DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON…
Giancarlo Dotto per Dagospia
I protagonisti che non ti aspetti, Alex Sandro a sinistra e Mandzukic al centro. Correzione al volo di destro, Hart battuto in controtempo, quanto basta per regalare a una solidissima Juventus la qualificazione certa agli ottavi e il primo posto nel girone, da confermare a Siviglia (basta un pareggio), fondamentale per non ritrovarsi sulla gobba un Barcellona o un Bayern, il mostro a due teste di Guardiola.
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La scelta del croato invece di Morata sbalordisce chiunque, forse lo stesso Allegri che lo ha scelto. Premiato alla grande. Mandzukic si aiuta nel primo gol scansando con la mano galeotta Otamendi. Pochi minuti dopo è solo Hart a negargli la replica con un inverosimile riflesso. Lo stesso Hart, per inciso, che nella ripresa, nega il trionfo a Morata (nel frattempo dentro per il richiamato e forse infortunato Mandzukic).
Benissimo anche Sandro, lo strapagato brasiliano, Sempre spingente e crossante il giusto, ma attento anche a difendere, là dove lui e tutti i brasiliani di fascia sono a dir poco labili se non disabili.
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Strapazzato quattro giorni prima dal Liverpool di Jurgen Klopp, l’amatissimo Manchester City degli Oasis fa possesso palla, due palle, il che non lo aiuta a modificare lo zero del risultato. Molti giustificati assenti e due molto presunti ingiustificabili presenti, Aguero e De Bruyne. Il roscio belga si conferma corpo estraneo. Un pacco enorme di milioni che, fino adesso, non hanno trovato un corpo che li contenga.
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Vedi la Juventus la sera dopo e trovi tutto quello che manca alla Roma, il suo opposto, nessuna concessione al superfluo, una solidità difensiva a prova di bomba. Squadra che concede poco o nulla. Che poi sono sempre loro, i soliti tre più uno, Buffon, dietro a Bonucci, Chiellini e Barzagli, schierati a tre da pragmatismo contiano. I quattro invecchiano insieme, perdono peli e anni di vita, ma compensano con la testa e restano un bunker quasi imperforabile. Quello che era una volta e non è più la Roma con Benatia e Castan. Juventus imbattuta e qualificata agli ottavi e Roma quasi, se non ce la farà a suicidarsi con il Bate il 9 dicembre.
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