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“L'IDEA CHE LO SPORT AVVICINI I POPOLI È UN'IPOCRISIA” – FRANCESCO MERLO SMONTA LA RETORICA DEI GIOCHI COME MOMENTO DI UNITA’ E CONCORDIA: “IL COMITATO OLIMPICO HA AUTORIZZATO 13 ATLETI RUSSI E 7 BIELORUSSI A PARTECIPARE COME ‘ATLETI NEUTRALI INDIVIDUALI’, MA L'UCRAINA HA DENUNZIATO LA FURBATA PERCHÉ NULLA PIÙ DELLO SPORT RIPRODUCE LA GUERRA E GLI ATLETI RAPPRESENTANO LA BANDIERA DI CUI INDOSSANO I COLORI E PER QUELLA BANDIERA VINCONO O PERDONO. DUNQUE UNA GARA TRA UCRAINI E RUSSI È LA GUERRA COMBATTUTA CON ALTRI MEZZI…”

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Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”

 

mirella serri

Caro Merlo, i giochi olimpici hanno ancora il valore di una guerra simulata, un sostituto dei conflitti sanguinari, come la finale di basket Usa contro Urss, a Monaco 1972, quando gli Stati Uniti, battuti in tempo di guerra fredda, rifiutarono di ritirare l'argento?

L'incontro di hockey su ghiaccio di Milano Cortina 2026, tra Usa e Danimarca, si svolgerà il giorno di san Valentino ma non sarà un appuntamento tra innamorati.

 

Tra i due c'è il terzo incomodo, si fa per dire, la Groenlandia. Gli sfidanti si affronteranno in uno stadio ghiacciato con il retropensiero di giocarsi l'isola ghiacciata più grande del mondo. Basterà a soddisfare le brame del vorace Trump? O le accrescerà se vincono gli Usa? Sarà una disfida di burletta o il simbolo, la rappresentazione concreta di uno scontro che potrebbe portare il mondo occidentale chissà a quali esiti?

Mirella Serri

 

francesco merlo

Risposta di Francesco Merlo

L'idea che lo sport avvicini i popoli è un'ipocrisia. Il comitato olimpico ha autorizzato 13 atleti russi e 7 bielorussi a partecipare come «atleti neutrali individuali», ma l'Ucraina ha denunziato la furbata perché nulla più dello sport riproduce la guerra e gli atleti rappresentano la bandiera di cui indossano i colori e per quella bandiera vincono o perdono. Dunque una gara tra ucraini e russi è la guerra combattuta con altri mezzi.