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“LELE ADANI SPARIRÀ, NON HA NIENTE DA DIRE, CON ME NON GIOCAVA. HA PROVATO PURE AD ALLENARE MA HA SMESSO, NON SI SENTIVA ALL’ALTEZZA" – L’EX TECNICO DI BRESCIA E EMPOLI, GIGI CAGNI, SPARA A ZERO CONTRO L'EX CALCIATORE, OGGI OPINIONISTA CHE LO AVEVA ACCUSATO DI DIFENSIVISMO: "OGGI CI SONO ANCORA TANTI CAGNI" – LA REPLICA DEL TECNICO: "NEL MIO EMPOLI, CHE GIOCAVA MEGLIO DEL COMO OGGI, LO TENEVO FUORI. SI È BUTTATO DA SOLO LA ZAPPA SUI PIEDI. TRA NOI NON C'È CONFRONTO, USA UN MICROFONO PER OFFENDERE. SICURAMENTE PARLO MENO FORBITO, MA SONO CHIARO ED ESPERTO"
Gregorio Spigno per gazzetta.it - Estratti
Ormai il dibattito tra i salotti del pallone è sempre lo stesso: risultatismo o giochismo? Difensivismo o idee offensive? Uno non dovrebbe escludere l'altro a priori, eppure tra opinionisti e commentatori il mondo del calcio si spacca. Certo, fa parte dello show, del talk che se non diventa divisivo purtroppo finisce per attrarre meno, ma troppo spesso i toni vengono esasperati tra bordate e accuse.
L'ultimo "dissing" (termine utilizzato più in ambito rap che deriva da disrespecting - mancanza di rispetto - che indica l'atto di insultare, criticare o denigrare apertamente qualcuno) è esploso tra Lele Adani e Gigi Cagni. Oggi opinionisti tv, ieri rispettivamente calciatore e allenatore. E tutto è partito da una frase pronunciata dall'ex Brescia, Inter e Fiorentina: "Oggi, mi dispiace dirvelo, ma ci sono ancora tanti Cagni. Tanti allenatori che la pensano come lui". Apparentemente (ma pure superficialmente) un'accusa al calcio dell'ex tecnico considerato forse difensivista.
"Ma io nemmeno avevo capito fosse rivolta a me, forse perché sono anziano - risponde Cagni -. Mi hanno inoltrato un vocale in cui Adani parla di 'quelli come Cagni' riferendosi alla mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale. Praticamente ha dato la colpa a me: mi viene da ridere... Sembra che quando parla non sia presente nella realtà".
"L'ho avuto un anno, non lo consideravo un titolare perché secondo me non meritava. Però avevamo un rapporto normale. Forse si è offeso perché quando ha iniziato a fare la seconda voce nelle telecronache ho detto che io spengo l'audio, ma non mi interessa. Quelli che parlano così in tv non fanno il bene del calcio, vogliono solo fare i protagonisti con il loro linguaggio".
Lei allenò Adani ad Empoli. Risultato finale: qualificazione in Coppa Uefa. Non era abbastanza?
"Ma lui non giocava. Anche Igli Vannucchi mi ha scritto in questi giorni, ha rivendicato che giocavamo meglio del Como di oggi. Facevamo un grande calcio. Adesso Lele ha in mano questo microfono, ma mi stupisce che un uomo scelto dalla Rai possa permettersi di offendere un allenatore. Mestiere che tra l'altro ha pure provato a fare, ma solo provato, da vice di Baldini. Forse non si sentiva all'altezza".
Da dove nasce questo attacco, secondo lei?
"Non ne ho idea, ma per me è sempre la storia che parla. Si è buttato da solo la zappa sui piedi. Io sono vecchio ma credo che sui social l'abbiano un po' massacrato. Ho 75 anni e qualcuno mi chiama ancora per conoscere la mia opinione, questi non so quanto dureranno. Personalmente, credo poco. Perché ci vogliono delle basi solide. Finché starà in Rai resisterà, ma poi sparirà perché non ha niente da dire".
Addirittura?
"Io posso essere non capace in tante cose, ma non posso sentire che non capisco di calcio. Perché allora mi incazzo. Tra me e Adani non c’è confronto. Sicuramente parlo meno bene, meno forbito, ma sono chiaro ed esperto".
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