
DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA…
Marco Ansaldo per "la Stampa"
Sembrava una sciocchezza, invece i due pareggi ottobrini con la Danimarca e l'Armenia rischiano di costare parecchio alla Nazionale. Bastava poco, una vittoria, e gli azzurri sarebbero rimasti tra le 8 teste di serie del Mondiale, invece si sono fatti scavalcare e nel sorteggio di venerdì a Mata de Sao Joao, una località turistica non lontano da Salvador, potrebbero uscire persino dalla seconda fascia per qualità : quella delle squadre europee.
La Fifa infatti ha risolto in modo originale il problema di spostare una delle 9 europee escluse dalle teste di serie nell'urna con le 5 africane e le 2 sudamericane più scarse: l'Ecuador e il Cile. Un senso di giustizia suggeriva che ci andasse la Francia, la peggiore europea del ranking alla fine dei gironi eliminatori, quando vennero fissate le posizioni.
Ma i francesi, come disse Cristiano Ronaldo prima degli spareggi, hanno qualche santo in Paradiso e il futuro (probabile) presidente della Fifa: Michel Platini. Magari l'ex juventino non c'entra ma la decisione di cambiare il criterio e affidare l'assegnazione a un presorteggio induce al sospetto che si sia voluto spalmare su 9 squadre il rischio di trovarsi in un girone con Argentina e Brasile come testa di serie e un'europea molto impegnativa, come l'Olanda, il Portogallo, l'Inghilterra o la Russia.
à quanto potrebbe toccare all'Italia, se sarà presorteggiata. Il rovescio della medaglia è che chi finirà con le africane e sudamericane eviterà di sicuro la Germania e la Spagna (ma anche la Svizzera e il Belgio, che non sarebbero state male) per il divieto di sorteggiare un girone con 3 europee. Forse a Prandelli va bene così. Parlando alla stampa estera il ct, oltre a scegliere Buffon come simbolo dell'Italia e a sostenere che «l'esplosione di Balotelli farebbe la fortuna del Milan e della Nazionale», ha detto infatti che nella prima fase vorrebbe evitare la Germania.
«Da 8 anni - ha commentato - la Germania è riuscita ad amalgamare i nuovi tedeschi con la vecchia tradizione. Noi invece facciamo ancora fatica ma quando ci arriveremo saremo tra i più forti al mondo. Per ora dobbiamo cercare di contrastare le nazionali migliori». Su una cosa il ct ha ragione. L'Italia non deve capitare in un girone di ferro ma neppure in uno dall'apparenza morbida. Eravamo a Città del Capo, quattro anni fa, quando dall'urna uscirono Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda e quasi si stappava champagne pensando a come sarebbe stato il cammino. Si è visto come andò.
«La nostra storia dice che nei gironi facili fatichiamo, invece ci prepariamo meglio a quelli più difficili». Sul tasto della preparazione Prandelli batte da mesi, e ancor più dopo l'esperienza in Confederations Cup. «In Brasile non basterà avere la qualità - ripete - conteranno moltissimo le condizioni fisiche perché in certe città il caldo e l'umidità saranno terribili. In Confederations la Fifa aveva appeso borracce d'acqua vicino alle porte e si rischiava di mandare la palla in calcio d'angolo per poter bere.
La mia proposta è di trovare una soluzione più seria e inserire due time out che consentano ai giocatori di dissetarsi. Si vuole creare spettacolo, ma quando ti manca l'acqua si perde concentrazione: non mi era mai capitato che otto giocatori su 11 mi chiedessero il cambio». La Fifa lo ascolterà ? Lo escludiamo, bisognerebbe cambiare le regole e al massimo lo si può fare per il sorteggio, quando conviene a qualcuno.
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