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“SE AVETE AMATO CLERICI, NON USATE PIÙ L'ESPRESSIONE GIORNALISTA E SCRITTORE” – ALDO GRASSO: "GIANNI SI AUTODEFINIVA “SCRIBA” NON PER RICHIAMARE CON AUTOIRONIA IL DISPREGIATIVO “SCRIBACCHINO” MA PERCHÉ SI SENTIVA SCRITTORE. NON “GIORNALISTA E SCRITTORE”, MA SCRITTORE E BASTA: “HO SCRITTO SOLO 21 LIBRI DI CUI 12 DI NARRATIVA, LI HO SEMPRE VENDUTI, HO AVUTO DELLE RECENSIONI BUONISSIME, PERÒ NON FACCIO PARTE DELLA LOBBY”
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
Seguendo Italia-Ungheria mi è tornato in mente Gianni Clerici. Per contrasto, ovviamente: per lui il calcio era sport plebeo, non degno delle attenzioni di un signore volutamente snob, ricco, colto, insoddisfatto: «Io sono un ricco che ha vissuto felicemente giocando a tennis. Faccio il giornalismo non per brama di denaro ma perché mi diverte andare in giro a vedere qualche torneo».
Ho scritto insoddisfatto. Clerici lo era, soprattutto per una ragione. Si autodefiniva «scriba» non per richiamare con autoironia il dispregiativo «scribacchino» ma perché si sentiva scrittore, il suo desiderio era quello di essere considerato tale, al pari degli amici Soldati e Bassani. Non «giornalista e scrittore», ma scrittore e basta: «Ho scritto solo ventun libri di cui dodici di narrativa, li ho sempre venduti, ho avuto delle recensioni buonissime, però non faccio parte della lobby».
L'espressione «giornalista e scrittore» a Clerici ripugnava, visto l'uso turpe che se ne fa. O uno è giornalista che ha scritto qualche libro o uno è scrittore che collabora con i giornali. Questa diffusa pratica di autodefinirsi «scrittore e giornalista» nasce non solo dal compiacimento di nobilitare il proprio ruolo di «scriba», ma appartiene a un vizio retorico che i greci chiamavano «dicolon»: il termine indica una serie binaria, una coppia di vocaboli o una sequenza di due membri in una frase, coordinati dalla congiunzione.
È la figura paradigmatica dell'accumulazione. Claudio Giunta la definisce «coazione al dicolon, ed è tipica dei temi in classe. Lo scolaro vorrebbe scrivere "Ci vuole molta cura", ma è irresistibilmente portato a scrivere "Ci vuole molta cura e molta attenzione"; vorrebbe limitarsi a dire che "Restano vari problemi aperti", ma la coazione al dicolon lo trascina ad aggiungere "e varie questioni irrisolte"». Se davvero avete amato Clerici, non usate più l'espressione «giornalista e scrittore».
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GIANNI CLERICI 22
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