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PENSATE COME SIAMO RIDOTTI: GLI AZZURRI NON ANDRANNO AL MONDIALE E AI GIORNALONI NON RESTA CHE SANTIFICARE TIZIANA ALLA CHE SARÀ LA PRIMA TELECRONISTA DONNA A COMMENTARE I MONDIALI (COME PRIMA VOCE) – “DIVENTI LA NORMALITÀ, C'È ANCORA TANTO PREGIUDIZIO. MI SCRIVEVANO. 'NON SI PUÒ SENTIRE UNA VOCE FEMMINILE'. MA IO NON SONO UNA SUFFRAGETTA. DONNARUMMA UNA VOLTA MI RISPOSE MALE, PERÒ CON UN UOMO AVREBBE FATTO LO STESSO. NON ME LA PRESI NEANCHE, LE EMOZIONI A CALDO DEGLI ATLETI VANNO RISPETTATE” - PS: SE SBAGLIERA' I NOMI O CI FARA' ADDORMENTARE, SI POTRA' CRITICARE LIBERAMENTE O CI ACCUSERETE DI MASCHILISMO?
Simone Golia per corriere.it - Estratti
«È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe». Tiziana Alla, giornalista Rai, da quattro anni segue la Nazionale italiana da bordocampista. Gli azzurri al Mondiale non andranno, lei invece sì. Sarà la prima telecronista donna a commentare le partite degli uomini.
Emozionata?
«Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia».
La strada resta in salita?
«Ci sono ancora tanti pregiudizi. La mia prima telecronaca risale al 2006, un Piacenza-Juventus di serie B. Allora lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta: “Non si può sentire una voce femminile sul calcio”. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è».
Come nasce la sua passione?
«Grazie a papà che da ragazzina mi portava allo stadio. Già alle scuole medie scrivevo i primi articoli. Ma non avrei mai pensato di diventare telecronista».
Si dice che oggi i telecronisti parlino troppo.
«A me non piace riempire di parole tutti gli spazi, cerco di far respirare l’atmosfera senza fornire troppi dati. Sono un po’ vecchia scuola, cresciuta con toni pacati e poco invasivi. Ma i tempi sono cambiati e va accettato».
La sua prima da bordocampista per l’Italia?
«La sconfitta di Palermo con la Macedonia del Nord che ci costò il Mondiale del 2022. Se sono sopravvissuta a quella notte... (ride ndr)».
In Bosnia è stata dura?
«A Palermo sembrava impossibile perdere, forse c’era ancora la presunzione da campioni d’Europa. A Zenica invece la sensazione era che, se avevamo fallito già due volte, il disastro si sarebbe potuto ripetere. E poi eri arrivato a pochi minuti dall’obiettivo, è stato drammatico».
Cosa l’ha colpita di più?
«Il dolore di Gattuso e Spinazzola nelle interviste flash. Non solo per se stessi, ma soprattutto nei confronti degli italiani. Non è vero che ai giocatori il giorno dopo già non frega più niente».
Nel giugno 2022 la Germania ci batte 5-2. Donnarumma le risponde male.
«Prese gol dopo un errore con i piedi e gli feci presente che non era la prima volta, lo aveva già fatto in Champions contro il Real. Ma la sua replica fu normale, avrebbe risposto stizzito anche se al mio posto ci fosse stato un uomo. Non me la presi neanche, le emozioni a caldo degli atleti vanno rispettate».
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