effetti benefici sulla salute: aiuta il cuore, contribuisce ad abbassare la pressione, favorisce il controllo dei valori della glicemia. Una recentissima ricerca pubblicata su Imaging Neuroscience aggiunge un ulteriore tassello al quadro.
Bastano 10 minuti di una corsetta 'ultralenta', ad una velocità lievemente superiore a quella di una normale camminata, per produrre effetti positivi immediati sull'attività del cervello, aiutare la funzionalità cerebrale e, come bonus, migliorare l'umore. Si può andare piano, pianissimo. Ma bisogna comunque 'correre': i ricercatori, infatti, hanno evidenziato l'effetto biomeccanico del running sull'organismo e in particolare sul cervello. Altre attività non sono in grado di produrre le stesse conseguenze.
(…)
I soggetti monitorati hanno corso a ritmo lentissimo, percorrendo un miglio (1600 metri) in un tempo compreso tra 17 e 21 minuti: "Si tratta di velocità paragonabili a quelle di una camminata", hanno evidenziato gli scienziati. La velocità, però, non ha snaturato il gesto. I volontari stavano effettivamente correndo, come hanno dimostrato i dati relativi ai movimenti del cranio, che si sollevava ad ogni passo a differenza di quanto avviene quando si cammina.
Dopo ogni sessione sul tapis roulant, i i volontari hanno ripetuto i test sull'umore e sulle funzioni cognitive, indossando nuovamente le cuffie per la scansione cerebrale. Gli scienziati non hanno riscontrato cambiamenti prodotti dalla posizione seduta sul tapis roulant. Quasi tutti i partecipanti, però, hanno ottenuto risultati migliori nel test cognitivo e hanno riferito di sentirsi più allegri dopo la corsa a velocità ridotta.
In particolare, alcune aree della corteccia prefrontale - il settore del cervello coinvolto nel pensiero di alto livello e nel processo decisionale - risultavano molto più attive rispetto a prima. Forse l'aspetto più sorprendente è stata la correlazione riscontrata tra l'entità dei movimenti verticali della testa durante la corsa e il miglioramento dell'umore. "I nostri risultati offrono una buona notizia", ha evidenziato il professor Soya. "Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l'umore e ad affinare le funzioni cognitive".
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