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Tommaso Lorenzini per “Libero Quotidiano”
La guerra, enorme, che strisciava nel paddock del Motomondiale, è scoppiata apertamente, lasciando di sale i non addetti ai lavori e perfino chi sapeva già che fra il Dottorcosta (sì, proprio quel dottor Costa lì) e Valentino Rossi si era rotto qualcosa.
Capita che il contatto fra Vale e Marquez all’ultima curva di Assen inneschi il Dottorcosta - in pensione da due anni dalla Clinica Mobile - e lo spinga a scrivere una lettera aperta a Rossi, dove, in sintesi, sostiene che il suo nuovo pupillo Marc è il «vincitore morale» e Vale sbaglia a dire che «secondo Marquez io dovevo sparire».
Con il suo metalinguaggio al limite del comprensibile, il Dottorcosta ammonisce Rossi: «Spera che gli dei che ti hanno liberato dalle corde dove ti aveva costretto Marc, regalandoti la geografia favorevole della curva che hai,con arguzia, tagliato, nelle prossime gare non siano in vacanza».
Veleno puro, serve un passo indietro per capire. È il 2010, Rossi si fa male a una spalla in allenamento ad aprile e si fa curare da Costa, ma a fine anno, dopo il botto con frattura al Mugello forse per colpa della spalla dolorante,Vale decide di affidarsi alla medicina tradizionale e al dottor Porcellini. Uno sgarbo che Costa non ha mai digerito (lo ha scritto lui stesso nel libro “Magic Marquez”) e che ora, con odore di ripicca, torna d’attualità. Rossi? Mai una parola sulla cosa,confermando che fra i due ex amici è davvero finita.
COSTA MARQUEZ
VALENTINO ROSSI ASSEN
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