marotta chiellini

DIETRO LA POLEMICA MAROTTA-CHIELLINI SU INTER-JUVE C’E’ UNA BATTAGLIA POLITICA SUGLI ARBITRI – IL PRESIDENTE DELL’INTER VUOLE DIFENDERE IL DESIGNATORE DEI FISCHIETTI ROCCHI DALLE ACCUSE DI CHIELLINI CHE VUOLE CAMBIARE IL SISTEMA ARBITRALE - A FINE ANNO SI CAPIRÀ – ZAZZARONI: "MAROTTA MI HA DELUSO. SE ANCHE LUI SI PONE SULLO STESSO PIANO DEI CURVAIOLI, NON C’È SALVEZZA. DA LUI MI ASPETTO UNA LEZIONE DI STILE, L’AMMISSIONE DI AVER RICEVUTO PER UNA VOLTA…”

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Estratto da ilnapolista.it

 

Franco Ordine spiega chiaramente qual è la battaglia politica in atto per quel che riguarda gli arbitri. L’intervento di Marotta è stato teso a difendere Rocchi (designatore degli arbitri) dalle accuse di Chiellini. A Marotta – aggiungiamo noi – ovviamente sta benissimo questo sistema arbitrale.

 

(...)

marotta chiellini

 

BEPPE, DA TE NO

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

Il riassuntino delle puntate precedenti, la lista dei torti o dei favori di un passato addirittura remoto, l’apertura degli armadi altrui per esporre un po’ di scheletri me li aspetto da un tifoso, da un opinionista tifoso o a contratto, da un leone da tastiera (meglio la pastiera di mamma Intorcia) non da un dirigente esperto e dalla carriera chilometrica come Marotta, uno che è consapevolmente centrale nel sistema Italia e che per questo dovrebbe pensare anche al bene comune.

 

Da lui mi aspetto una lezione di stile, una presa di posizione alta, l’ammissione di aver ricevuto per una volta di uno di quegli omaggi florearbitrali che di solito sono riservati - per tradizione consolidata - alle migliori famiglie.

 

rocchi sala var

Beppe mi ha deluso. La prima amarezza me l’aveva procurata Chivu con la teoria del braccio di Kalulu il giorno dopo la sua filippica sull’assenza di scuse quando si risulta beneficiati dalla sorte. Cris posso tuttavia capirlo e perdonarlo parzialmente: ha voluto difendere il suo giocatore, Bastoni, per non compromettere il rapporto di fiducia con l’intera squadra. S’è immolato ottenendo l’effetto opposto ma tutelando in tal modo lo spogliatoio. Lo fanno tanti, l’ha fatto anche lui.

 

Beppe però... Gli otto anni alla Juve l’hanno fatto diventare quello che è oggi, ovvero il dirigente italiano più capace, conosciuto e ascoltato. Uno che guarda al generale ma anche al particolare e che potrebbe insegnare ai colleghi come si fa calcio in Italia.

 

marotta e chiellini

Non ho mai dato troppo peso alla Marotta League, un paio di volte l’ho usata a battuta: se fosse così potente, l’Inter non avrebbe perso due degli ultimi tre scudetti, oltretutto vinti dal presidente che di solito sfancula the world. Non credo al calcio condizionato totalmente da Marotta ed è per questo che mi permetto di muovergli un appunto: se anche lui si pone sullo stesso piano dei curvaioli, non c’è salvezza.

 

PS. A proposito di Var o non Var, ecco cosa ho ricevuto da un collega che stimo, Massimo Grilli: “Sono capitato sulle polemiche in Inghilterra (dove soffrono terribilmente la presenza del Var) perché nel quarto turno di Coppa (il Var entra da quello successivo) ci sono stati clamorosi svarioni arbitrali.

 

Soprattutto in Newcastle-Aston Villa: è stato convalidato un gol in fuorigioco (di Abraham, tra l’altro) e poi Digne (altro ex romanista) ha commesso un fallo da espulsione (sanzionato solo con il giallo) e un netto fallo di mano poco dentro l’area (hanno dato punizione da fuori). Quindi, non si stava meglio quando si stava peggio”.

 

Come dice Paolo Cevoli, «fatti, non pugnette».

rocchi gravina