ezequiel lavezzi

HO CONOSCIUTO L’OSCURITÀ. ALTERNAVO DEPRESSIONE A CRISI DI ANSIA. NON ERO MAI LUCIDO, LA TESTA PIENA DI PENSIERI NEGATIVI” – L'EX ATTACCANTE DEL NAPOLI, EZEQUIEL “EL POCHO” LAVEZZI, PARLA DEI PROBLEMI DI DEPRESSIONE E NEL RICOVERO NEL 2023 IN UN CENTRO DI SALUTE MENTALE: “AVEVO TOCCATO IL FONDO, NON RIUSCIVO PIÙ A VEDERMI COSÌ. DO UN CONSIGLIO A CHI SOFFRE COSÌ: CHIEDETE AIUTO” – “MIO FIGLIO È NATO IN UN MOMENTO DIFFICILE DELLA MIA VITA, MI HA AIUTATO A SALVARMI. MI STA INSEGNANDO UN NUOVO MODO DI ESSERE PADRE…” - VIDEO

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Estratto dell’articolo di Nicolò Franceschin per il “Corriere della Sera”

ezequiel lavezzi

 

L’espressione sul viso di Ezequiel Lavezzi, argentino, ex Napoli e Psg, è distesa, il tono della voce tranquillo. Risponde da Punta del Este in Uruguay, dove è cominciata la sua rinascita. Di recente ha conosciuto il buio della depressione. Ha chiesto aiuto ed è stato ricoverato, anche grazie al supporto della famiglia e alla nascita di Vittorio, il suo secondo figlio: «È arrivato in un momento difficile della mia vita, mi ha aiutato a salvarmi. Mi sta insegnando un nuovo modo di essere padre».

 

Lavezzi, come sta?

«Ho attraversato un periodo difficile, ma ora sto bene».

 

È la fine del 2023, lei è ricoverato in una clinica. C’è chi parla di droga, chi di disturbi mentali: cos’è successo?

«Un profondo malessere, ho conosciuto l’oscurità. Mi facevo del male. A me e a chi mi stava vicino. Alternavo depressione a crisi di ansia. Non ero mai lucido, la testa piena di pensieri negativi».

 

ezequiel lavezzi trasportato in ospedale

Sono girate tante voci su di lei, l’hanno ferita?

«Sì, ma erano cose che non potevo controllare. Ero l’unico a sapere davvero cosa stessi attraversando. Avevo toccato il fondo, non riuscivo più a vedermi così. Grazie al sostegno di mia moglie e della mia famiglia mi sono affidato a degli psicologi e ad altri specialisti di una clinica. Il mio percorso non è finito. Do un consiglio a chi soffre così: chiedete aiuto».

 

[…] Ha scelto di ritirarsi presto, a 34 anni.

«Ero stanco, sentivo che era arrivato il momento di smettere e volevo farlo quando ancora ero ad alti livelli. È stato un gesto di rispetto nei confronti del calcio. Il pallone mi ha salvato».

 

Ci spieghi meglio.

ezequiel lavezzi

«I miei genitori erano separati, io stavo con mia mamma, che era sempre al lavoro. Passavo il tempo a giocare con gli amici in strada. Nel mio quartiere si spacciava droga, si girava armati. Senza pallone non so dove sarei finito».

 

[…] Poi l’Italia, il destino ha voluto Napoli.

«Il destino e il sottoscritto. La prima a volermi è stata l’Atalanta. Era arrivata anche a offrirmi la cifra che avevo chiesto, ma poi si è presentato il Napoli. Per noi argentini era la città di Maradona. Ho rinunciato ai soldi, ma sentivo di dover scegliere l’azzurro».

ezequiel lavezzi

 

[…] Con quella maglia per il mondo è diventato il Pocho.

«Era il nome del mio cane morto: si chiamava Pocholo. Abbiamo portato il Napoli in Champions, al tempo era una follia. È stata una storia d’amore incredibile».

 

[…]  Da grande cosa farà?

«Voglio essere una persona che non dimentichi quello che ha passato, che riesca ad accogliere la semplicità e che si goda la famiglia. Voglio vivere, ho la fortuna di avere due figli, il dono più grande della vita». […]

ezequiel lavezzi e il figlio tomas ezequiel lavezzi ezequiel lavezziezequiel lavezzi ezequiel lavezzi ezequiel lavezzi ezequiel lavezzi e il figlio tomas