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I BEATLES SONO COME IL MAIALE: NON SI BUTTA VIA NIENTE! – AL MUSEO GRANET DI AIX-EN-PROVENCE VENGONO ESPOSTE LE FOTO SCATTATE DA PAUL MCCARTNEY NEL 1963-64, IL MOMENTO IN CUI I BEATLES DIVENTANO LEGGENDA – RIELLO: “RECUPERATE DA UNO SCATOLONE DIMENTICATO QUALCHE ANNO FA, LE 250 IMMAGINI RACCONTANO LA BEATLESMANIA DA UNA PROSPETTIVA INEDITA. PIÙ CHE SODDISFATTO MCCARTNEY DÀ L'IDEA DI ESSERE UN PO' SPAVENTATO. SEMBRANO QUASI UNA INCONSCIA FORMA DI DIFESA DA UNO STRANO E QUASI-MINACCIOSO ASSEDIO…”
Antonio Riello per Dagospia
Ci sono due intramontabili cicli mitologici che hanno preso forma negli anni '60 dello scorso secolo: la saga dei Kennedy e quella dei Beatles. Materiale di costruzione per moderne Odissee piene di nostalgia per lo splendore perduto dell'Occidente. Tanto lontane da sembrare ormai più favole che narrazioni.
Paul McCartney aveva una passione condivisa prima con il fratello Mike e poi con la moglie Linda Eastman: fare fotografie. L'amata Linda era in effetti una fotografa professionista (e anche la loro figlia Mary fa questo mestiere).
Nel 2020 da uno scatolone dimenticato nella casa dell'ex-Beatles spuntarono fuori parecchi negativi fatti con una Pentax da 35mm e risalenti agli anni 1963-64, quando i "FabFour" avevano lasciato Liverpool da poco per stabilirsi a Londra. E’ il momento in cui rapidamente diventano fenomeno e culto mondiale.
Attualmente si può vedere questo materiale in Francia, ad Aix-en-Provence presso il Musèe Granet. L'esposizione, EYES OF THE STORM, curata dallo stesso Paul McCartney e da Rosie Broadley, lo presenta ristampato in formato originale (e con qualche bel ingrandimento). In tutto sono circa 250 immagini.
Si inizia in verità con alcuni scatti fatti dai fotografi professionisti che all'epoca accompagnavano il gruppo nei tour: Harry Benson, Robert Freeman, Dezo Hoffman. La più significativa tra loro fu comunque l'austriaca Astrid Kirchherr (è giusto scritto proprio con due "h").
La quale non solo li seguì documentandone l'attività ma, in qualche misura, influenzò anche il loro modo di vestire e di presentarsi al pubblico (in fondo allora erano ancora dei semplici ragazzi di provincia improvvisamente assurti ad oggetto di culto globale).
Le foto di McCartney si possono dividere idealmente in due categorie.
La prima parte riguarda la documentazione (in gran parte in bianco e nero, ogni tanto appare qualche segno sul negativo fatto dall'autore) della vita privata dei Beatles: soprattutto prove di registrazione, scherzi tra loro e momenti intimi.
Paul si fa qualche autoritratto allo specchio e il rapporto con John in quel momento è ancora sinceramente affettuoso. Molte istantanee riguardano il più celebre dei loro agenti, Brian Epstein. Poi i familiari: non mancano mamme e papà, tra questi Louise e Harold Harrison, i genitori di George. Abbondano curiose immagini di amici, amiche e fidanzate. C'è anche la mitica Cynthia Powell, la prima moglie di John Lennon.
La seconda parte attesta le moltitudini estatiche di fan che attendevano il gruppo quando arrivava ai concerti. Paul McCartney riprendeva (da lontano e spesso dall'interno dell'auto dove viaggiavano) le agguerritissime groupies, i cordoni di poliziotti che a fatica cercavano di stopparle e naturalmente anche la miriade di fotoreporter che ronzava intorno. Il bersaglio immortala a sua volta i cacciatori-fotografi.
Una contro-documentazione che racconta la Beatlesmania da una prospettiva assolutamente inedita (oltre che privilegiata). Più che soddisfatto McCartney dà l'idea di essere un po' spaventato. Queste foto sembrano quasi una inconscia forma di difesa da uno strano e quasi-minaccioso assedio. In certi momenti incontenibile, e forse talvolta pure in parte incomprensibile.
Nel 1963 fanno un primo tour francese, a Parigi. Imperdibile Ringo Starr che posa come Napoleone Bonaparte. Altrettanto per George Harrison in veste di flic parigino. Il primo viaggio dei Beatles negli USA, nel 1964 a New York, è quello meglio testimoniato.
Le stampe qui iniziano ad essere a colori e bisogna ammettere che Paul, nel frattempo, è diventato davvero bravo con l'obiettivo (a livelli decisamente professionali).
Più che una semplice mostra, un intenso viaggetto esperienziale nella recente Storia britannica.
Un tempo in cui il cibo inglese era veracemente pessimo (ma nessuno ci faceva caso), la zazzera faceva mugugnare i benpensanti e Carnaby Street dettava legge nella moda giovanile. Una rivoluzione soft, con i suoi suoni e i suoi colori, era rumorosamente in atto. La tipica estetica Beat degli anni '60 (un felice mix di ingenuità, ottimismo ed eleganza) è insomma la vera protagonista.
PAUL McCARTNEY PHOTOGRAPHE
1963-64 EYES OF THE STORM
Musèe Granet, Aix-en-Provence
fino al 3 Gennaio 2027
eyes of the storm 10
ringo starr 01
eyes of the storm 21
eyes of the storm 20
eyes of the storm 19
eyes of the storm 32
eyes of the storm 09
brian epstein
eyes of the storm 07
louise harrison
ringo starr 04
cynthia powell
eyes of the storm 28
eyes of the storm 22
eyes of the storm 23
george harrison flic
eyes of the storm 02
eyes of the storm 14
eyes of the storm 05
eyes of the storm 01
eyes of the storm 11
eyes of the storm 04
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