DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE…
DOROTHEA WIERER REGINA MONDIALE DEL BIATHLON. ADESSO LE MANCA SOLO L’ORO OLIMPICO - TUTTI I SEGRETI DELL'AZZURRA: HA DETTO NO A PLAYBOY (“AL MASSIMO POSO IN INTIMO E PHOTOSHOPPATA”), ADORA I TACCHI A SPILLO, ODIA I GIOCHI DI PAROLE (TIPO ‘DORO D’ORO’) E HA FATTO USCIRE LO “SCIA E SPARA” DAI PICCOLI CONFINI DI SPORT DI NICCHIA (IN ITALIA...) – IL MESSAGGIO DI CONTE - VIDEO
Gaia Piccardi per corriere.it
Dorme solo quattro ore per notte, non sa rinunciare al cioccolato, ama la moda e lo spritz, vorrebbe essere più alta (è 158 cm) e meno muscolosa, vive a Cavalese in Val di Fiemme con il marito Stefano ma è a casa solo 70 giorni all’anno. Non le piacciono i giri di parole (vietato Doro d’oro), adora i tacchi a spillo, da quando gareggia truccata la imitano anche le avversarie e ha detto no — ormai lo sanno anche i muschi e i licheni — a Playboy (non ne parla volentieri, però la proposta l’ha lusingata assai e di solito chiude l’argomento con una battuta: «Al massimo poso in intimo e photoshoppata!»).
Ah, quante cose crediamo di sapere della campionessa del mondo dell’inseguimento, che ora andrà convinta (ma non servirà molta fatica: i contratti sono già firmati) a continuare fino all’Olimpiade di Pechino 2022, quando avrà 31 anni, capolinea di una grande carriera.
Il biathlon, e non da oggi, è lei: Dorothea Wierer, la stella azzurra con il fucile in spalla che accoglie con soddisfazione i messaggi di complimenti del premier Conte (atteso qui sabato) e del presidente del Coni Malagò. Occhi grigi da tigre, volto da modella, sportiva da 400 mila euro a stagione tra premi e sponsor, fiore all’occhiello delle Fiamme Gialle, 700 ore di allenamento nel fondo e 300 nel tiro a stagione, donna che non dimentica.
Ad Anterselva, l’anno scorso in Coppa del Mondo, aveva vinto per la prima volta nella specialità — l’inseguimento — in cui aveva centrato il maggior numero di podi (14). «Ci ho ripensato, all’ultimo poligono, quando si era capito che lì si sarebbe decisa la gara» ha detto ieri.
Un ricordo prezioso. E di sicuro, nel centrare la più bella vittoria al termine di una prova fantastica, Dorothea avrà ripensato all’allenatore azzurro che l’aveva portata al vertice prima di lasciare la Nazionale italiana per andare ad allenare le norvegesi, Patrick Oberegger, una scelta che Wierer aveva vissuto come un tradimento. Doppio gusto, quindi, nel lasciarsi alle spalle la Roeiseland.
Dopo aver perso anche Patrick Favre, assoldato dalla Francia, nell’estate 2018 l’Italia del biathlon era stata costretta a rinnovare i suoi quadri tecnici. Oggi, supervisionati dal d.t. Fabrizio Curtaz (che ha saputo ricucire con garbo e intelligenza l’inutile polemica aperta alla vigilia del Mondiale da Lisa Vittozzi), in Nazionale lavorano (bene) Andreas Zingerle, Andrea Zattoni, Klaus Hoellrigl e Nicola Pozzi. Gi uomini dietro il piccolo segreto della motivazione extra di Calamity Jane, trasformata dalla stagione scorsa: «Abbiamo voluto dimostrare che non avevamo bisogno di loro».
dorothea wierer
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DOROTHEA WIERER
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