IL CALCIO ITALIANO HA UN PROBLEMA CON I GIOVANI… E NON SOLO PER QUANTO RIGUARDA I CALCIATORI – GLI ALLENATORI ITALIANI EMERGENTI HANNO CAPITO CHE, PER CRESCERE, DEVONO ANDARE ALL’ESTERO – DA ENZO MARESCA A ROBERTO DE ZERBI, PASSANDO PER FRANCESCO FARIOLI E ORA VINCENZO ITALIANO, CHE HA APPENA FIRMATO CON IL BESIKTAS – TUTTI TECNICI DELLA “NUOVA SCUOLA” CHE CERCANO DI PROPORRE UN GIOCO INNOVATIVO, DINAMICO, LONTANO DAI RISULTATISTI CHE TROVIAMO IN SERIE A – E TE CREDO: IN ITALIA, AL PRIMO PASSO FALSO, RISCHIEREBBERO DI ESSERE SUBITO ETICHETTATI COME “INADEGUATI”

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Estratto da www.ilnapolista.it

 

vincenzo italiano

[…] Con Vincenzo Italiano al Besiktas, in Turchia, se ne va anche l’ultimo pezzo della nuova scuola di allenatori italiani che ha provato ad innovare nel nostro calcio. Enzo Maresca, Francesco Farioli, Roberto De Zerbi e ora Vincenzo Italiano: tutti e quattro fuori dall’Italia, tutti e quattro con nessuna intenzione di tornarci. Poi, per carità, i casi della vita possono essere mille. Ma oggi, più lontano si va, meglio è.

 

roberto de zerbi 2

IL MAINSTREAM IMPERANTE DIFENDE I SOLITI NOTI

Anche perché il main stream imperante, i vigliacchi della comunicazione che mantengono i loro posticini sostenuti dalle lobby descrivono questi tecnici come dei rabdomanti, come dei Rasputin che vogliono ammaliare i poveri ricchi sciocchi parlando di formule magiche come tempo e spazio.

 

Oppure come delle Wanna Marchi che vendono i sali per stordire le menti con la formuletta magica: “il bel gioco”. Tutte enormi, sesquipedali puttanate alimentate per tenere ben saldi i brontosauri, per far sì che Jurassic Park possa avere l’ultimo baluardo in Europa. Maresca, Farioli, De Zerbi e Italiano hanno un solo concetto base in mente. Quello di vincere le partite. Come tutti gli altri allenatori.

francesco farioli 2

 

 È il come deve arrivare la vittoria che cambia tutto. Perché questi tecnici vogliono vincere regalando ai propri tifosi un gol in più, un’occasione in più, un tiro in più. Ovviamente difendendo, se e quando c’è da difendersi. Equilibrando la squadra, ma senza speculare, senza sperare che sia solo il singolo a trovare la giocata, senza pensare che la difesa sia l’unica cosa che conta.

 

Studiando senza soluzione di continuità come evolvono fisicamente, tatticamente e psicologicamente atleti e gioco. Senza pensare che il calcio sia semplice, perché non lo è. Questi quattro allenatori avrebbero potuto portare la Serie A lontano dall’essere uno dei campionati europei dove si segna di meno, dove la percentuale di 0-0 è altissima, dove ci sono troppi tecnici che continuano a vivere di mera speculazione sull’avversario.

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LA SERIE A È IL GATTOPARDO

Ci è stata tolta quest’altra grande occasione, dopo aver perso tutte le chance di rinnovamento degli ultimi 20 anni: perché la verità è che questa è la Serie A del Gattopardo. Tutto deve cambiare perché nulla cambi, tutti lì a far girare i soldi, a buttar dentro giocatori scarsi pur di oliare i meccanismi giusti. […]

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