wojciech szczesny

“QUANDO MI ALLENO ORMAI PERDO COMPLETAMENTE LA SENSIBILITÀ ALLE MANI” – IL LAMENTO DEL 38ENNE WOJCIECH SZCZESNY, PORTIERE DEL BARCELLONA: “NON RIESCO NEMMENO A TENERE UNA BORRACCIA A CAUSA DEL DOLORE. LA VERITÀ È CHE SONO STUFO DI QUESTA SOFFERENZA” – NEL 2008 IL GIOCATORE POLACCO EBBE UN INCIDENTE, IN CUI SI RUPPE ENTRAMBI GLI AVAMBRACCI E DA ALLORA HA DUE PLACCHE DI METALLO: “DURANTE LA PARTITA È PIÙ FACILE, LE MANI SI RIPOSANO, IL DOLORE NON È COSÌ INTENSO” – IL DIFFICILE RAPPORTO CON IL PADRE MACIEJ, ANCHE LUI EX PORTIERE: “DA BAMBINO AVEVO PAURA DI LUI, MI UMILIAVA…” – VIDEO

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Wojciech Szczesny

(LaPresse) - "Arriva un momento durante l'allenamento in cui perdo completamente la sensibilità alle mani e non riesco nemmeno a tenere una borraccia a causa del dolore. Poi, io e gli allenatori scherziamo dicendo che l'allenamento è finito perché sono di nuovo paralizzato, ma la verità è che sono stufo di questa sofferenza".

 

Lo racconta Wojciech Szczesny, portiere del Barcellona, al magazine polacco GQ, ricordando l'incidente in cui si ruppe entrambi gli avambracci nel 2008 mentre si allenava con l'Arsenal, dal quale indossa una placca di metallo su ciascun avambraccio. "È peggio durante la preseason, durante gli allenamenti molto impegnativi.

 

Wojciech Szczesny

Durante la stagione, è più facile perché fai due allenamenti e poi una partita, quindi le mani si riposano e non è così intenso. Si estende dal polso al gomito", spiega Szczesny. 

 

E sul suo rapporto con il padre, il 35enne polacco ricorda: "Da bambino, avevo paura di mio padre (l'ex portiere Maciej Szczesny). Paura che mi mettesse deliberatamente in imbarazzo in pubblico davanti a degli sconosciuti. Mi umiliava. Mi faceva pensare: 'Papà, perché mi fai questo?'", ha raccontato ancora al magazine negando che la sua carriera sia stata un modo per competere simbolicamente con il padre.

 

Wojciech Szczesny max allegri

"Non ho mai visto la mia carriera come un duello con lui - conclude il 35enne - Andavo agli allenamenti convinto che sarei stato un attaccante, non un portiere. Sono stati gli allenatori a decidere che avrei giocato in porta".

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