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“NO, NO, IL CAMBIO RAGAZZI ...” – A MONTECARLO COSA E’ SUCCESSO A LECLERC? HA SBAGLIATO LA FERRARI? OPPURE ALTRO NON SI POTEVA FARE E DUNQUE, LA COLPA È DI LECLERC, CHE SENZA QUEL BOTTO AVREBBE CONQUISTATO UNA STORICA VITTORIA? - TERRUZZI: "CHARLES NON SI PENTE. SA BENE COME E QUANTO RIESCA A DARE VALORE ALLA SUA MACCHINA. CHE IL SUO FARE COMPORTI UN ECCESSO FA PARTE DEL GIOCO MA..." - VIDEO
Giorgio Terruzzi per il "Corriere della Sera"
Dalle parole di Charles Leclerc, pronunciate dopo la resa a Montecarlo, traspariva un orgoglio dominante, più forte del rimpianto. Anche per questo non è facile dare misura di un weekend che contiene una brillantezza rara e riemersa della Ferrari, mischiata alla delusione per una vittoria mancata. Quella che avrebbe potuto cogliere proprio Leclerc partendo dalla pole.
Quanto fosse alla sua portata l' ha mostrato Carlos Sainz conquistando il suo primo podio rosso dopo una corsa sui ritmi del vincitore. Penalizzato pure lui, al colmo del paradosso, proprio dall' errore di Charles in qualifica. Uno stop che gli ha impedito di migliorare il 4° posto sulla griglia.
Nei prossimi giorni capiremo cosa si è rotto e perché sulla Ferrari numero 16 che era stata verificata, rimontata, messa in moto senza segnalare il guasto alla trasmissione, sul lato opposto rispetto al punto danneggiato. Forse evitare penalità e retrocessione dalla prima alla terza fila su un tracciato che premia chi parte davanti, ha comportato optare per un rischio alto. Oppure, come fanno filtrare dai box, si è trattato di un problema dovuto ad altro, improvviso e dispettoso.
Vedremo, anche se il bilancio, nonostante il 2° posto, produce un' amarezza persistente. A monte c' è un errore del pilota e, dunque, un imputato. Capace peraltro di regalare a se stesso e a ogni appassionato un sogno inatteso. Leclerc, a quel punto, avrebbe dovuto limitarsi, evitare altri azzardi. Ma se così fosse, quella pole non sarebbe arrivata mai.
Purtroppo o per fortuna non esistono alternative, nessun compromesso è possibile. Chi ha piena consapevolezza del proprio, enorme talento, osa, rischia, soprattutto se costretto a guidare a lungo in condizioni di inferiorità tecnica. Senna, il giovane Hamilton, Verstappen, Leclerc, si somigliano.
Anche per questo Charles non si pente. Sa bene come e quanto riesca a dare valore alla sua macchina, alla sua squadra. Che il suo fare comporti un eccesso fa parte del gioco. Di un gioco che comporta prezzi alti ma che, diversamente, non entusiasmerà mai nessuno.
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