andrea abodi gabriele gravina

“IN ITALIA DELLA NAZIONALE FREGA SOLO AI TIFOSI. AGLI ALTRI, COMPRESA LA POLITICA, SERVE SOLO PER RIVENDICARE FORME DI POSIZIONAMENTO PERSONALI” – IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO DELLA FIGC GRAVINA CONTINUA IL SUO ATTACCO ALLA POLITICA E AL MINISTRO ABODI (CHE CHIESE LA SUA TESTA): “OGNUNO SI QUALIFICA PER QUELLO CHE È E PER QUELLO CHE SENTE. TOCCHERÀ AD ALTRI DARE UN GIUDIZIO” – “HO ACCETTATO LE CRITICHE IN SILENZIO E ADDIRITTURA GLI INSULTI. MA NON POSSO TOLLERARE DI ESSERE DEFINITO INDEGNO. NESSUNO PUÒ PERMETTERSI CERTE PATENTI DI MORALITÀ, SIA DENTRO SIA FUORI IL MONDO DEL CALCIO” – “GIÀ DA PRIMA DEI PLAYOFF AVEVO PENSATO DI FARMI DA PARTE. E NON TANTO PERCHÉ NON MI SENTIVO ALL’ALTEZZA, QUANTO PER I VINCOLI, I LEGAMI E GLI IMPEDIMENTI CHE FRENANO LA CRESCITA E LO SVILUPPO DEL MOVIMENTO. E TUTTO CIÒ È FRUSTRANTE. ADESSO VIVO QUASI DA RECLUSO TRA CASA E FEDERAZIONE...” - IL DAGOREPORT: LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO!

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DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

https://www.dagospia.com/sport/figc-non-serve-cazzo-presidente-dimissionario-gravina-certifica-470312

 

«LA NAZIONALE NON INTERESSA A NESSUNO»

Estratto dell’articolo di Alessandro Bocci e Daniele Dallera per il “Corriere della Sera”

gravina gattuso buffon

 

[...]  Gabriele Gravina, presidente dimissionario, non si fa sconti e non ne fa, raccontando per la prima volta dopo la maledetta notte di Zenica come e perché il calcio italiano è precipitato all’inferno. [...]

 

Presidente cosa l’ha più ferita dal momento in cui la Bosnia ci ha estromesso dal Mondiale?

«Ho accettato le critiche in silenzio e addirittura gli insulti. Ma non posso tollerare di essere definito indegno. Nessuno può permettersi certe patenti di moralità, sia dentro sia fuori il mondo del calcio».

 

Si riferisce al ministro Abodi?

GABRIELE GRAVINA - FIGC

«Non voglio fare nomi. Ognuno si qualifica per quello che è e per quello che sente. Toccherà ad altri dare un giudizio».

 

I risultati della Nazionale determinano le crisi politiche: è giusto?

«No e l’ho detto in più di un’occasione. La Federazione promuove il gioco del calcio con un grande impatto sulla società civile. [...]

 

 Forse avrei dovuto essere più bravo come calciatore: ho sbagliato due rigori contro la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia e dopo, dal dischetto, ne ho tirati uno alto e un altro sulla traversa. Forse mi sarei dovuto allenare di più…».

 

Perché si è dimesso?

abodi gravina

«Mi assumo le mie responsabilità. Non ho mantenuto la promessa che avevo fatto ai tifosi italiani. Avevo detto che saremmo dovuti andare al Mondiale anche a nuoto e invece non ci siamo riusciti. Le dimissioni sono un ultimo atto d’amore verso il calcio. E non potevo permettere che gli attacchi al sottoscritto penalizzassero la Federazione. Ma non è tutto qui…».

 

Si spieghi meglio…

 «Già prima dei playoff avevo pensato di farmi da parte. E non tanto perché non mi sentivo all’altezza, quanto per i vincoli, i legami e gli impedimenti che frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. E tutto ciò, permettetemi di dirlo, è frustrante. Alla fine, ho deciso di rimanere e ho accettato questa via Crucis. Adesso vivo quasi da recluso tra casa e Federazione».

gattuso gravina

 

[...]  Già, la politica: perché tenta sempre l’invasione di campo?

«Una domanda che non va fatta a me. Abbiamo 1 milione 400 mila tesserati e un grande seguito di tifosi. Una realtà che può alimentare qualche sospetto. Lo sport ha un ruolo e una dimensione fondamentale nella società e merita rispetto anche quando si perde, non solo quando si vince».

 

[...] Presidente, questa è anche l’occasione per chiarire il concetto di dilettanti riferito agli altri sport e usato nel dopo partita della Bosnia…

«Mi spiace per come le mie parole siano state interpretate in Italia. Sicuramente andavano argomentate meglio: volevo sottolineare che il professionismo deve sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Di certo non era mia intenzione mettere in dubbio, né svilire, l’impegno e la professionalità degli atleti di altre discipline».

 

la russa gravina marotta

[...] Dal punto di vista della Figc sono più difficili i rapporti con la politica o con la Lega di serie A?

«La Lega è una componente federale fondamentale con cui il dialogo non cessa mai di esistere. È una dialettica, a volte complessa, ma continua. Con il mondo politico, invece, bisogna instaurare un dialogo nuovo, basato sul rispetto reciproco».

 

Crede sia arrivato il momento che il calcio finisca in mano a un ex calciatore?

«Non bisogna avere preclusioni, neppure verso un grande dirigente. Non è questione di uomini, contano i programmi e il valore delle persone. E bisogna relazionarsi con la politica in modo diverso».

 

buffon gattuso gravina

Spalletti, suo ex allenatore, caldeggia una Under 19 per ogni squadra, ma è vietato dalle leggi europee. Non si può fare proprio niente se non appellarsi al buonsenso dei club?

«Purtroppo no. Si può tentare solo con un sistema di incentivi per i vivai italiani. Uno su tutti potrebbe essere il credito d’imposta, ma il governo non ha mai voluto riconoscerlo».

 

Gattuso che ct è stato?

«Un allenatore preparato e una persona meravigliosa. Nonostante i pochi allenamenti a disposizione, è riuscito a dare un’anima alla squadra. Non è bastato e il primo a essere dispiaciuto è stato proprio lui».

 

Buffon può essere anche in futuro il dt della Nazionale?

bosnia italia, espulsione di alessandro bastoni 2

«L’ho voluto io al Club Italia perché ritengo abbia una grande carriera da dirigente davanti a sé. In questi anni si è formato ed è cresciuto molto. Ora però tocca a lui fare le scelte migliori per il suo futuro».

 

Sia sincero: i giocatori hanno dato tutto? L’impressione è che abbiano già superato il trauma…

«Noi sulla carta siamo più forti dell’Irlanda del Nord e della Bosnia. Ho vissuto quei giorni con la squadra e i ragazzi mi hanno promesso che avrebbero dato il massimo: e così è stato. Qualcuno era acciaccato, qualche altro era arrivato al top della forma, ma non ha reso secondo le aspettative».

abodi gravina

 

Perché la politica è così poco in sintonia con le esigenze del calcio: dal betting, al vincolo, al decreto crescita?

«Scontiamo un vecchio pregiudizio sempre attuale, quello dei presidenti “ricchi e scemi”. Ma è un grandissimo errore, figlio di una lettura superficiale e offensiva.

Rappresentiamo una delle realtà più vive e produttive per il Paese, sia socialmente che economicamente».

 

Cosa invidia alle altre Federazioni dei Paesi top, Inghilterra, Spagna, Francia e Germania.

tweet su bosnia italia 11

«Lo sapete che adoro il modello tedesco. Loro sono ripartiti da zero nel vero senso della parola, tutti uniti e con lo stesso obiettivo. E adesso stanno cominciando a vederne i frutti. È una visione lungimirante che da noi non esiste.

 

Diciamolo chiaramente: in Italia della Nazionale frega solo ai tifosi. Agli altri, compresa la politica, serve solo per rivendicare, quando le cose vanno male, forme di posizionamento personali».

 

Con i ritardi nella costruzione e nell’ammodernamento degli impianti rischiamo di perdere Euro 2032?

«Sapevamo di partire con forti criticità, ma l’Europeo insieme alla Turchia, che rivendico come un grande successo della mia presidenza, serviva proprio da stimolo per riportarci a livello internazionale. I ritardi nella nomina del commissario e il mancato sostegno economico da parte del Governo non hanno generato l’accelerazione auspicata. Però non mi arrendo: nel mio ruolo di vicepresidente Uefa continuerò a lavorare affinché si concretizzi questa grande opportunità per l’Italia».

bosnia italia

 

La riforma dei campionati sarebbe un primo passo per far ripartire il motore del calcio. Sono troppe 97 società nell’area professionistica.

«Assolutamente sì. Negli ultimi anni ho presentato alle componenti diverse proposte di riforma, ma fino a quando esisterà il cosiddetto “diritto d’intesa”, che è un vero e proprio “diritto di veto”, non ci potrà essere una riduzione con una conseguente riorganizzazione dei campionati.

 

TAMBERI FOTOMONTAGGIO IRONICO CONTRO GRAVINA

Quando parlo dell’aiuto che la politica può offrire al calcio, mi riferisco anche a questo: dare indicazioni al Coni affinché venga eliminato questo blocco nel nostro sistema di regole».

 

Adesso quale sarà il futuro di Gravina?

«Continuerò in Uefa dove sono stato votato dalle altre federazioni. La mia esperienza resta a disposizione, ma non sarò mai un ex presidente ingombrante».

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