berrettini in lacrime

IL CALVARIO DI BERRETTINI, UN “MARTELLO” DI CRISTALLO – IL TENNISTA ROMANO HA DOVUTO DARE FORFAIT AGLI AUSTRALIAN OPEN, L'ENNESIMO STOP DI UNA CARRIERA FIN QUI TROPPO COMPROMESSA DAGLI INFORTUNI – NEL 2021, L’ANNO D’ORO DELLA SUA CARRIERA, SI RITIRA DALLE "FINALS" PER UN PROBLEMA AGLI ADDOMINALI, POI IL PROBLEMA ALLA MANO, IL COVID, IL 2024 HORRIBLIS CON LA PAURA DI FARSI MALE E IL 2025 COL SOLITO PROBLEMA AGLI ADDOMINALI OBLIQUI - “NON SO COSA ABBIANO DI SBAGLIATO…”

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Pellegrino Dell'Anno per la Gazzetta dello Sport

 

Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima. Ma anche in questo caso ha fatto rumore e provocato una sorta di pesante malinconia la rinuncia di Matteo Berrettini all’Australian Open 2026.

 

matteo berrettini

L’azzurro ha ufficializzato il suo forfait, già nell’aria dopo aver annullato l’ultima esibizione prima del torneo prevista contro Cobolli e il media day, a poco più di 24 ore da quello che avrebbe dovuto essere il suo esordio contro Alex de Minaur. Sarebbe stato un primo turno da sogno, contro il padrone di casa e n.6 al mondo sulla Rod Laver Arena.

 

Una di quelle partite da gladiatore che piacciono a Berrettini, in cui si vive di grinta e pura esaltazione. Il 2025 si era chiuso con la vittoria in Coppa Davis e tante speranze, e l’esibizione con Tien prima dell’Australian Open lasciava intravedere ottimismo ben fondato. E invece, come troppe volte è già accaduto, il fisico ha avuto la meglio sulla forza di volontà.

 

I problemi di Berrettini sono di natura antica, e risalgono ai migliori anni della sua carriera. Dopo un triennio chiuso in top 10, dal 2019 al 2021, iniziano ad arrivare i primi conti presentati dal fisico. Tanto che Matteo chiuderà il suo anno d’oro, quello delle finali a Wimbledon e a Madrid, della prima vittoria al Queen’s, in lacrime. Torino, prima edizione italiana delle Atp Finals, domenica 14 novembre 2021: l’azzurro incrocia le racchette con Alexander Zverev. È testa di serie n.6, sogna di impressionare il proprio pubblico…potrà farlo solo emozionare. Dopo un primo set giocato a ritmi molto alti, a seguito di un dritto ecco che l’espressione impaurita, pietrificata di Matteo gela il Pala Alpitour. Un trattamento, un altro paio di colpi, poi la decisione di fermare lì la partita, seguita dal ritiro ufficiale dal torneo a causa di un problema agli addominali. Già in precedenza, nel corso del 2021, Berrettini si era dovuto fermare per una situazione di quel tipo. Ma quello stop alle Atp Finals fu una doccia fredda, un segnale di una prima consapevolezza sulle fragilità del fisico dell’allora n.1 azzurro. Che sarebbero venute a galla ancora più duramente negli anni successivi.

italia squadra di coppa davis berrettini cobolli sonego volandri

 

 

Un 2022 complicato e poi il Covid-19

I problemi fisici, dovuti anche ad una struttura particolare (tanto muscoloso nella parte alta, decisamente meno nella parte bassa), dal 2022 in poi diventano una costante della carriera di Berrettini.

 

Che nonostante tutto nella stagione della semifinale all’Australian Open e della seconda vittoria di fila al Queen’s riesce a mantenere la top 10. Pur giocando solo 6 partite post Melbourne tra febbraio e giugno, prima della seconda fase della stagione. Rimanendo fermo prima per gli addominali, poi per un’operazione alla mano destra che lo obbliga a 75 giorni lontano dal campo.

 

matteo berrettini

Se poi agli infortuni si aggiunge una dose generosa di sfortuna, anche le migliori intenzioni crollano. Matteo arriva a Wimbledon 2022 da finalista uscente, accreditato della testa di serie n.8, in un’edizione dove c’è l’impressione che la sorpresa sia dietro l’angolo.

 

Per molti addetti ai lavori potrebbe addirittura sperare di vincere il torneo: fuori dai Championships veniva da 14 vittorie di fila sull’erba. Poi la doccia fredda, gelata al netto del caldo di luglio. Berrettini risulta positivo al Covid-19, l’annuncio arriva a poche ore dall’esordio e pesa come un macigno: dopo aver rinunciato a Roma, Matteo deve salutare anzitempo un altro torneo a lui carissimo. Che però, a differenza degli Internazionali, tornerà a giocare nel 2023.

 

La paura di non farcela: "Rischio di farmi male"

matteo berrettini

Nel 2025 l’incedere sicuro, a testa alta di Berrettini, ha assaggiato la terra rossa del Centrale del Foro Italico per la prima volta dal 2021. Con tutti i problemi avuti negli anni, nonostante le riprese e i clamorosi rientri, l’azzurro non riesce mai a giocare il torneo di casa, quello che ama di più.

 

Nel 2022 era già fermo; nel 2023 ancora gli addominali obliqui, dopo averlo fermato a Montecarlo, costringono ad alzare bandiera bianca. Il momento più doloroso è però nel 2024. Matteo arriva fiducioso all’appuntamento capitolino, non ci sono nuvole all’orizzonte, per una volta. Ma c’è il peggiore nemico per uno sportivo: la paura, l’ansia di una ricaduta.

 

Alla vigilia dell’esordio con Napolitano, nello smaltimento di una tonsillite, nella sala conferenze del Foro Italico spira un freddo grave di silenzi, di non detti. Nonostante il caldo del maggio romano.

 

flavio cobolli matteo berrettini e filippo volandri

“Non riuscirò a giocare, ho provato a fare di tutto, ma non sono pronto per competere”, diceva in conferenza Berrettini, “rischio di farmi male e stare fermo. Non c'è un infortunio o qualcosa di rotto, c'è solo la tristezza”. Il 2024 si sarebbe poi concluso alla grande, con tre tornei di fila vinti in estate, la firma decisiva sulla Coppa Davis e un’asticella nuovamente alzata per il 2025. Dove infine, proprio a Roma, arriva l’ennesima conferma che troppe cose non vanno per il verso giusto.

 

La prima vittoria con Djokovic a Dubai, un ritrovato quarto Masters 1000 a Miami, l’impresa su Zverev a Montecarlo: il 2025 restituisce un Berrettini competitivo e soprattutto integro. O almeno sembra. I primi scricchiolii arrivano a Madrid, dove si ritira dopo il primo set perso contro Draper al tie-break.

 

BERRETTINI

Si pensa ad una semplice precauzione per non rischiare a Roma. Gioca un primo set encomiabile contro Casper Ruud al terzo turno, perdendo solo 7-5, salvo arrendersi all’alba del secondo parziale. Ancora a causa di un problema agli addominali obliqui, sforzati ulteriormente con un doppio lungo (insieme al fratello Jacopo) e finito tardi la sera prima. “Una settimana fa non pensavo di giocare il torneo.

 

Onestamente credo di aver fatto un miracolo”, raccontava un affranto Berrettini dopo il forfait. Da quel giorno l’azzurro avrebbe però giocato una sola partita, il deludente primo turno di Wimbledon contro Majchrzak, prima della trasferta autunnale in Asia, saltando per il quarto anno di fila il Roland Garros e non potendo giocare allo Us Open. E in Australia ancora gli addominali obliqui sono stati una dura cambiale per Matteo.

 

“Non so cosa abbiano di sbagliato”, rifletteva sconsolato nel 2025, l’ennesima stagione con tentativi, anche riusciti, di rinascita. Il 2026, l’anno del trentesimo compleanno, avrà l’obbligo di dare risposte chiare a questo ragazzo. Anche se lui sembra già avere la più importante: “Sento che non resterò a lungo fuori dal campo da tennis”. Con la speranza che tutta questa ruggine possa finalmente, definitivamente, trasformarsi in oro.

berrettini volandri