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“LA NOSTRA JUVE ANDAVA OLTRE L’ALGORITMO. IL CALCIATORE BISOGNA SENTIRLO, NON VEDERLO” – GLI EX DIRIGENTI DELLA JUVENTUS, FABIO PARATICI E FEDERICO CHERUBINI, CHE HANNO CONTRIBUITO AL CICLO DI 9 SCUDETTI CONSECUTIVI DELLA “VECCHIA SIGNORA”, PUNZECCHIANO L’A.D. BIANCONERO, DAMIEN COMOLLI, PER I SUOI ACQUISTI FLOP FATTI CON L’ALGORITMO – CHERUBINI: “DIETRO QUEGLI ACQUISTI DI MAROTTA E PARATICI C'ERA IL LAVORO DITANTE PERSONE. RICORDO RIUNIONI CHE DURAVANO TUTTO IL GIORNO” – PARATICI: “PENSO A TEVEZ, TUTTI NE PARLAVANO MALE. CI ANDAI A CENA, PARLAMMO. VIDI CHE AVEVA IL SACRO FUOCO. E POI…”

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fabio paratici, pavel nedved e federico cherubini

Estratto dell’articolo di Fabio Riva per “La Stampa”

 

Proprio mentre in casa Juventus ci si interroga sulla gestione-Comolli, sui suoi algoritmi, sui suoi "colpi" di mercato relegati ai margini dal tecnico Luciano Spalletti (Openda e Zhegrova in primis, poco più che riserve se non meri spettatori) capita di ritrovare, sullo stesso palco, Fabio Paratici, poi raggiunto da Federico Cherubini. Attualmente dirigenti di Fiorentina e Parma, ma in passato insieme nella Juventus.

 

DAMIEN COMOLLI

Hanno iniziato con Beppe Marotta amministratore delegato bianconero, da lui hanno imparato poi ne hanno preso il posto. L'epilogo non è stato esattamente all'altezza degli albori, questo è indubbio: tra operazioni non sempre brillanti […] e complicanze sulle plusvalenze che hanno portato anche alla lunga squalifica. Ma è indubbio che Paratici e Cherubini abbiano contributo alla realizzazione di un ciclo incredibile che ha portato in bacheca 9 scudetti consecutivi e in due occasioni ha permesso alla squadra di sognare il trionfo in Champions.

 

federico cherubini e fabio paratici

Tra gli ospiti dell'evento European Golden Boy organizzato da Tuttosport a Solomeo, […] i due dirigenti […] sono […] tornati indietro con la memoria rivivendo quei primi anni bianconeri fatti di costruzione, confronti, acquisti clamorosi e scoperte. Per dire: Pogba, Vidal. O riscoperte: Barzagli, Tevez. A quanto pare la chiave di quel successo sta proprio in un modo di scegliere i giocatori che nulla c'entra con i dati e le analisi, bensì rientra nella sfera dell'empatia e della sensazione.

 

Cherubini: «La nostra Juve andava oltre l'algoritmo. Dietro quegli acquisti di Marotta e Paratici c'era il lavoro fatto da tante persone, c'era apertura mentale. Ricordo riunioni che duravano tutto il giorno».

 

elkann comolli

Paratici fa degli esempi: «Sì, è vero. Andai a cena con Torres e capii che "non aveva il calcio negli occhi". Non è una cosa che si vede osservando partite, ma che si sente. Vedere 3 match o vederne 30, di uno stesso giocatore, cambia poco. Meglio andarci una sera a cena. Il calciatore bisogna sentirlo, non vederlo». Altri esempi: «Penso a Tevez, tutti ne parlavano male. Ci andai a cena, parlammo. Vidi che aveva il sacro fuoco Percepivo che aveva quella voglia dentro. E poi si è notato cosa ha fatto». f. riv.

 

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