ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT" SONO MAESTRI NEL RIGIRARE LA FRITTATA! DOPO IL POKER ALLA TURCHIA SCRIVONO: “SIAMO E RESTIAMO TUTTI MANCINIANI”. UN TRIPLO CARPIATO RISPETTO ALLE PAROLE CON CUI QUATTRO GIORNI FA AVEVANO TUMULATO L’ITALIA DI MANCINI SCONFITTA DAL BELGIO E DEFINITA “PIÙ BRUTTA, SPORCA E IMPRESENTABILE DI QUELLA DI GATTUSO” – COSA ACCADRA’ IN CASO DI KO IN FRANCIA? NONOSTANTE LA VITTORIA IN TURCHIA NON SONO RISOLTI TUTTI I PROBLEMI CHE HANNO PORTATO LA NAZIONALE A SALTARE TRE MONDIALI. MANCINI NON È HARRY POTTER MA APPENA HA INIZIATO IL LAVORO…

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Da ilnapolista.it

 

roberto mancini

Oggi la Gazzetta dello Sport è quanto di più prossimo alla danza dei dervisci rotanti. Piroette in successione fino a far venire mal di testa perfino allo spettatore, figuriamoci ai ballerini. Eppure non era nemmeno quattro giorni fa che il giornale sportivo di Milano – uno dei capisaldi del giornalismo italiano e non solo sportivo – si era lanciato in una stroncatura a reti unificate per la prima uscita di Mancini.

 

Il ct saudita (perché il peccato originale resta quello, restano i soldi sauditi, oltre a Malagò e soprattutto la nostalgia maladiniana) era stato letteralmente fatto a pezzi per la sconfitta contro il Belgio che è l’ottava Nazionale più forte del mondo. Noi – ricordiamolo – saltiamo i Mondiali da tre edizioni di fila. Mancini è stato massacrato anche per aver fatto giocare il ventenne Alessandro Romano.

 

 

ROBERTO MANCINI

Ma il top è nel pezzo di analisi dove Fabio Licari scrive la frase copertina: “Siamo e restiamo tutti manciniani”.

 

Ma come? Gli avete tolto la pelle tre giorni fa.

 

 

Solo tre giorni fa, la Gazza scriveva:

 

“Ma quale ripartenza. Ma quale riconquistare i tifosi. Ma quale bel gioco e divertimento. Sono solo slogan, al momento. La prima Italia di Mancini è più brutta, sporca e impresentabile di quella di prima. Niente da salvare, tutto da rifare. Il Mancini-bis è in linea con tutto quello che abbiamo sofferto negli ultimi anni”.

stefano barigelli

 

 

Però, attenzione, non illudiamoci: ma chi è Mancini, Harry Potter?

 

Oggi invece:

 

“Questo calcio capovolge tutto in un giorno: la Germania ko con la Grecia, la Norvegia con il Portogallo, e succede che gli azzurri prendano a schiaffoni la Turchia dentro il coccodrillo in lacrime di Bursa. Un 4-1 che non racconta tutta la partita. Un primo tempo da “final four” di Nations, e il 3-0 ci stava stretto tanto era il dominio. (…) Siamo e restiamo tutti manciniani, viaggiando a vista perché non siamo i peggiori del mondo, ma non illudiamoci di aver risolto tutti i problemi”.

 

È un altro leit motiv: non sono risolti tutti i problemi. Chi è Mancini, Harry Potter? In due partite doveva risolvere i problemi che ci hanno portato a saltare tre Mondiali.

ROBERTO MANCINIROBERTO MANCINIROBERTO MANCINI