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Estratto dal libro di Francesco Bonami, Il Bonami dell’arte (Electa)
MASSIMILIANO GIONI FRANCESCO BONAMI
L’unico modo per riuscire a fare qualcosa che Massimiliano Gioni non farà mai potrebbe essere buttarsi dalla torre di Pisa. Ma anche in questo caso il rischio, seppur remoto, che per sbaglio anche lui cada di sotto c’è. Forse la soluzione a prova di bomba sarebbe quella di ammazzare qualcuno di molto famoso. Che so, Mick Jagger. Questo Gioni non lo farebbe, a meno che non ci fosse da qualche parte un clone di Mick Jagger.
MASSIMILIANO GIONI FRANCESCO BONAMI
Sì, perché la cosa snervante di questo giovane curatore è che le cose che fa le fa proprio bene, senza una grinza. Avendolo conosciuto fanciullo, vederlo adesso correre così veloce fa impressione. L’unico problema del mio collega e amico è che sente tutto ma non ascolta nessuno. Per certi versi questo è anche ammirevole, ma qualche volta un consiglio, un suggerimento, un’indicazione la dovrebbe seguire. Invece no.
Max vuole essere l’autore delle sue decisioni al 100%. Ogni mostra, ogni mossa, ogni scelta devono essere sempre DOG, Di Origine Gioni. La cosa è irritante, soprattutto per uno che sta per diventare un vecchio bacucco come me. Ogni tanto sentirmi dire «hai ragione» mi darebbe soddisfazione. Il problema è che io sono come Geppetto con Pinocchio, l’ho aiutato a venire fuori dal legno ma poi ne ho perso, mannaggia, il controllo.
Biennale Venezia Massimiliano Gioni
Il mio Pinocchio, come quello della fiaba, del povero babbo se ne frega e ascolta gli altri, in particolare quel Lucignolo/Cattelan che a volte lo ha portato sulla cattiva strada. Una strada cattivissima è quella che lo ha fato ammalare di “pressbillo”, una malattia contagiosa e difficilmente curabile, che ha come sintomo quello di voler essere sulle pagine di un giornale o di una rivista ogni due minuti.
Il problema è che se il “pressbillo” degenera può provocare asfissia. E se non degenera può diventare asfissiante. È strano che entrambi, Cattelan e Gioni, questa cosa non la capiscano. Il carisma è qualcosa che va covato e scovato, non sbattuto in faccia dalla mattina alla sera, altrimenti diventa un cataclisma dell’ego, un aneurisma della dignità.
Certo un po’ di invidia nelle mie affermazioni c’è, come nella favola della Volpe e l’uva. Ma se la volpe avesse potuto mangiare l’uva tutte le volte che la vedeva, anche lei sarebbe finita a letto con la dissenteria.
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